Ci sfugge il senso delle polemiche per le parole di Allegri su Vergara
"Credo che dare troppe responsabilità a Vergara, che è un buon giocatore, ma ha appena 12 partite nel Napoli...insomma, bisogna andarci piano". Polemiche eccessive per parole non solo banali ma anche strategiche da parte di Massimiliano Allegri, che tutela Antonio Vergara e dirotta altrove tutte le pressioni del caso. D'altronde ha ragione a scavare tra le statistiche ricordando che Vergara ha appena 12 partite in Serie A alle spalle nonostante abbia già 23 anni. E qui tornano alla memoria le recenti parole di De Bruyne, convinto che Vergara di anni ne avesse appena 18 e invece alla sua età, altrove già un veterano, era ancora considerato un giovane pendolo che oscillava tra un prestito e l'altro prima dell'exploit col gol al Chelsea (e lo spazio avuto solo perché si erano fatti male in tanti).
Allegri e il pensiero su Vergara che divide la piazza
Altro servirà per valutare e giudicare le parole di Allegri: se il campo lo smentirà, con una maglia da titolare oggi e un ruolo da protagonista in futuro, allora si accentuerà il pensiero secondo cui Max altro non abbia fatto che proteggere il ragazzo consapevole di quanto le luci della ribalta possano accecare anche un ragazzo - il termine adatto - con spalle forti e una personalità che spicca. Max sa bene che nel post Napoli-Como la domanda più ricorrente era: perché Vergara in panchina? Come se il suo ingresso avesse potuto per certo modificare l'inerzia della gara e cambiarne il finale. Possibile, ma non scontato. Da qui lo scudo mediatico, ieri, di Allegri.
L'attesa per le scelte di Allegri su Vergara
Viceversa, dovesse dargli poco spazio e considerarlo - anche lui - un giovane da non caricare di troppe responsabilità cui riservare tante panchine, allora si potrebbe di nuovo riprendere quel virgolettato a mo di esempio per l'ennesima mancanza di coraggio da parte di un allenatore verso un giocatore che aveva solo bisogno di fiducia per emergere. In attesa di scoprire tutto, e a Inter-Napoli manca davvero poco (qui le probabili formazioni), la storia recente di Allegri ci ricorda come lui verso i giovani - alla Juve - ha sempre avuto una certa sensibilità e quella giusta dose di coraggio per puntarci convinto senza considerare troppo la carta d'identità ma basandosi soprattutto sul valore tecnico d'ognuno. Che quasi mai l'età frena, anzi.
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