Calaiò a TN: “Napoli, quanti ricordi! Milik? Mertens è la storia del club, merita il rinnovo. Vi racconto il mio rammarico...”

44 gol fatti con la maglia azzurra, simbolo della doppia promozione dalla Serie C alla Serie A: ai microfoni di Tuttonapoli ‘l’arciere’ Emanuele Calaiò
03.05.2020 16:30 di Carmine Ubertone Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Calaiò a TN: “Napoli, quanti ricordi! Milik? Mertens è la storia del club, merita il rinnovo. Vi racconto il mio rammarico...”

(di Carmine Ubertone) 44 gol fatti con la maglia azzurra, simbolo della doppia promozione del Napoli dalla Serie C alla Serie A: ai microfoni di Tuttonapoli è intervenuto ‘l’arciereEmanuele Calaiò con cui abbiamo parlato dei tanti ricordi vissuti con la casacca azzurra, del Napoli di Gattuso e della possibile ripresa della Serie A:

RICORDi CON LA MAGLIA AZZURRA - “Di ricordi bellissimi ne ho tanti: ricordo il gol con il Lecce – in Serie B – quando lo stadio era pieno alla penultima di campionato prima di andare a Genoa, poi ricordo il gol a Buffon in Coppa Italia, dove poi vincemmo ai rigori, ricordo i primi due gol in Serie A col Livorno e infine sicuramente l’anno in Serie C quando vincemmo 2-0 col Perugia che ci diede la certezza matematica di vincere il campionato. Per ogni categoria che ho fatto, ho un ottimo ricordo

RAPPORTO COI TIFOSI - “Orgoglioso ed emozionato. Io vivo a Napoli, quando esco di casa, a distanza di tanti anni, ricevo tanto affetto. Sarò sempre riconoscente alla maglia azzurra, vuol dire che qualcosa di buono sono riuscito a farlo. I tifosi mi hanno riconosciuto stima come calciatore e soprattutto come persona”.

RAMMARICO - “Il rammarico più grande è quello di non aver avuto la possibilità di dimostrare in Serie A quanto valevo, ho avuto poco spazio. Quello che avevo fatto in Serie B avrei voluto farlo anche in Serie A, ma non ho avuto chance. Per dimostrare il mio valore sono dovuto andare via da Napoli, con dispiacere per andare a Siena e trovare continuità e far vedere che Calaiò in Serie A ci stava benissimo: lì mi sono fatto valere e poi sono ritornato a Napoli. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, se un giocatore è forte, i gol si fanno in qualsiasi categoria. Mi è dispiaciuto solamente che a Napoli mi si poteva dare 10-15 partite e capire se ero in grado o meno di giocare ai livelli del club azzurro. Io ho giocato la prima partita in Serie A col Napoli da capitano contro il Cagliari, la seconda da titolare fu quella di Livorno, ma solo perché mancavano 2-3 attaccanti”.

NAPOLI DI GATTUSO - “Prima della pandemia le cose stavano andando meglio: si era visto un Napoli diverso, una squadra in crescita sia a livello tattico che atletico. Tutti i calciatori erano sugli attenti e alle predisposizioni di Gattuso. E’ chiaro che dopo una stagione deludente bisogna cercare di salvare il salvabile provando ad andare in finale e magari vincere la Coppa Italia e tentare di fare qualcosa di straordinario in Champions contro il Barcellona superando il turno”.

MILIK O MERTENS - “La società ha già preso Petagna per il prossimo anno, ma penso che sarà l’alternativa alla punta titolare. E’ chiaro che se il Napoli ha intenzione di prendere un centravanti di livello come Cavani o Icardi, io tra Mertens e Milik sacrificherei il polacco: Mertens è la storia del Napoli, il pupillo dei tifosi anche perché è un ragazzo esemplare, umile e soprattutto un ottimo giocatore. Il belga è un jolly, può fare anche la seconda punta, dove lo metti lo metti fa bene, quindi gli devono rinnovare il contratto. Se invece intendono non prendere nessuna punta allora rinnoverei il contratto sia a Milik sia Mertens”.

RIPRESA SERIE A - “Io non sarei favorevole, ma solo perché c’è la paura che se si dovesse ripartire e dopo due settimane c’è qualche altro contagio che fanno, si fermano di nuovo? Secondo me era il caso di finire così la stagione, di annullarla e poi ripartire con serenità a settembre, ottobre quando le acque si calmeranno. C’è però poi il rovescio della medaglia, il calcio è un business troppo importante e per le società c’è un giro di soldi incredibile. Capisco i club che vogliono giocare, ma bisogna stare attenti, se si riprende, si deve fare con i nuovi protocolli, con le dovute precauzioni, ma non è facile. Vedo che il Governo e la Federazione sono divisi, bisogna che qualcuno si assuma la responsabilità e faccia partire il tutto”.