Monti sulla conferenza di addio di Conte: "Non mi è piaciuto nulla, andava fatta analisi"
Gianluca Monti, firma de Il Mattino, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Come giudichi la conferenza stampa di fine ciclo tra Conte e De Laurentiis?
«Partirei soprattutto dal terzo aspetto: chi gestisce la comunicazione non può gestire le persone. Può gestire il verbo fino a un certo punto, ma personalità forti come De Laurentiis e Conte non si lasciano gestire. Ritengono di essere loro i depositari del modo giusto di comunicare. Sinceramente non mi è piaciuto praticamente nulla di quella conferenza: è mancata un’analisi lucida di ciò che è stato fatto, dei risultati ottenuti e anche di ciò che non ha funzionato. Si tende sempre a difendersi attaccando e questa è una strategia che non mi piace».
Si poteva chiudere diversamente questo rapporto?
«Assolutamente sì. Parliamo comunque di due stagioni molto positive, di uno scudetto, di una Supercoppa, di tante cose buone. Qualcosa è andato meno bene, certo, ma ci si sarebbe potuti salutare meglio. Serviva un livello culturale più alto, serviva volare alto. Invece si è preferito alimentare lo scontro e polarizzare anche la tifoseria».
Che idea ti sei fatto sul futuro della panchina del Napoli tra Italiano e Allegri?
«Il Napoli è solito giocare su più tavoli, è una strategia di De Laurentiis che spesso gli riesce bene. Certo, sorprende vedere due candidati così diversi per lo stesso progetto: Italiano rappresenta più la prospettiva, Allegri la gestione del momento».
Che cosa ti piace di Vincenzo Italiano?
«È un allenatore che piace molto. Ho avuto modo di parlare con calciatori, agenti e persone che hanno lavorato con lui: tutti ne parlano come di un tecnico con tante idee. L’augurio è che riesca a coniugare bel gioco e risultati anche a Napoli».
E Allegri invece cosa garantirebbe?
«Allegri saprebbe gestire il dopo Conte soprattutto dal punto di vista ambientale interno. In questo momento nel Napoli c’è bisogno di serenità, di abbassare la tensione e di saper staccare la spina al momento opportuno. Lui ha già vissuto un dopo Conte alla Juventus e potrebbe essere molto indicato».
Il Napoli cambierà strategia sul mercato?
«Sì, credo di sì a prescindere dall’allenatore. Il Napoli ha bisogno di rivalutare l’intero organico dopo due anni di costi molto importanti. L’obiettivo sarà ringiovanire la rosa e abbassare sensibilmente il monte ingaggi, ma riuscire a farlo mantenendo una squadra competitiva non sarà semplice».
Quale sarà la vera sfida dell’estate?
«Riuscire a conciliare l’aspetto economico con quello tecnico. Si parla di addii importanti come Lukaku o Anguissa, ma bisogna trovare acquirenti e soprattutto sostituti all’altezza. L’obiettivo è tagliare il monte ingaggi di circa 40 milioni di euro senza svenarsi sul mercato»
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