L'ottava sarebbe un passo verso l'infinito

 di Arturo Minervini Twitter:   articolo letto 11529 volte
© foto di Insidefoto/Image Sport
L'ottava sarebbe un passo verso l'infinito

Prendete un numero. L’otto. Rovesciatelo ed avrete il simbolo universale dell’infinito. Già, c’è quel numero nella testa di tutti i tifosi del Napoli in vista della trasferta di Roma. C’è soprattutto la volontà di dargli un bel calcio e capovolgerlo, per spalancare una prospettiva che diverrebbe sempre più luminosa. Soprattutto se alle 18 dovessero arrivare buone notizie da Torino, dove la Juve sfiderà la sorprendente Lazio, già capace di mandare al tappeto gli uomini di Allegri in SuperCoppa.

Sette come mai nella storia. La partenza di questo Napoli è stata incredibile, come mai dal 1 agosto 1926: sette gare vinte ed una sensazione di superiorità a tratti quasi imbarazzante nei confronti dell’avversario. C’è da chiedersi, però, che tipo di effetto potrà avere la sosta sulla squadra. Sul piano fisico e soprattutto mentale sarà test importante per conoscere ancora più a fondo il dna di una squadra che ormai da diversi mesi pare aver messo alle spalle le insicurezze del passato.

Lavorare per essere sempre più forti. In questi giorni una frase di Silvio Baldini, tecnico della scuola toscana con buon passato soprattutto nella Empoli che ha generato poi il fenomeno Sarri, è parsa molto centrata sulla situazione in casa azzurra: “ I giocatori del Napoli hanno capito che la loro forza è il lavoro in allenamento, questa maturità gli permette di dare sempre il massimo in ogni sessione”. Sembra una banalità, ma invece non lo è affatto. Per andare oltre il limite del potenziale economico, Koulibaly lo ha ribadito nelle scorse ore “La Juve ha più soldi”, a questo Napoli non resta che lavorare su una struttura che rende sempre di più ripetendo meccanicamente i proprio movimenti. Un ragno che tesse la tela di cui si conosce a memoria la trama in maniera sempre più veloce diventa efficace e letale. Giorno dopo giorno. Ripetendo gli stessi gesti, la stessa magica routine che ha trasformato il calcio di Sarri in un piacere per la vista ed in una tortura per gli avversari, costretti sempre a recitare il ruolo di comparse.

Su queste basi, con gli interrogativi legati allo stop ed ai viaggi internazionali, gli azzurri andranno a Roma con un primato solitario da difendere. È la prima volta che accade in stagione, motivo in più per avere la concentrazione ai massimi livelli. Strappare l’ottavo successo in campionato sarebbe davvero un piccolo passo verso l’infinito.