Sen. Cantalamessa: “Applicazioni regolamento diverse da partita a partita, è inaccettabile!”
Gianluca Cantalamessa, senatore e presidente del Napoli club Parlamento, è intervenuto nel corso di "Difendo la città" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android).
Presidente, partiamo dalla situazione arbitrale e dalla gara con l’Inter. Qual è la sua lettura del momento che sta vivendo il calcio italiano? “La situazione è molto delicata. In questi giorni è emersa la notizia secondo cui l’avvocato del presidente dell’AIA, Zappi - attualmente inibito per 13 mesi dalla Procura federale - avrebbe dichiarato che, in caso di commissariamento, l’AIA presenterebbe immediatamente ricorso. È una vicenda che lascia perplessi. Ricordo che in passato l’AIA è stata coinvolta in fatti gravissimi, anche di natura giudiziaria. Oggi ci troviamo di fronte a un presidente inibito per oltre un anno per situazioni illecite: non stiamo parlando di una giornata, ma di tredici mesi. È legittimo chiedersi cosa stia accadendo e chi debba intervenire”.
Lei ha annunciato un’iniziativa concreta in Parlamento. Di cosa si tratta? “Prendo ufficialmente l’impegno a presentare un’interrogazione parlamentare al ministro Abodi. Al termine della trasmissione ci sentiremo per raccogliere gli elementi necessari e domani stesso depositerò l’atto. L’obiettivo non è accusare nessuno, ma chiedere al ministro se è a conoscenza dei fatti, se li ritiene regolari e, in caso contrario, quali iniziative intenda adottare. È un atto di responsabilità verso un settore che muove miliardi di euro e rappresenta un asset strategico per il Paese”.
Perché ritiene fondamentale un intervento dello Stato sul calcio? “La Serie A fattura circa 3,7-3,8 miliardi di euro e rappresenta quasi l’80% del fatturato complessivo dello sport italiano. Versa oltre un miliardo e mezzo di tasse e dovrebbe essere tutelata come un asset del made in Italy, al pari della moda, dell’agroalimentare o dell’industria automobilistica. Quando accadono episodi così gravi e ripetuti, lo Stato deve dare un segnale di presenza. Non parliamo delle polemiche da campo, ma di questioni strutturali che incidono sull’immagine e sulla credibilità del sistema”.
C’è un problema di governance nel calcio italiano? “Sì. Il problema non è la politica in senso stretto, ma l’esistenza di veri e propri carrozzoni che rallentano tutto. I parlamentari passano, ma chi governa certi apparati resta sempre lì. Questo crea immobilismo. Come Club Napoli Parlamento siamo trasversali: ci sono esponenti di tutti i partiti e tifoserie diverse. Non è una questione politica, ma di efficienza e trasparenza del sistema”.
VAR e tecnologia: aiutano davvero o stanno togliendo discrezionalità all’arbitro? “La tecnologia deve essere uno strumento di supporto all’uomo, non sostituirlo. Se l’essere umano si lascia gestire dalla macchina, perdiamo il senso della valutazione. L’arbitro deve restare centrale. Ci sono dati oggettivi che non possono essere ignorati: quando un’azione è conclusa, non si può tornare indietro. Questo non è interpretabile. Invece oggi vediamo applicazioni del regolamento diverse da partita a partita, e questo è inaccettabile”.
Un commento anche sulla regola dello “step on foot”? “A mio avviso è una norma che andrebbe rivista. Applicarla automaticamente, a prescindere dal contesto, rischia di snaturare il gioco e di creare ingiustizie”.
Passiamo a temi cittadini: RCA auto, tangenziale e divieti di trasferta. Partiamo dall’RCA. "Il problema non è più Nord-Sud, ma grandi centri contro piccoli centri. Capri paga la metà di Castellammare, Isernia molto meno di Milano. Il sistema bonus-malus è superato e va rivisto Io sarei favorevole a una tariffa legata alla patente e alla persona, non al veicolo. È illogico pagare assicurazioni diverse solo perché si possiedono più auto. Serve una riforma strutturale".
Sulla tangenziale di Napoli cosa si può fare? "La tangenziale è una società per azioni, quindi il margine d’intervento diretto del ministero è limitato. Tuttavia stiamo lavorando su progetti di ampliamento, nuove uscite - come quella ipotizzata per la Sanità - e su una razionalizzazione dell’asse di Chiaiano. Intervenire sui costi è possibile solo in presenza di aumenti esorbitanti o mancanze nella gestione. Napoli, per scelte storiche, è una delle poche città in cui la tangenziale rappresenta un costo così elevato per i cittadini".
In chiusura, un messaggio ai tifosi e ai cittadini? "Il mio impegno è quello di portare risultati concreti, non solo parole. L’interrogazione parlamentare è un primo passo per fare chiarezza e tutelare un settore fondamentale per l’economia e l’immagine del nostro Paese".
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