Rinnovo Anguissa, Marcolin: "Sapete da quanto tempo non lo vediamo al top?"
Il Napoli prova a sbloccare il calciomercato con delle cessioni in modo da finanziarsi anche un grande colpo in attacco dove si necessita di un tassello di grande qualità. Intanto però la criticità è la posizione di Anguissa perché non si sblocca il rinnovo. Ne ha parlato l'ex giocatore del Napoli, allenatore e commentatore DAZN, Dario Marcolin, ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Con Favasuli e Badiashile il Napoli è al completo, serve quindi soltanto un attaccante?
"Se tu chiedi agli allenatori in questo periodo di campionato vorrebbero un difensore, un centrocampista, due attaccanti (ride, ndr). C'è una richiesta importante. Con Favasuli ci siamo dietro e puoi avere delle varie alternative, ma poi se va via Anguissa di cui si parla devi cambiare qualcosa. Però ti faccio una domanda, una riflessione. Da quanto tempo è che non vediamo il vero Anguissa? Probabilmente un anno e mezzo che non lo vediamo come ci aveva abituato, straripante, dominante, fisico, devastante. Oggi quel giocatore lì probabilmente non penserebbe neanche di poter cambiare aria. Oggi il Napoli fa le sue valutazioni per quello che è successo nell'ultimo anno in cui si è visto poco. Quell'infortunio sicuramente ha inciso tantissimo"
Per l'attacco, tra i nomi di Gabriel Jesus, Nicoals Jackson e Zirkzee un po' defilato chi preferiresti o chi sarebbe più utile?
"Ti dico che Gabriel Jesus a me piace. Nel senso che ha giocato in grandi squadre, di mestiere fa il centravanti poi bisognerebbe vedere anche con Hojlund, ma Allegri più forti gliene dai e lui se la sbriga... però Jesus è quello che mi affascina un po' di più, perché poi ha qualità tecniche che ti piace vedere in un centravanti. Hojlund è più fisico, Jesus è un pochino più tecnico, quindi potresti, magari in alcune partite gioca uno e in alcune partite gioca l'altro, o magari tutti e due insieme. Però andresti a completare delle caratteristiche in quel ruolo. Potrebbero essere complementari".
Allegri accolto con scetticismo per il calcio difensivo ma quantomeno schiererà un 4-3-3 con tanti giocatori offensivi. Dove collochi il Napoli? Dietro il Napoli?
"No, lo metto allo stesso piano dell'Inter e ti spiego perché. Perché la storia del nostro campionato dice che negli ultimi sei, sette, otto anni la storia è stata, a parte un anno il Milan di Pioli, la storia è stata tra Napoli e Inter o Inter e Napoli. Mettiamola come la vogliamo, però in mezzo a questi ci sono due Scudetti del Napoli in questi sei, sette anni che ti ho detto. Per me sono sempre loro due le squadre da battere. Io ho un po' di curiosità per la Juve di Spalletti, perché comunque Spalletti lo conosciamo e quando parte dall'inizio comunque riesce a dare la propria impronta e la Roma, che avendo anche il doppio impegno con la Champions, bisogna capire che tipologia di campionato fa. La novità forse è il Milan, perché il Milan con Amorim è qualcosa che comunque è cambiato completamente. Bisogna vedere la partenza, il gioco, la solidità, la fase offensiva. Per cui è più un punto di domanda. Le certezze oggi per me sono Inter e Napoli. E per quanto riguarda Allegri ti dico una cosa importante. Allora, è una stagione importante per il Napoli, ma è una stagione importante anche per Allegri, proprio per quello che dicevi tu. Allora, il Napoli è una squadra costruita per il 4-3-3. La storia del Napoli dice che ha quasi sempre giocato negli ultimi dieci anni il 4-3-3. Quindi è allestita così anche come qualità dei giocatori. Poi Mihajlovic mi diceva sempre che non esiste un modulo vincente altrimenti lo farebbero tutti. Sono le qualità dei giocatori che ti portano a decidere il modulo. E questo, secondo me, è quello che va nell'impronta di Massimiliano Allegri. Se voi guardate Allegri, negli ultimi anni ha sempre giocato a tre. Oggi si ripresenta a quattro. Le squadre importanti in Europa giocano a quattro dietro. Quindi è un passo in avanti che forse vedremo anche Allegri in una veste nuova. La veste che lo ha caratterizzato da quando dopo il Cagliari andò al Milan".
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