Marino fa il nome: “Mi piace molto una punta della Fiorentina. L’avrei visto bene a Napoli”
Giuseppe Marino, allenatore e opinionista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, per analizzare il momento del Napoli in vista della sfida contro la Fiorentina. Tra le condizioni degli infortunati, le possibili scelte di Massimiliano Allegri, l'ipotesi del doppio play e le caratteristiche della squadra viola guidata da Paolo Vanoli, diversi i temi affrontati nel corso dell'intervista: “Anguissa e Spinazzola? Sono due situazioni particolari che bisogna valutare anche in base al periodo in cui arrivano e alla forma del giocatore. Per esempio, Anguissa è l'ultimo caso che abbiamo visto. A quel punto preferirei tenerlo a riposo ed evitare di rischiarlo. Se, invece, si tratta di un giocatore che in quel momento ti fa la differenza, puoi valutare di portarlo dietro e, in base alle condizioni che percepisci il giorno della gara, decidere se fargli fare magari gli ultimi dieci minuti oppure no.
Quindi non escluderei una convocazione per Anguissa. Per Spinazzola, invece, se arriva un fastidio del genere il venerdì, a due giorni dalla partita, a quel punto è meglio tenerlo a casa. Anche perché in quel ruolo c'è Olivera, che è giusto che il Napoli tenga in considerazione. Bisogna anche imparare dagli errori che sono stati commessi, ma fanno parte della stagione: ci sono gli alti e bassi e bisogna dare ai ragazzi anche la possibilità di rifarsi.
Non sarà assolutamente una partita semplice. Io sono felice, comunque, che Allegri finalmente sia andato verso il doppio play. Ne avevamo parlato la settimana scorsa e anche durante il precampionato: il vestito adatto potrebbe essere un 4-2-3-1, con De Bruyne libero di muoversi. Ne avevamo già parlato e magari questa situazione di Anguissa ha dato ancora più coraggio al mister per fare questa scelta. Mi è piaciuto tanto il doppio play. C'è più imprevedibilità e diventa più difficile per le squadre avversarie venire a pressarti alto, perché hai un'alternativa in più nella costruzione. Sono fiducioso e sono convinto che il Napoli adesso farà un filotto di successi”.
Conosci bene Vanoli, ci hai lavorato a Venezia. È un allenatore alla Conte, uno che prepara le partite in maniera maniacale e che alza il livello della squadra anche in base alle caratteristiche dell'avversario? "Sì, assolutamente. Quest'anno la Fiorentina ha anche una rosa con molta qualità rispetto all'anno scorso. Ha cambiato quasi tutta la squadra, con giocatori come Atta, Mastantuono e altri elementi importanti. È una squadra che a me piace tanto, sia per come è stata costruita sia per l'idea di calcio che vuole portare avanti. Pellegrino e Beto sono due attaccanti che mi piacciono. Pellegrino, in particolare, mi piaceva tantissimo: io lo avrei preso a Napoli. È uno di quei centravanti che ti spaccano l'area di rigore. Se fossimo riusciti a vendere Lucca, magari avrei utilizzato un profilo come il suo, che mi sarebbe piaciuto tanto. Ha una stazza fisica molto importante, ma è anche abbastanza veloce quando parte in progressione. È difficile da fermare. Anche io avrei avuto piacere di vederlo a Napoli, onestamente”.
Il ritorno di Vanoli è più una richiesta di qualche giocatore che aveva già lavorato con lui oppure è una questione contrattuale? “Credo che assolutamente i calciatori possano influenzare, ma non debbano incidere sulle scelte societarie. Le società che si fanno condizionare e fanno dipendere le proprie decisioni dai giocatori rischiano tanto. Credo che abbia inciso, come hai detto tu, l'accordo, o comunque il pre-accordo, che c'era con l'allenatore, che era ancora sotto contratto. Poi c'è un'altra cosa fondamentale: Vanoli conosce bene l'ambiente, c'è già stato in un momento difficile e probabilmente la paura di poter ripercorrere lo stesso tipo di cambiamento dell'anno scorso ha portato il club a fare una scelta più conservativa e meno rischiosa.
Io non avevo condiviso la scelta di Grosso, non perché voglia andare contro di lui come allenatore, ma perché credo che un tecnico che fa bene per un anno non possa già essere pronto per allenare squadre del calibro della Fiorentina o del Napoli. Prima esisteva la gavetta: per arrivare su queste panchine bisognava fare bene per diversi anni. Adesso basta che indovini una stagione e ti ritrovi su una panchina importante, dove la pressione è totalmente diversa. Credo che Grosso sia crollato soprattutto caratterialmente ed emotivamente, perché le idee sono valide. Una cosa, però, è lavorare a Sassuolo, un'altra è lavorare a Firenze. Questa non è una colpa sua, ma forse è stato fatto un passo che non andava fatto in quel momento. Doveva fare piano piano la giusta gavetta per arrivare pronto in una piazza importante come Firenze.
Vanoli, invece, come dicevo prima, è uno che fa lavorare, è un allenatore come Conte: metodico, molto presente e che chiede tanto, soprattutto in termini di applicazione. Io ho visto Conte, ma d'altronde Vanoli ha lavorato con lui, e ho visto anche l'ultima intervista che ha fatto a Sky, nella quale ha parlato di Sturaro e della possibilità che continuasse comunque a lavorare con mister Conte perché si trovava bene. È la stessa idea di calcio e, da questo punto di vista, a me fa paura”.
Tornando al Napoli: se dovesse mancare Spinazzola, come a questo punto potrebbe sembrare probabile, vedresti Olivera sulla fascia oppure Costantino Favasuli? “Io andrei sulla scelta delle certezze, senza adattare nessuno. Perché poi succede che quando un allenatore ha il giocatore di ruolo e lo schiera, va tutto bene; quando adatta qualcuno e perdi la partita, viene criticato perché ha adattato un giocatore pur avendo il terzino di ruolo in rosa e non avendolo fatto giocare. Credo quindi che il mister opterà sicuramente per Olivera, come è giusto che sia. Poi bisogna proseguire con la gestione di Favasuli, perché ha fatto bene all'ingresso, ha spaccato la partita e ne ha cambiato l'inerzia. Le condizioni della gara, però, erano diverse. Bisogna dare tempo, piano piano, al ragazzo di potersi esprimere al meglio. Credo quindi che la formazione sarà quasi la stessa della settimana scorsa, con Olivera al posto di Spinazzola. Poi ci sarà la gestione degli esterni in base alla partita, anche perché abbiamo Neres, che non è stato utilizzato nell'ultima gara. Credo che Allegri possa dargli minutaggio. Staremo a vedere”.
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