Villarreal, il telecronista della Liga: “Ha un punto debole, vi svelo quale"
Alberto Santi, giornalista e telecronista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Ci racconti un po’ questo Villarreal. Allegri ha parlato di una partita che sarà all’opposto rispetto a quella con il Frosinone.
«Sicuramente qualcosa cambia, perché è una squadra più esperta rispetto al Frosinone. L’intensità è diversa, come dicevate pure voi: è un conto giocare una partita di campionato, che comunque anche contro il Frosinone è stata di alta intensità, soprattutto nel primo tempo, e un altro è giocare in trasferta in Champions. Insomma, è un altro spartito. Però è comunque una squadra che tende a giocare con le due punte. Poi vediamo, in base a quello che succederà negli ultimi minuti prima del calcio d’inizio, ma è una squadra che potenzialmente gioca con due punte e non si cautela, insomma cerca di andare a giocare con un po’ di presenza in più a livello offensivo. È chiaro che sta vivendo una stagione che potremmo definire non tanto di transizione, perché è comunque una squadra ambiziosa, ma con l’idea di andare a cambiare. Ha cambiato allenatore dopo parecchio tempo, è una squadra che ha iniziato un nuovo capitolo della propria storia recente. Quindi, insomma, non è facile. Ieri avete visto anche voi come l’allenatore del Villarreal abbia voluto evitare di parlare di tattica. È chiaramente lecito farlo. Mi ha fatto un po’ sorridere, perché di solito gli allenatori si lamentano in conferenza stampa, sorridendo, quando gli vengono fatte domande che non riguardano la partita. In questo caso gli hanno fatto domande sulla partita e non va bene lo stesso. Quindi bisogna trovare di che cosa parlare in questa conferenza.»
Anche sulla base di questa presentazione del Villarreal, la squadra ha forse raccolto meno di quanto avrebbe potuto fare in questo inizio di stagione?
«Sì, credo che... Beh, quello che vi dicevo: è comunque una squadra che ha delle qualità e che può tranquillamente puntare a tornare in Champions, tra le prime quattro o tra le prime cinque. Poi si riaprirà la possibilità di qualificarsi alla Champions attraverso la quinta posizione in Liga. È una squadra che intanto deve fare meglio rispetto all’anno scorso in Champions, dove il rendimento era stato abbastanza deludente. Quest’anno ha cambiato allenatore, un allenatore giovane, quindi ci sta che stia mancando un po’ di malizia, furbizia, chiamatela come volete: insomma, la capacità di prenderti i punti quando li meriti, ma anche quando magari non li meriti. È una squadra che, non voglio definirla un cantiere aperto, però quasi, nel senso che deve ancora crescere e parte da una buona base di partenza. Però, appunto, con un allenatore nuovo è chiaro che ci sono degli aspetti da sistemare. Tutte le squadre li hanno: c’è il Napoli che ha cambiato allenatore, figurati se non li ha il Villarreal.»
Secondo il tuo parere, qual è il principale tallone d’Achille del Villarreal? Dove può approfittarne il Napoli questa sera e trovare degli spazi?
«Ti direi la difesa: la coppia, chiamiamolo il triangolo, formato dai due centrali e dal portiere. Non sono dei centrali che mi danno troppa sicurezza. Veiga è il migliore in questo, però per il resto è una squadra che ha qualche limite a livello difensivo. Adesso si parla anche di questo possibile 5-3-2, che in realtà in Spagna viene sempre disegnato come 5-3-2, anche se poi è un 3-5-2. È chiaro che dipende da chi sono i due esterni, però in Spagna viene sempre rappresentato come un 5-3-2, pur essendo di fatto un 3-5-2. Come vi dicevo, è una squadra che comunque va a posizionarsi anche con un 4-4-2 per lunghi tratti, perché uno dei due quinti si ferma più dietro e l’altro magari si posiziona con Pepe a supporto delle due punte. Poi ormai i moduli, come piace dire, servono per le grafiche, per le partite e per la formazione al fantacalcio. Per il resto ci sono diverse situazioni che possono cambiare e incidere anche sulla disposizione in campo dei giocatori. Però ti direi che è la fase difensiva quella in cui fanno un po’ più di fatica.»
Il Napoli deve puntare a fare una partita simile a quella contro il Frosinone, aggredendo da subito per provare a sfruttare le lacune difensive del Villarreal?
«Io credo di sì, anche perché tante volte, prima della partita col Frosinone, abbiamo sottolineato gli aspetti positivi del Napoli quando gioca, diciamo così, a trazione anteriore e, di contro, le difficoltà che ha affrontato e incontrato quando ha abbassato il suo baricentro e quindi si è messo a trazione posteriore, se vogliamo utilizzare questo termine automobilistico. Però, ecco, in questo momento bisogna dare continuità alla prestazione vista contro il Frosinone. Facendo una partita, voglio dire, analoga, ma con quelle prerogative di intensità e aggressività che la squadra ha mostrato, penso che il Napoli, per qualità, possa recitare un ruolo importante all’interno della partita di questa sera.»
Visto che hai commentato anche Napoli-Frosinone, dove credi che, al contrario, il Villarreal possa fare male al Napoli?
«È chiaro che il cambio di modulo del Napoli, con il passaggio alla difesa a tre, andrà a costringere gli esterni a un doppio lavoro, perché, come vi dicevo, anche se il Villarreal dovesse giocare con un 3-5-2, il raddoppio sugli esterni sarà molto importante. È una cosa che contro il Frosinone è stata fatta molto bene da parte del Napoli, perché gli esterni avversari sono stati disinnescati. Anche quando hanno avuto l’opportunità di fare male, sono stati abbastanza contenuti grazie all’importante lavoro del braccetto insieme all’esterno di quel lato. Penso quindi a Spinazzola da una parte e a Rrahmani e Di Lorenzo dall’altra: il lavoro di queste due coppie sarà molto importante, proprio perché, come dicevo, il Villarreal preferisce giocare sulle fasce. Per il resto, ho visto un ottimo Napoli, soprattutto nel primo tempo. Mi è piaciuto tanto ed è stato un Napoli moderno, cioè un Napoli che ha sposato quella linea che adesso domina di più in giro per l’Europa: linea difensiva alta, grande riaggressione, cercare subito il calcio verticale. È una squadra che ha i giocatori per poter giocare in questo modo. Anzi, penso agli uomini sotto punta: ne ha pure troppi adesso. McTominay, De Bruyne, Alisson Santos, Lang, Neres, Vergara, Giovane. Ce ne sono parecchi. Per carità, l’abbondanza è sempre meglio che non dover adattare qualcun altro. Sono molto curioso di vedere come riuscirà a gestire tutti questi uomini a ridosso di Højlund, perché poi anche McTominay lo può fare: contro il Frosinone, di fatto, l’ultima mezz’ora l’ha giocata in quella posizione. Per me ha le caratteristiche per farlo, è un giocatore straordinario. Sono molto curioso di vedere se, con il passare delle settimane, il Napoli confermerà questa tendenza. Mi auguro di sì, soprattutto a livello di atteggiamento, perché mi è piaciuto molto l’atteggiamento e l’idea che il Napoli ha messo in campo nel primo tempo contro il Frosinone. Vedremo come verranno gestiti gli uomini alle spalle di Højlund.»
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