Hojlund, i numeri non mentono! Nel Napoli troppo isolato, con la Danimarca XG 4 volte superiori
Rasmus Hojlund torna dalla sosta per le Nazionali lasciando a Massimiliano Allegri soprattutto una riflessione. Il centravanti visto con la Danimarca in Nations League è apparso molto più coinvolto nella manovra e pericoloso rispetto a quello osservato finora con il Napoli. Non è soltanto una questione di gol: con la Nazionale ha realizzato tre reti nelle quattro gare della sosta, mentre con gli azzurri ne ha segnate due in questo avvio di stagione tra Serie A e Champions. Ma sono soprattutto i numeri riportati nel confronto statistico a fotografare quanto cambi il suo peso offensivo: 341 minuti con la Danimarca contro 439 con il Napoli, eppure in Nazionale Hojlund produce molto di più. L'XG complessivo è 2,63 contro 0,83, che rapportato a 90 minuti significa 0,69 contro appena 0,17. Una distanza enorme che racconta quanto più frequentemente il danese riesca ad arrivare in situazioni realmente pericolose quando gioca con la sua Nazionale.
Hojlund, i numeri spiegano la differenza tra Danimarca e Napoli
Il confronto diventa ancora più evidente osservando gli altri indicatori. Con la Danimarca Hojlund ha prodotto 12 tiri, 3,17 ogni 90 minuti, contro i 9 complessivi e 1,85 ogni 90' con il Napoli. Ancora più marcata la differenza nelle conclusioni nello specchio: 6 contro 4, con una media di 1,58 contro 0,82 ogni 90 minuti. Anche l'xA passa da 0,39 a 0,04, mentre i tocchi sono 31,94 ogni 90' con la Danimarca e appena 21,94 con il Napoli. Significativo pure il dato dei duelli: in Nazionale ne ha vinti 15 su 25, il 60%, mentre in azzurro appena 11 su 44, il 25%. Il Napoli, inoltre, lo costringe a ingaggiare molti più duelli: 9,02 ogni 90 minuti contro 6,60 con la Danimarca.
Hojlund più vicino alla porta: Allegri deve trovare una soluzione
Numeri che suggeriscono una differenza soprattutto nel modo in cui le due squadre utilizzano Hojlund. Con la Danimarca il centravanti viene servito più frequentemente in movimento, può attaccare la profondità e riceve palloni in zone nelle quali può concludere rapidamente l'azione. Nel Napoli, invece, è chiamato più spesso a giocare lontano dalla porta e a sostenere duelli con i difensori, finendo per essere isolato quando la squadra fatica ad accompagnare l'azione. Il dato dei duelli ingaggiati, unito al crollo di xG, tiri, tocchi e conclusioni nello specchio, rende particolarmente evidente questa tendenza. Anche le prestazioni della sosta hanno confermato come Hojlund riesca a incidere maggiormente quando viene messo nelle condizioni di attaccare la porta anziché diventare principalmente un riferimento per il gioco spalle alla porta. Il problema, dunque, sembra andare oltre il rendimento individuale. Lo stesso attaccante produce numeri profondamente differenti all'interno di due sistemi di gioco diversi. Hojlund con la Danimarca è più presente, tira di più, accumula un xG nettamente superiore e soprattutto entra con maggiore frequenza nelle zone dove può sfruttare accelerazione e capacità di attaccare gli spazi. Al Napoli il danese riceve meno e deve combattere molto di più lontano dalla porta. La sosta consegna così ad Allegri un'indicazione piuttosto chiara: per ritrovare il miglior Hojlund servirà probabilmente cambiare il modo in cui il Napoli arriva al proprio centravanti, aumentando uomini, velocità e qualità negli ultimi metri.
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