Miccoli, il fratello rivela: "Diego il suo idolo e stava per firmare con il Napoli!"
Federico Miccoli, fratello di Fabrizio, ex attaccante di Lecce e Palermo, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG) o qui sul sito anche in video.
Domani si gioca Napoli-Lecce. Tu sei molto legato al Lecce: che partita ti aspetti?
“È una partita difficile. Io tifo Lecce, ma credo che non faremo punti, anche se ci servirebbero tantissimo. Penso a una partita dominata dal Napoli, magari un tre a zero, oppure tre a uno o due a uno.”
Quanto sarebbe stato bello vedere Fabrizio Miccoli con la maglia del Napoli?
“Guarda che Fabrizio è stato vicino al Napoli. Se non sbaglio quando lasciò il Benfica, prima di andare al Palermo, ci fu una mezza situazione con il Napoli. Non so perché poi non si concretizzò. Però sì, qualcosa c’è stato.”
Ti sarebbe piaciuto vederlo al Maradona?
“Mamma mia, tantissimo. Lui era malato di Diego Maradona, pensa che ha chiamato il figlio Diego.”
Secondo te avrebbe meritato anche la maglia numero dieci?
“Secondo me lui non l’avrebbe chiesta per primo, ma se la sarebbe conquistata a suon di prestazioni. Sarebbero stati i tifosi a dirgli: per questa volta sblocchiamo la dieci e poi la riblocchiamo quando se ne va. Fabrizio era un vero numero dieci, uno che giocava anche con il crociato rotto se serviva.”
Guardando al Lecce: la passione dei tifosi può aiutare nella corsa salvezza?
“Deve aiutare per forza. Prima della partita con la Cremonese i tifosi sono andati al campo durante l’amichevole a porte aperte, tutta la curva a incitare la squadra. Abbiamo ancora scontri diretti importanti, come Verona e Pisa. Dobbiamo vincerli per forza se vogliamo salvarci.”
Nel campionato di oggi esiste un attaccante al livello tecnico di Fabrizio Miccoli?
“Secondo me no. Non c’è nessuno che si avvicina. Potrei dirti Lautaro, ma secondo me Fabrizio aveva ancora qualcosa in più. Oggi è come se molti si accontentassero del compitino: faccio l’assist, faccio il gol, ma non c’è più quella voglia di fare davvero la differenza.”
Qualcuno che almeno si avvicina?
“Dybala è molto forte, ma gioca poco per via degli infortuni. Forse qualcuno che punta davvero l’uomo c’è, ma spesso fanno tante finte e poi alla fine non concludono. Anche sui calci piazzati non ci sono più specialisti come una volta: punizioni, rigori, angoli. Prima non c’era neanche la bomboletta, la barriera era più vicina e si vedevano comunque grandi gol.”
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