"Atalanta, 110 mln dal Chelsea", il paragone col Napoli nel podcast di Di Marzio
L’Atalanta continua a distinguersi non soltanto per i risultati sul campo, ma anche per la capacità di valorizzare e vendere i propri talenti. Il possibile trasferimento di Honest Ahanor al Chelsea offre lo spunto per un confronto con le difficoltà delle altre società italiane, Napoli compreso. A parlarne è Gianluca Di Marzio, intervenuto nel corso di Caffè Di Marzio, podcast di TuttoMercatoWeb che puoi ascoltare ogni giorno su Radio Tutto Napoli e leggere su Tuttonapoli.net:
"E così l’Atalanta vince sia sul campo che, ancora una volta, fuori. Un modello ormai di club anche dal punto di vista tecnico ed economico: è riuscita a trovare un equilibrio davvero straordinario, davvero unico, non solo in Italia ma direi anche a livello internazionale. Vince sul campo perché ieri conquista questa qualificazione, comunque a un’altra stagione europea. L’Atalanta negli ultimi anni ha praticamente sempre partecipato all’Europa, tra Champions, Europa League e Conference, con la possibilità di vincere anche un trofeo come quello di Dublino. Ma vince soprattutto fuori dal campo".
Ahanor al Chelsea: un predestinato del nostro calcio
"Oggi l’Atalanta incasserà un altro bonifico da quasi 50 milioni di euro: 48 più la percentuale di solidarietà che va ai club che hanno formato il giocatore in questione, Honest Ahanor. Non mi sorprende che Ahanor sia finito in un grande club, in un top club come il Chelsea, perché ricordo quando fu trasferito dal Genoa all’Atalanta, già allora per una cifra molto alta: intorno ai 22 milioni più bonus, insomma 25 milioni per un ragazzo che non aveva giocato tanto nel Genoa.
Ricordo che all’epoca Simone Tognon, che lavorava e lavora ancora adesso nel Genoa, mi disse: “Honest Ahanor è un giocatore da Real Madrid, è un giocatore che arriverà sicuramente a livelli Huijsen”. Il paragone che mi fu fatto, come caratteristiche e come potenziale, era quello relativo a Huijsen, che poi al Real Madrid c’era appunto finito davvero. Ahanor quindi è un altro predestinato del nostro calcio ed è un altro giocatore che finisce in Premier League".
Da Palestra ad Ahanor: oltre 110 milioni dal Chelsea
"Tra l’altro nella stessa estate che ha visto sempre il Chelsea comprare dall’Atalanta Palestra per 55 milioni più bonus. Quindi siamo a oltre 110 milioni che finiscono nelle casse dell’Atalanta, tutti dal Chelsea, che evidentemente ha capito come in Italia oggi soprattutto i giovani siano attaccabili con cifre importanti, perché le squadre italiane non hanno oggi la forza di poter andare a fare operazioni del genere.
Da un lato vanno fatti i complimenti all’Atalanta per come riesce ogni anno a fare cessioni ed essere poi pronta anche per fare operazioni in entrata, perché l’Atalanta è una delle squadre più veloci nel fare le operazioni. Ricordo quando si infortunò Scamacca qualche anno fa: dopo due giorni l’Atalanta prese Retegui dal Genoa per 22 milioni di euro, quindi in 48 ore. C’è una grande forza economica da parte della famiglia Percassi, ma l’Atalanta riesce ogni anno comunque a far quadrare il bilancio con cessioni di livello assoluto".
Le difficoltà delle altre italiane: il riferimento al Napoli
Il confronto si allarga poi alle altre società di Serie A, alle prese con operazioni in uscita che faticano a concretizzarsi. Di Marzio cita anche il Napoli: "Pensate che quest’anno era stato anche venduto Ederson al Manchester United e poi l’operazione è saltata. Altrimenti l’Atalanta avrebbe venduto per 150 milioni in un’estate in cui le altre squadre non riescono a vendere: il Milan sta vendendo Leao adesso, la Juventus non è riuscita a vendere nessun giocatore, né tra gli esuberi né tra quelli importanti, e deve fare delle plusvalenze, deve fare delle cessioni importanti per l’accordo con l’UEFA nel giro di tre anni.
La Roma non ha venduto nessuno dei giocatori che avrebbe dovuto per il fair play finanziario e rischia in questo caso delle sanzioni, poi vedremo quali. Il Napoli non è riuscito a vendere quei giocatori, tranne Lukaku, che avrebbe voluto vendere. Insomma, le difficoltà a vendere sono sempre tante, a comprare è molto più facile".
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