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Meret o Milinkovic? Petino non ha dubbi: "Uno è già nella storia, l'altro non sposta equilibri"

Meret o Milinkovic? Petino non ha dubbi: "Uno è già nella storia, l'altro non sposta equilibri"
Oggi alle 17:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Il giornalista Pierpaolo Petino è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno

Il giornalista Pierpaolo Petino è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: "Sono sempre stato convinto che Alex Meret sia un patrimonio del calcio italiano. Ha numeri di straordinaria affidabilità e ha dimostrato un carattere enorme. Ha sopportato critiche ingiuste da parte di tutti, tifosi, media e perfino da chi ha lavorato all'interno del club. Eppure è rimasto, ha vinto due Scudetti e ha sempre risposto sul campo. Per me oggi è tra i primi tre portieri della storia del Napoli e merita grande rispetto."

Quindi punteresti ancora su Meret?

"Assolutamente sì. Milinkovic-Savic è stato utile e ha dato una mano in un momento complicato, quando il Napoli era devastato dagli infortuni. È un professionista esemplare e non ho nulla da dire sul suo comportamento. Però, se devo esprimere una preferenza tecnica, tengo Meret. Non considero Milinkovic-Savic un portiere capace di spostare gli equilibri di una squadra."

Il Napoli continua a seguire Mario Gila. Può essere l'uomo giusto per rinforzare la difesa?

"La pista è concreta, qualcosa si sta muovendo e il giocatore gradirebbe la destinazione. Però continuo a pensare che la difesa sia già uno dei reparti meglio attrezzati della squadra. Certo, Buongiorno e altri elementi hanno vissuto una stagione complicata per infortuni o rendimento, ma non credo che sia lì la priorità. Le questioni fondamentali riguardano il centrocampo: De Bruyne, Anguissa, Lobotka, McTominay. È lì che si costruisce l'ossatura del Napoli del futuro."

Quindi prima bisogna risolvere altre situazioni?

"Esattamente. Il Napoli deve prima fare chiarezza su diversi equivoci presenti in rosa e alleggerire l'organico. Solo dopo si potrà ragionare su operazioni importanti come quella che porta a Gila. Il mercato sarà particolare perché il Mondiale tende a rallentare tutto e molti dirigenti aspettano di capire se emergerà qualche opportunità interessante dalla competizione."

In chiusura, un pensiero sul futuro della panchina azzurra?

"Allegri è un allenatore che non ha bisogno di presentazioni. Ma se guardiamo ai tecnici che hanno la statura per guidare il Napoli, io aggiungo anche Roberto Mancini. È un allenatore che ama Napoli, frequenta spesso la città e quando ne parla gli brillano gli occhi. Detto questo, oggi il Napoli deve pensare soprattutto a costruire una squadra solida e competitiva. Le basi ci sono già."