Il calo finale di Arek: la spiegazione potrebbe essere semplice

21.05.2019 20:27 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
Fonte: di Arturo Minervini
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il calo finale di Arek: la spiegazione potrebbe essere semplice

Calcolatrici, bilance, carta e penna per fare calcoli bizzarri volti a voler necessariamente prendersi la ragione in una discussione. Cosa non si fa nel mondo del pallone per perorare la propria causa, lasciandosi forse offuscare la vista su eventuali sviluppi. Con Arek Milik è successo così: favorevoli e contrari. Sin dal primo ritorno dopo il tremendo infortunio, situazione immutata dopo il secondo. Non sono bastate le reti, la media gol in Serie A che resta comunque sbalorditiva. Niente. “Arek non è da Napoli” da una parte, “Milik può solo migliorare dall’altra”. Queste le due fazioni e poco spazio al dialogo.

Qui, invece, ci piace dialogare. Confrontarsi e magari provare a trovare insieme qualche spiegazione in più. Che l’attaccante polacco abbia chiuso questa stagione in calo non può essere opinabile, perché per un bomber i numeri devono comunque restare un riferimento importante. L’aver segnato una sola rete contro il derelitto Chievo nelle ultime otto giornate di campionato rappresenta senza dubbio un passo indietro rispetto a quanto fatto vedere nella parte centrale di stagione. Se si aggiungono anche le gare con l’Arsenal, le gare diventano dieci e la rete resta sempre una. Cosa è cambiato? Poco o nulla nella strutturazione del Napoli. Il classe ’94 ha perso brillantezza in questa fase finale, sul piano mentale e fisico come dimostra la poca cattiveria con cui ha sfruttato le occasioni avute contro l’Inter.

Il motivo di questo male, più che strutturale o legato ad una presunta inadeguatezza di Milik a certi livello, potrebbe essere molto semplice e banale. Un calciatore che nei due anni precedenti non ha praticamente giocato potrebbe aver accusato una inevitabile stanchezza dopo il periodo di inattività dovuto agli infortuni. 

Il dato sui minuti giocati potrebbe rendere ancor più palese la questione. In questa annata il polacco tra le varie competizioni ha già collezionato 3063 minuti, a dispetto dei 543’ giocati nella stagione precedente e gli 872’ (gran parte concentrati nella prima parte di stagione) dell’annata 2016/17. Nessuna ambizione di voler raccontare la verità, che forse si trova sempre nel mezzo, ma sicuramente questi dati possono essere una chiave di lettura interessante per il finale di stagione opaco del bomber azzurro.