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Verso Fiorentina-Napoli, da Firenze: "Giocare alle 12:30 non una scelta felice della Lega"

Verso Fiorentina-Napoli, da Firenze: "Giocare alle 12:30 non una scelta felice della Lega"
Oggi alle 18:50Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Lorenzo Di Benedetto, vicedirettore di Tuttomercatoweb.com, presenta Fiorentina-Napoli: "È la prova del nove per entrambe".

Lorenzo Di Benedetto, vicedirettore di Tuttomercatoweb.com e speaker per Radio FirenzeViola, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania. 

Quanto è importante Fiorentina-Napoli per le due squadre?
"Molto, perché parliamo di due squadre che devono dimostrare di essere guarite, passatemi il termine. Si sono dette tante cose sia sul Napoli sia sulla Fiorentina, che nel frattempo ha cambiato allenatore. Dopo le vittorie del Napoli contro il Bologna e della Fiorentina contro il Venezia, oltre al successo viola in Coppa Italia con il Pisa, questa è la prova del nove per entrambe".

Le ultime vittorie, quindi, non sono ancora sufficienti per considerare superato il momento difficile?
"Il Napoli ha trovato un Bologna che aveva problemi seri con l'allenatore, mentre la Fiorentina ha affrontato un Venezia con il tecnico in bilico e successivamente una squadra di Serie B in Coppa Italia. Per questo Fiorentina-Napoli sarà un test molto più indicativo. Chi vincerà potrà trascorrere la sosta con il sorriso, mentre affrontare tre settimane così lunghe dopo un risultato negativo sarebbe molto più complicato".

La Fiorentina aveva fatto un mercato importante, ma Grosso non sembrava soddisfatto. Cosa non ha funzionato?
"È un discorso articolato. Grosso ha fatto molto male e questo è sotto gli occhi di tutti, però secondo me società e Paratici non lo hanno messo nelle condizioni ideali per proporre il calcio che aveva in mente e che aveva mostrato al Sassuolo. L'errore principale è stato scegliere un allenatore e poi costruire il mercato senza assecondarne completamente le idee. Per esempio non ha avuto un esterno d'attacco fino agli ultimi giorni".

Quanto ha inciso la gestione dell'attacco?
"Molto. Vendere Kean nell'ultimo giorno di mercato, o comunque metterlo concretamente sul mercato quando il campionato era già iniziato, non ha aiutato. Grosso aveva svolto la preparazione con una determinata idea del reparto offensivo e con Kean come riferimento, sfruttandone le caratteristiche. Poi improvvisamente si è ritrovato a dover cambiare tutto".

Perché allora si è arrivati all'esonero?
"Ci sono altri due aspetti. Grosso si è presentato dalla dirigenza dicendo che forse non era l'uomo giusto per quella squadra e a quel punto la Fiorentina ha dovuto prendere una decisione che magari non avrebbe voluto prendere. Inoltre credo che la squadra non fosse più con lui. Dopo la partita con il Venezia, Fagioli ha detto che finalmente erano stati squadra, mentre prima erano slegati. Una dichiarazione del genere fa capire che qualcosa nel rapporto con l'allenatore si era rotto".

Il ritorno di Vanoli ti ha sorpreso?
"Sì, perché se non lo avevi confermato dopo che aveva salvato la Fiorentina prendendola in una situazione catastrofica, viene spontaneo chiedersi perché richiamarlo adesso. Però nelle sue prime due partite ha già mostrato qualcosa di interessante. Ora la vera prova del nove sarà contro il Napoli".

Quanto sarebbe pesante per il Napoli arrivare alla sosta senza vincere a Firenze?
"Molto. Però non condivido completamente il disfattismo che c'è in questo momento intorno al Napoli. È vero che ha perso tre partite consecutive e non accadeva da tantissimo tempo, ma bisogna vedere contro chi. Ha perso con il Como, che probabilmente in questo momento esprime il miglior calcio in Italia. Poi è arrivata la sconfitta a San Siro contro l'Inter".

La partita con l'Inter avrebbe potuto cambiare completamente il racconto di questo momento?
"Assolutamente. Se Anguissa su quell'occasione va con il piatto sinistro invece che con l'esterno destro, magari oggi parleremmo della rinascita del Napoli dopo aver battuto l'Inter a San Siro. Basta una singola azione per cambiare completamente la percezione nel calcio. Poi hai perso con l'Arsenal, campione d'Inghilterra e vicecampione d'Europa: una squadra di un'altra categoria".

Quindi contro la Fiorentina non ci sono più giustificazioni?
"Il Napoli adesso deve vincere. Ho giustificato le tre sconfitte perché sono arrivate contro squadre fortissime e contro le quali ci può stare perdere. Con la Fiorentina, invece, devi vincere. È una squadra che ha ancora poche certezze e fa molta fatica nella fase difensiva. Se non dovesse arrivare il successo, affrontare la sosta sarebbe pesantissimo per tutte le voci che inevitabilmente nascerebbero intorno alla squadra".

Il Napoli di Allegri viene percepito meno da Scudetto rispetto a quello di Conte?
"Sì, e pesa molto il mercato. Possiamo discutere quanto vogliamo di Allegri e del suo calcio, ma quando devi far rifiatare Hojlund e metti Lucca, mentre le altre hanno alternative molto più costose e importanti, la differenza si vede. La Roma ha investito trenta milioni per Castro come alternativa a Malen, l'Inter ha un reparto offensivo profondissimo e il Como ha speso tantissimo anche per le alternative".

Il mancato arrivo di Gabriel Jesus è soltanto una questione di liste?
"Il Napoli cercava Gabriel Jesus e Manna ha parlato del problema delle liste. Va bene, però se vuoi veramente Gabriel Jesus il posto in lista glielo trovi. Magari mandi Lucca in prestito per una stagione. Se punti realmente un calciatore di quel livello, secondo me una soluzione la trovi".

Anche gli infortuni hanno evidenziato qualche lacuna nella costruzione della rosa?
"Sì. McTominay ha dovuto sottoporsi a un intervento e non è stato disponibile in partite importanti, Anguissa ha avuto diversi problemi fisici. Se non hai preso rinforzi capaci di sopperire a eventuali assenze, nonostante quello che era già successo nella scorsa stagione con gli infortuni, diventa difficile inserire il Napoli tra le principali candidate allo Scudetto".

Avere meno pressioni potrebbe però trasformarsi in un vantaggio?
"Certamente. Il Napoli resta una squadra forte, è inutile girarci intorno. Non ha la stessa profondità delle altre, ma se Allegri riuscirà a trovare la quadra può inanellare tante vittorie consecutive. Inoltre vorrà sicuramente fare meglio in Champions rispetto alla scorsa stagione. Partire con meno pressione addosso può anche aiutarlo".

Infine, quanto può incidere l'orario delle 12.30 a Firenze?
"Non è certamente l'orario ideale. Nelle scorse settimane abbiamo visto giocare addirittura alle 15 con temperature molto alte e secondo me in Lega non sono state fatte scelte felicissime. Si poteva aspettare tranquillamente la sosta prima di iniziare con le gare delle 12.30. A Firenze, quando torna il sole, può fare davvero molto caldo".

Può diventare un alibi per il Napoli?
"No, assolutamente. Sarà eventualmente un problema in più, ma non un alibi. Il Napoli giocherà alle 12.30 e la Fiorentina giocherà alle 12.30: entrambe avranno esattamente le stesse condizioni".