Futuro Conte, Improta: "Resterà a Napoli, in caso contrario d'accordo con ADL..."
Gianni Improta, ex giocatore del Napoli, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
È possibile trovare un punto d'intesa tra le ambizioni di Conte e la necessità della società di fare un restyling incisivo, abbassando età media e monte stipendi?
"Ma io penso di sì, perché si ha a che fare con due persone intelligenti che certamente capiscono fin dove possono arrivare senza tirare troppo la corda. È normale che ci sarà una situazione totalmente diversa rispetto a quella che si presentò l'anno scorso, in termini di quantificare cosa si può investire sul mercato. Io sono dell'avviso che Conte può anche restare, condizionando anche il suo avere e quello del suo staff ai risultati e magari allungare anche di qualche anno. Si potrebbe trovare un'intesa del genere, perché è giusto che tutto quello che accade in una stagione, sia positivo che negativo, debba essere accollato ai responsabili, a partire dalla società, passando per i tecnici, i calciatori e tutti gli altri. Tutti sono partecipi a quello che poi si verificherà e quindi tutti devono essere corresponsabili. Siccome, ripeto, si tratta di avere a che fare con persone intelligenti, io penso che da parte di Conte ci sia tutta la buona volontà di voler rimanere, perché si sente amato dal popolo e poi ha ottenuto anche dei risultati che un domani dobbiamo solo ringraziarlo, al di là di quello che si è verificato per quanto riguarda gli infortuni e altre situazioni. Persone intelligenti che possono non fermarsi sulle proprie posizioni, ma dialogare. Dal dialogo può venire fuori la riconferma di Conte con un progetto che può riguardare certamente un po' più i giovani, ma non è detto che Conte non accetterà."
Nel summit tra De Laurentiis e Conte si parlerà anche degli errori della stagione, come il percorso in Champions e i tanti infortuni. Questo può allontanare Conte da Napoli?
"Indubbiamente bisogna convenire su un aspetto: ci sono stati degli errori da parte di tutti e quindi bisogna andare a rivisitare un po' quello che si è verificato. Non dico addossare responsabilità, ma cercare di organizzarsi al meglio per continuare questo percorso, perché a volte ci sono infortuni che vengono fuori senza responsabilità degli allenatori, dei preparatori e quant'altro, ma magari perché la struttura del calciatore è in una fase che non risponde più a certe sollecitazioni. Bisogna rendersi conto di quello che è realmente accaduto attraverso un'analisi che certamente stanno facendo, per capire perché si sono verificati tutti questi infortuni. Non dico che un infortunio o dieci infortuni debbano essere la goccia che fa traboccare il vaso, anzi può essere l'inizio di qualcosa che potrebbe migliorare non solo Conte e il suo staff, ma nel contempo dare delle risposte alla società, che deve sapere perché poi certi infortuni si verificano."
In caso di separazione da Conte, il Napoli pensa a Maurizio Sarri. Come vedresti un suo ritorno?
"Se non dovesse essere Conte l'allenatore, io penso che lo sarà ancora al di là di quello che si dice, ma certamente una società deve muoversi in anticipo se poi ci saranno delle risposte negative o meno per la permanenza di Conte. Quindi il Presidente già avrà fatto questo sondaggio sul nome di Sarri. Io sono d'accordo, anche se qualcuno dice che i ritorni non piacciono. Invece io penso che Sarri, come ci ha fatto divertire qualche anno addietro, potrebbe ritornare a farlo, però con la consapevolezza che nel calcio non bisogna solo far divertire ma ottenere dei risultati. Quindi non mi dispiacerebbe se al posto di Conte, che non accetterebbe le condizioni dettate dalla società, arrivasse un Sarri che ha sempre avuto un bel rapporto con il pubblico e che il pubblico accetterebbe di buon grado."
Hojlund sta vivendo un digiuno dal gol. Come si può risolvere questa situazione?
"Hojlund è un attaccante e deve ancora migliorarsi sotto certi aspetti. È giovane e certamente lo farà. È pur vero che non c'era chi innescava i suoi movimenti e quindi Conte, dall'alto della sua esperienza, gli chiedeva magari dei movimenti che a lui piacciono tanto: venire incontro, far salire la squadra e poi attaccare la profondità. Diciamo che a Hojlund è mancato il classico trequartista di una volta. Faccio un nome su tutti: Gianni Rivera, che ovviamente aveva il piedino d'oro, però chi gli dettava i movimenti era un certo Pierino Prati e lui, con la sua tecnica raffinata, gli metteva la palla dove Pierino chiedeva. Hojlund è stato orfano di chi, attraverso i suoi movimenti, gli poteva mettere la palla dove lui la chiedeva."
De Bruyne potrebbe essere il giocatore giusto per esaltare Hojlund?
"Sì, diciamo che De Bruyne all'inizio lo ha fatto e l'abbiamo visto. Poi ovviamente c'è stato l'infortunio. Un De Bruyne che, quando è ritornato, sembrava stesse in palla nel vero senso della parola, però poi pian piano è andato a oscurare se stesso con degli atteggiamenti che a me non sono piaciuti onestamente. Però De Bruyne, con le sue caratteristiche, ha il piede per innescare un attaccante come Hojlund."
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