Forgione: "De Bruyne sta facendo bene, ma ora servono i gol! Lang? Bisogna insistere"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Credo che sarà una Fiorentina più accorta e attenta. Non conviene a nessuna delle due squadre provare ad aggredire e sbilanciarsi eccessivamente. Napoli e Fiorentina hanno entrambe molto da perdere e poco da guadagnare, perché un'altra sconfitta le metterebbe in difficoltà. Si sono parzialmente riprese con le ultime vittorie, ma devono ancora recuperare una classifica deficitaria. Mi aspetto quindi due squadre guardinghe, pronte soprattutto ad aspettare il momento giusto per colpire".
De Bruyne è reduce probabilmente dalla sua migliore prestazione con il Napoli. Allegri lo schiererà ancora titolare?
"Credo di sì, perché c'è una carenza oggettiva e il Napoli ha bisogno di lui. In quella posizione sta comunque convincendo e le sue prestazioni non sono affatto negative. Potrebbe fare certamente qualcosa in più in fase realizzativa, dove mi sembra ancora un po' appannato, ma nell'impostazione è abbastanza centrato. Nell'ultima partita è arrivato fino ai crampi e sappiamo che ha la sua età: pensare che possa giocare sempre novanta minuti è fuori luogo. Credo però che partirà dall'inizio e possa essere sostituito durante la ripresa".
Anguissa rischia di saltare anche Fiorentina-Napoli. Quanto pesa la sua assenza e può esserci anche un problema legato al rinnovo?
"Anguissa va recuperato in senso assoluto. In questo momento può anche giocare meno, perché le ultime prestazioni non hanno confortato particolarmente. Non so se il problema passi attraverso il rinnovo del contratto o sia semplicemente una questione atletica e non mentale. La certezza è che, quando sta bene, Anguissa fa la differenza nel campionato italiano e giocherebbe in qualsiasi squadra. Quando non sta bene, invece, diventa un calciatore normale come tanti altri".
Anche l'occasione fallita contro l'Inter può essere un segnale del suo momento?
"Sì. Quel gol sbagliato a Milano ci dice forse che non è nel suo momento migliore. Ha scelto di andare con il destro anziché utilizzare il sinistro per chiudere la traiettoria e credo che tecnicamente fosse abbastanza intuitivo fare una scelta differente. Al di là di quell'episodio, però, mi sembra un giocatore appannato. Va recuperato completamente, perché rappresenta un valore aggiunto. Tenerlo in campo quando non riesce a garantire il suo apporto migliore rischia di diventare persino controproducente per il Napoli".
Contro la Fiorentina potrebbe esserci Favasuli dall'inizio al posto di Politano. Tu lo faresti?
"Io partirei con Politano e sfrutterei l'energia e la vivacità di Favasuli in un momento più propizio della partita. Però ci può stare anche una scelta differente da parte di Allegri. In questo momento, per condizione e apporto alla squadra, Favasuli è decisamente tra i migliori. Nelle ultime due partite è stato sicuramente uno dei più positivi".
Quindi Favasuli sta diventando a tutti gli effetti uno dei titolari del Napoli?
"Sì, perché i titolari non sono soltanto undici. Sono quei quattordici o quindici calciatori che vengono utilizzati con continuità, dall'inizio oppure entrando durante la partita. Favasuli sta conquistando decisamente un posto all'interno di questo gruppo".
Insisteresti ancora su Noa Lang dal primo minuto?
"Sì, si può continuare a insistere su Lang. Sta dando dei segnali timidamente positivi e quindi credo sia giusto continuare a spingerlo. Poi c'è anche il rovescio della medaglia: magari sotto altri aspetti deve ancora migliorare, però in campo comincia a dare qualche segnale. Il Napoli ha bisogno di recuperare pienamente questi giocatori e quindi è corretto concedere loro continuità".
Chiudiamo con Napoli città. I grandi eventi internazionali stanno creando anche molti disagi quotidiani: cosa chiedi ai cittadini e soprattutto alle istituzioni?
"Il messaggio è duplice. Ai cittadini dico che bisogna avere un po' di pazienza, perché questi sono eventi straordinari che portano immagine alla città. Non possiamo prima lamentarci perché Napoli è esclusa dai grandi circuiti internazionali e poi lamentarci quando arrivano manifestazioni di questo livello. Stiamo assistendo a una vera rivoluzione dal punto di vista dell'immagine".
Questa crescita, però, deve lasciare qualcosa alla città anche dopo gli eventi?
"Assolutamente. L'immagine deve produrre sviluppo del territorio, anche dal punto di vista economico. Ci sono segnali positivi, il turismo cresce e ci sono programmi importanti per il futuro, ma bisogna ottimizzare tutto questo. Le grandi manifestazioni devono lasciare un'eredità e contribuire ad alzare lo standard della città. Lo straordinario va benissimo, ma deve esserci anche l'ordinario. Se manca l'ordinario, rischiamo di fare soltanto retorica. Napoli deve tornare a ragionare a lungo termine, con una visione della città centrata soprattutto sulla qualità della vita quotidiana".
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