Porto-Napoli, Caporale: "Ecco perché questa gara non è l'ultima spiaggia"
Manca un giorno a Porto-Napoli di domani sera. Carlo Caporale, giornalista e opinionista di Tuttonapoli, è stato protagonista nel solito punto nel "Buongiorno Tutto Napoli", la prima trasmissione live già dalle 7 sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Il Napoli è davvero all'ultima spiaggia in Champions League dopo i risultati ottenuti finora?
"Per la formula della Champions League non si può ancora parlare di ultima spiaggia. Il Napoli ha un calendario particolare e nelle ultime due giornate affronterà avversarie che, almeno sulla carta, possono essere alla sua portata. Per superare la prima fase potrebbero bastare 10-11 punti, anche se la quota di riferimento resta 12. Considerando che la trasferta contro il Manchester City sarà molto complicata, il Napoli dovrà cercare di raccogliere almeno due o tre punti nelle prossime due gare, contro Porto e Bruges, quest'ultima al Maradona. Sono partite fondamentali anche perché il Porto è un potenziale concorrente per le posizioni playoff. Proprio tra queste due sfide capiremo se il Napoli potrà ancora ambire alla qualificazione. A gennaio ci saranno poi le ultime due partite, contro il Qarabag a Baku e il Benfica al Maradona, nelle quali sarà necessario fare un percorso praticamente perfetto. La gara di domani, però, arriva in un momento molto complicato, con una squadra in difficoltà sia dal punto di vista fisico sia morale, e con poche possibilità di cambiare gli interpreti. Una delle caratteristiche negative emerse in questa stagione è che, quando incontra difficoltà durante una partita, il Napoli tende a sciogliersi e a diventare quasi inesistente. Contro la Juventus, dopo un buon avvio e alcune occasioni create, la squadra ha progressivamente perso sicurezza, subendo la crescita degli avversari. Anche dopo il gol e l'espulsione non è riuscita a reagire nel modo giusto. Il dato degli 0,05 di expected goals nel secondo tempo racconta bene le difficoltà offensive. Il rischio è quello di proseguire con questo rendimento discontinuo, finendo in una situazione di anonimato, senza obiettivi concreti, nonostante le ambizioni iniziali fossero decisamente superiori."
Il Napoli affronterà il Porto con una rosa decimata. Quanto incidono l'età media della squadra, la gestione fisica e il lavoro di Allegri?
"Esiste sicuramente uno storico di infortuni e un'età media della squadra che possono incidere sulla frequenza dei problemi fisici. Bisogna però considerare anche il calendario estremamente pesante, soprattutto per le squadre impegnate nelle competizioni europee. Quando iniziano ad accumularsi gli infortuni si crea un circolo vizioso: le rose vengono costruite prevedendo due giocatori per ruolo, con qualche giovane o elemento duttile a completare le alternative, ma quando vengono meno diverse pedine nello stesso reparto le poche rimaste sono costrette a giocare praticamente sempre, aumentando ulteriormente il rischio di nuovi problemi. Al Napoli è successo soprattutto sulle fasce. Con l'assenza di alcuni esterni si è fatto affidamento su Di Lorenzo, considerato quasi un uomo bionico, ma anche lui ha un'età importante e alla fine ha accusato problemi fisici. Sull'altra fascia, dopo la cessione di Gutierrez, le alternative erano Spinazzola e Olivera, entrambi con uno storico di infortuni significativo. Quando si è fermato Spinazzola, Olivera ha dovuto giocare con maggiore continuità e ha avuto a sua volta problemi. La gestione delle risorse diventa quindi fondamentale. In passato, soprattutto nella prima parte della scorsa stagione, questo aspetto non è stato curato adeguatamente e si è innescato un meccanismo negativo. Quest'anno gli infortuni si sono concentrati in determinati periodi, ma il bilancio sta diventando comunque pesante. Bisogna anche riconoscere che alcuni episodi sono stati frutto della sfortuna, perché diversi giocatori hanno subito traumi, situazioni sulle quali lo staff può intervenire poco. L'unica vera soluzione sarebbe avere un calendario più umano, ma al momento sembra un'ipotesi molto lontana."
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