ADL attacca Cardinale del Milan: "Mi fece un discorso che avrei dovuto buttarlo fuori!"

ADL attacca Cardinale del Milan: "Mi fece un discorso che avrei dovuto buttarlo fuori!"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 17:40Le Interviste
di Pierpaolo Matrone
De Laurentiis riflette sulla presenza sempre minore degli imprenditori italiani nel calcio e critica il modello dei fondi. Nel mirino anche Cardinale.

Nel corso della lunga conferenza stampa con la stampa estera, Aurelio De Laurentiis ha affrontato anche il tema della proprietà dei club italiani e dell'ingresso sempre più massiccio dei fondi nel calcio. Il presidente del Napoli ha spiegato: "Io sono un passionale per natura, se faccio qualcosa è perché mi diverto. C'è chi gioca a golf, chi a tennis, mentre io sono monotematico con la mia professione. Questo può anche far inquietare mia moglie, ma sono fatto così e non posso cambiare. Quando vai in Lega, il problema è che qualsiasi imprenditore, se vuole davvero fare impresa, deve cambiare ciò che non funziona. In Italia, invece, sembra che non si possa toccare nulla. Ci sono leggi che risalgono addirittura all'Ottocento e che, tra modifiche e aggiornamenti, diventano difficili perfino da comprendere. Cambiare la mentalità di chi fa calcio è complicato. Si parla dei fondi, ma ci sono anche imprenditori che non sono presenti. Io, con grande umiltà, quando sono arrivato non sapevo nulla di calcio e non conoscevo l'ambiente, ma ho partecipato a tutte le assemblee di Lega".

De Laurentiis: "Invitai Cardinale a cena, mi disse cose che per me non stavano né in cielo né in terra"

Il presidente ha quindi raccontato un confronto avuto con Gerry Cardinale: "Tre anni fa invitai Gerry Cardinale a cena. Mi fece un discorso al quale preferii non obiettare, altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori. Dal mio punto di vista diceva cose che non stavano né in cielo né in terra: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da vero imprenditore. A me si può rimproverare qualsiasi cosa, ma nel cinema ho sempre fatto l'artigiano. Sceglievo personalmente le idee e non ho mai prodotto un film che mi venisse proposto da altri: ho realizzato soltanto progetti nati nei nostri uffici. Ancora oggi con Carlo Verdone ci confrontiamo, partiamo da un'idea e poi la sviluppiamo insieme. E chi finanzia il prodotto? Io. Chi lo realizza materialmente? Sempre noi. Chi lo commercializza e lo distribuisce in Italia e all'estero? Noi". De Laurentiis ha poi trasferito lo stesso ragionamento al sistema dei diritti televisivi: "Siamo in una fase in cui ci sarebbe moltissimo da cambiare. Si parla di DAZN: leggevo un articolo sulla diminuzione percentuale degli spettatori rispetto all'anno precedente, mentre loro guadagnano anche attraverso le inserzioni pubblicitarie. Bisogna capire una cosa: così come quando realizzo un'opera audiovisiva sono io stesso a commercializzarla, ho sempre chiesto ai miei colleghi perché non dovremmo essere noi a vendere direttamente le partite ai nostri tifosi in tutto il mondo. Juventus, Milan, Inter, Napoli e Roma sono le squadre con più tifosi e rappresentano il motore del calcio italiano. Questi club dovrebbero farsi carico della commercializzazione del prodotto calcio".

De Laurentiis svela: "Rifiutati 6 milioni per giocare in Australia e a Singapore"

Il patron azzurro ha infine raccontato di aver rinunciato anche a offerte molto remunerative: "Mi hanno proposto sei milioni di dollari per andare a giocare una partita in Australia e un'altra a Singapore. Ma cosa avrei dovuto fare, affrontare trenta ore di viaggio e poi preparare la stagione? Con tutte le partite che bisogna disputare serve prepararsi bene, quindi mi sembrava una follia. I milioni non mi interessano. Ho organizzato partite in Trentino e in Abruzzo, invitando altre squadre e pagandole, e poi le proponevo in pay-per-view a una cifra modesta, dieci euro. Non costava praticamente nulla". Infine, un'altra considerazione sui fondi e sul loro modello di business: "Esiste un concetto imprenditoriale che non tutti rispettano. Cardinale e i fondi hanno investito dei soldi con l'obiettivo di farli fruttare per i propri investitori. Ma se dopo un certo periodo quell'investimento non ha prodotto un guadagno, allora quale beneficio è stato portato? Nessuno".