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Biazzo: “Allegri deve avere coraggio! Come fa a non schierare Vergara?"

Biazzo: “Allegri deve avere coraggio! Come fa a non schierare Vergara?"
Oggi alle 16:30Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Salvatore Biazzo: Allegri deve avere più coraggio e sfruttare meglio Vergara, De Bruyne e Hojlund.

Il giornalista Salvatore Biazzo è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone, smartTv e DAB Campania. Con lui siamo partiti da Antonio Vergara, protagonista anche con la Nazionale e al centro del dibattito sulla posizione migliore in campo. Per Biazzo, però, prima ancora del ruolo c'è un aspetto evidente: il talento del calciatore del Napoli e la necessità di concedergli maggiore spazio: “Allegri lo schiera poco. In altre occasioni lui ha dichiarato che era un calciatore molto importante, funzionale al progetto Napoli. Poi si contraddice, perché quando arriva il momento non lo schiera. Invece Vergara ha dimostrato, ma francamente non doveva proprio dimostrare niente. Un calciatore del genere basta che lo vedi fare dieci passi. Non voglio fare quello che si rifà agli allenatori vecchi, ma bastano dieci passi. Vedi che lui il pallone non lo guarda quasi mai, guarda sempre i compagni. Questo significa due cose. La prima è che ha il controllo assoluto del pallone, nel senso che sa muovere il pallone con i piedi. Guarda i compagni perché lui è uno in grado di vedere la partita. Questa è una qualità che hanno pochissimi calciatori e che fa la differenza tra un calciatore normale e uno paranormale. Se tu vedi, per esempio, giocare De Bruyne, il tanto criticato e contestato, difficilmente guarda il pallone, guarda continuamente i compagni per vedere gli spazi che altri non vedono. Vergara ha fatto la stessa cosa. Se voi andate a vedere in un paio di occasioni, fate il fermo fotogramma di un paio di cross che ha fatto, noterete che lui non guarda il pallone, guarda i compagni. Questa è una cosa estremamente importante perché lui sa a chi deve dare il pallone. Può pure sbagliare. Infatti Mancini nel corso della partita gli ha detto che doveva stare lì e dare fastidio lì: ‘Non mi interessa il resto, anche se sbagli, anche se non prendi il pallone’. Infatti lui due volte si è trovato in posizione di fuorigioco”.

Il Napoli è atteso da un ciclo molto impegnativo: quanto possono incidere i recuperi e le prestazioni in Nazionale di De Bruyne e Hojlund?
“Le nove partite che aspettano il Napoli sono partite importanti. Sicuramente non è un alibi, ma è una condizione di difficoltà oggettiva il fatto che manchino dei calciatori particolarmente importanti. Però hai guadagnato, hai recuperato in un certo senso, almeno sul piano della fiducia e dell'affidabilità, dei calciatori come De Bruyne e come Hojlund. Perché li hai visti in azione e non puoi non essere rincuorato dal fatto che uno ha segnato in quattro partite tre gol e ha determinato poi un altro gol. De Bruyne ne ha fatti due, ma indipendentemente da quello che ha fatto, per come ha fatto muovere la squadra. Allora un De Bruyne che viene schierato un po' più avanti di come viene schierato nel Napoli, due o tre metri avanti. Un Hojlund che abbia il sostegno di due mezzali, di due esterni alti che facciano gli esterni non di difesa ma d'attacco. Io credo che il Napoli le possa dare a molti, a cominciare dal Frosinone che sicuramente è una squadra difficile. Vedo un Napoli sul quale vorrei fare un parallelo con la Nazionale. Mancini, a mio giudizio, per quanto non fosse il mio favorito, perché io avrei dato continuità a Baldini che ha fatto un lavoro straordinario, non è che abbia cambiato tutti i calciatori nell'intelaiatura della Nazionale che già c'era. Su quella ha costruito un modo diverso di affrontare la partita. E noi l'abbiamo visto soprattutto contro la Francia, perché la Francia è comunque una Nazionale molto importante, di prima fascia, nel ranking FIFA è considerata nei primissimi posti. Nonostante questo abbiamo visto veramente una bella Nazionale e quello è stato uno schiaffo dato, se mi consentite con tutto il rispetto, sia a Spalletti che a Gattuso, perché in effetti avevano le stesse opportunità, avevano gli stessi elementi. Mancini che cosa ha fatto? Ha trasformato una squadra molto difensivista in una squadra che sa difendersi alta. Quindi è molto aggressiva, perché non è detto che ci si difenda, come purtroppo abbiamo visto fare, sulla linea degli undici metri affollando l'area piccola, ma ci si può difendere anche giocando tre metri fuori dai sedici dell'area grande. Questa è, secondo me, la rivoluzione che ha fatto Mancini. Ha avuto il coraggio di inserire degli elementi. Lo stesso coraggio dovrebbe averlo il nostro Allegri, perché Allegri è di grande esperienza e sa perfettamente che continuando a giocare con una difesa molto bassa fai due gol e poi l'avversario si regola”.

Le prestazioni di De Bruyne, Hojlund e Vergara con le Nazionali possono spingere Allegri a cambiare qualcosa nel suo modo di giocare?
“Le persone intelligenti cambiano idea, cambiano idea soprattutto quando c'è la necessità di cambiare. Io credo che nella testa di Allegri ci siano già queste cose, queste riflessioni. È chiaro che lui viene da una stagione che in qualche maniera l'ha segnato, quella col Milan, per cui ha quella difficoltà di rompere questo ricordo, questo meccanismo, questo trauma, perché lui tutto si aspettava tranne di non fare risultato col Milan. Questo è oggettivo. Per cui ha affrontato l'esperienza di Napoli accettando di buon grado un organico, metà del quale probabilmente, se fosse dipeso da lui, non l'avrebbe accettato. Se l'è trovato, lo sta gestendo, ha fatto qualche passo falso. Io sono convinto che riuscirà a rimettere a posto le cose, anche perché noi guardiamo continuamente i moduli: 4-3-3, 3-4-2-1. Se andiamo a rivedere l'Allegri che abbiamo odiato, tra virgolette perché io non odio nessuno, ma ho odiato calcisticamente nel periodo di Sarri, quella Juventus giocava con tre difensori, con una linea difensiva a tre. Quindi non è che non sia nella mente di uno come Allegri, che ha vinto tanto, quello che può fare. Deve avere soltanto un po' di coraggio, perché la gente si aspetta da lui e lui non deve deludere, perché ha tutte le carte in regola per poter rimettere in corsa il Napoli. Vedrete che, con un po' di fortuna in più per quanto riguarda gli infortuni, può riuscirci”.