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Pastore: "Ciclo Conte finito, ma troverà di meglio? De Bruyne non si è adattato al gioco..."

Pastore: "Ciclo Conte finito, ma troverà di meglio? De Bruyne non si è adattato al gioco..."
Oggi alle 10:30Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino
Giuseppe Pastore, giornalista di Cronache di Spogliatoio, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno

Giuseppe Pastore, giornalista di Cronache di Spogliatoio, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "

Ci interrogavamo sulla sterilità offensiva del Napoli: siamo davvero sicuri che questi “fab four” possano funzionare e che un attacco così possa produrre solo 48 gol in 33 giornate?

"Sì, lo è. C'è qualcosa di strutturale nel Napoli di Conte: l'anno scorso si poggiava su una grande solidità difensiva, che quest'anno non c'è. Il mercato è spesso un'illusione: mettere insieme quattro nomi altisonanti e chiamarli Fab Four non garantisce che il campo confermi. De Bruyne aveva già mostrato incompatibilità tattica con l'allenatore, Højlund non è mai stato un attaccante da più di 10 gol, è giovane ma non è ai livelli di Cavani, Higuain o Osimhen. McTominay rende solo in una certa posizione che spesso non può occupare. Sono incastri che in estate non si considerano. Il miglior Napoli, tra dicembre e gennaio, aveva Neres protagonista: è uno dei pochi con dribbling e velocità. Il Napoli è una squadra lenta e pesante e ha perso anche qualità difensiva."

Tra De Laurentiis e Conte sembra ci sia una separazione velata: è così?

"Sì, ma entrambi riconoscono il valore dell'altro. De Laurentiis sa che non è facile trovare meglio di Conte, e Conte sa che non è facile trovare meglio del Napoli in questo momento. Però qualcosa si sta esaurendo. Conte chiede sempre investimenti, e De Laurentiis ha le sue risposte. Non è facile immaginare una terza stagione insieme, anche perché Conte raramente va oltre la seconda. Se si creasse l'incastro giusto, ad esempio con la nazionale, potrebbe esserci una separazione. Altrimenti non è detto, ma la sensazione è che il ciclo sia alla fine."

Il secondo posto può essere considerato un risultato positivo?

"Per Conte no. In altre situazioni potrebbe esserlo, ma lui stesso ha sempre detto che arrivare secondo o primo cambia poco. Se l'allenatore non dà valore all'obiettivo, anche i giocatori fanno fatica a trovarne. Questa parte finale di stagione conta poco: non è il Napoli del futuro. È una stagione un po' sfilacciata."

Qual è il profilo giusto per l'attacco del Napoli, anche come alternativa a Højlund?

"Non è facile. I grandi attaccanti costano tanto e non è detto che rendano. Højlund è un giocatore in crescita ma non ancora un bomber. Oggi in Serie A non ci sono grandi numeri realizzativi. Servirebbe un'intuizione, come fu Osimhen preso dal Lille. Senza un colpo di genio, si resta su attaccanti da 10-11 gol."

Che ne pensi di Alajbegovic, accostato a Napoli, Inter e Roma?

"L'ho visto poco. È molto giovane e le cifre che circolano sono alte. Può essere un talento, ma è un rischio pagarlo 40-50 milioni. Potrebbe essere un'operazione di mercato gonfiata anche per creare interesse. Magari esploderà, ma al momento è un investimento molto incerto."

Ti aspettavi di più da De Bruyne in Serie A?

"Sì, fino a novembre sì. Modric si è adattato subito al Milan, abbassandosi alle esigenze della squadra. De Bruyne invece non ha fatto quel passo mentale: veniva da anni con Guardiola e non si è adattato al contesto di Conte. Avrebbe dovuto essere più flessibile. Ora sembra un giocatore che aspetta solo la fine della stagione."