È cambiato tutto

19.10.2020 21:58 di Gennaro Di Finizio Twitter:    Vedi letture
È cambiato tutto

Non bisogna essere affrettati o avventati, quando si giudica un ragazzo di appena 21 anni alla sua prima esperienza in Serie A. Guardando Victor Osimhen, però, non si può che guardare al cielo e ringraziare per quanto possa essere generoso (più o meno) il calciomercato. Un attaccante come il nigeriano, in tutta onestà, non si vedeva dalle parti di Fuorigrotta da un bel po'. Una novità che ha fatto traballare le scrivanie per il valore economico (il più costoso nella storia del Napoli), e che al tempo stesso ha enfatizzato l'attesa per vederlo in campo.

Ma il tifoso azzurro, va detto, è maturato: la piazza, pur aspettando ansiosamente il suo nuovo pupillo, non ha mai lasciato trapelare segni di pressione sul giocatore, lasciando anzi intravedere grande pazienza e comprensione considerata l'età e l'esperienza blanda al di fuori di piccoli contesti con poco spazio.

Poi il campo ha dato modo di poter apprezzare un dato di fatto: con Victor Osimhen è cambiato tutto. E' cambiato il modulo (lo ha scelto Gattuso, ovviamente) che vede proprio il nigeriano come fulcro del 4-2-3-1 gattusiano, scelto proprio per le caratteristiche che lo stesso Rino ha chiarito nel post partita di Napoli-Atalanta: "E' il giocatore che ci mancava, non è un goleador ma ti fa salire la squadra e per noi tatticamente è fondamentale". Chiaro, oltre ogni modo.

Con l'innesto di Osimhen sono cambiati i movimenti, è cambiata la disposizione tattica di uno come Mertens, chiamato ora a sfruttare gli spazi e non solo crearli; poi vedremo insieme ad Insigne, con Lozano e Politano pronti a raccogliere il lavoro del nigeriano e, ovviamente, anche a costruire per lui. Esplosività, fisicità, forza atletica, caratteristiche che hanno indotto molti ad intravedere l'ombra di Cavani, uno che da queste parti ha lasciato un ricordo ancora indelebile.

Cambiato tanto anche rispetto a quando in avanti c'era Arek Milik, giocatre tremendamente diverso e che evidentemente mal si sposava con l'idea di gioco che Gattuso stava preparando ormai da diversi mesi. Il polacco meno presente in area e più intento a venire a prendere palla dietro, il nigeriano sempre pronto a fiondarsi potenziale occasione ed abile a sfruttare la profondità dei suggerimenti da dietro. 

E' cambiato tutto, e ora c'è chi ha legittimamente voglia di divertirsi.