L'editoriale di Chiariello: “Se l'allenatore non si chiamasse Allegri, ne chiederemmo la testa!"
Il giornalista Umberto Chiariello, nel suo consueto editoriale durante 'Campania Sport' su Canale 21, ha commentato duramente la sconfitta del Napoli contro la Juventus, evidenziando la gravità della situazione di classifica e la mancanza di continuità della formazione di Massimiliano Allegri. Il giornalista ha aperto la sua analisi con un confronto impietoso con la Lazio, protagonista di un avvio di campionato straordinario, e con il Milan, rilanciato dalla vittoria nel derby contro l'Inter. “Quattro sconfitte del Napoli dopo dieci giornate di campionato. E non siamo su Scherzi a parte, ve lo garantisco. Abbiamo la metà dei punti della Lazio, che quest'estate era considerata una candidata a lottare per non retrocedere. Non sto scherzando. Il clima a Roma era questo, al punto che a Gattuso hanno fatto un contratto che, come è noto a tutti, si sarebbe guadagnato nuovamente se fosse riuscito a entrare nelle prime dodici. La Lazio aveva subito un'eliminazione in Coppa Italia contro il Mantova e il clima avvelenato tra tifoseria e presidente è noto e perdura. Ebbene, la Lazio ha fatto la migliore partenza della sua storia: nove vittorie e un pareggio nelle prime dieci partite. Un record incredibile, 28 punti su 30. Il Milan approfitta dell'ormai conclamata idiosincrasia dell'Inter per i derby, che continua a perderne in quantità industriale, nonostante negli ultimi anni abbia letteralmente dominato sul Milan. Parliamo di circa 70 punti di differenza accumulati in campionato tra le due squadre negli ultimi anni, con l'Inter che ha vinto tanti trofei, ma nei derby perde puntualmente. Questa è una notizia pessima per il Napoli e per i suoi tifosi. Al di là della voglia di vedere l'Inter sconfitta, diventata ormai la nuova Juventus nell'odio sportivo partenopeo, la vittoria del Milan apre uno scenario diverso: dà ai rossoneri quel colpo di coda che li rimette in corsa per un campionato di vertice”.
Chiariello: “Il Napoli è scomparso dal campo, secondo tempo raccapricciante”
Passando all'analisi della partita di Torino, Chiariello ha sottolineato le numerose assenze con cui il Napoli si è presentato allo Stadium, soffermandosi soprattutto sulle condizioni della panchina e sulle difficoltà della squadra nel corso dell'incontro. “Il Napoli era chiamato a rispondere. Si parlava di una Juventus a pezzi e quella di Torino sembrava un'occasione irripetibile per andare a vincere. Ma come bisognava presentarsi a Torino? Scompare dai radar Milinkovic-Savic. Si parla di un risentimento muscolare, oppure la scelta di far giocare Meret lo ha fatto arrabbiare? Non ne ho idea e quindi non posso fare alcuna illazione. Fatto sta che scompare dai radar. Ma soprattutto scompare dai radar Rasmus Hojlund, che rimane in albergo. Non stanno bene Anguissa e Rrahmani, con quest'ultimo che parte dalla panchina. La panchina del Napoli sembra una panchina d'altri tempi, quando si portavano il tredicesimo e il quattordicesimo uomo e, a un certo punto, si arrivò ad avere soltanto cinque giocatori a disposizione. C'erano Rrahmani, debilitato dagli acciacchi attuali, il disastroso Beukema, ormai bocciato, perché se non giochi neanche quando non c'è nessuno significa che sei stato bocciato, Gilmour come unico centrocampista e due sottopunte come Vergara e Giovane. Punto. Non c'era altro, se non una serie di ragazzi della Primavera a fare da contorno, oltre al portiere Contini. Lucca, però, parte bene. Dopo sette minuti riesce ad avventarsi su un bellissimo cross di Politano e il portiere compie un miracolo. Nei primi venti minuti Lucca si muove da vero centravanti e uno pensa: caspita, allora c'è! Il Napoli costruisce due palle gol. La seconda capita a Lang, che non riesce a centrare la porta neanche a pregarlo in ginocchio. Due occasioni in venti minuti, ma anche la Juventus ne ha due: il palo colpito da Cabal, di testa o di spalla, e il tiro mandato alle stelle da Alajbegovic dopo una bella palla servita all'indietro. Poi, però, la partita sembra destinata allo 0-0. C'è paura da entrambe le parti. Il Napoli si accontenta, la Juventus ha paura. È una partita noiosissima, bruttissima, che sembra avviarsi verso uno 0-0. Fino a quando non si accende un giocatore: il bosniaco Alajbegovic, diciannove anni, talento e sfrontatezza. Tira fuori dal cilindro un sinistro pazzesco, sul quale Meret non può proprio intervenire. Il Napoli rimane in dieci e non riesce a fare nulla. Boga entra al posto di Alajbegovic e trova anche lui un tiro, in beata solitudine al limite dell'area, praticamente imparabile. Il Napoli, dopo venti minuti, è scomparso dal campo. Il secondo tempo, soprattutto dopo le uscite di De Bruyne e Di Lorenzo, è stato raccapricciante. Mi dicono che il portiere avversario sia andato a farsi un caffè e poi lo abbiano invitato a mangiare una pizza. Nessuno si sarebbe accorto della sua assenza dalla porta, perché il Napoli non si è mai presentato dalle sue parti. È stato un secondo tempo raccapricciante. È vero, mancava questo, mancava quello, mancava quell'altro, ma la formazione del Napoli nella ripresa aveva comunque un centrocampo composto da Anguissa, Gilmour e McTominay, con un attacco formato da Politano, costato 21 milioni, Lucca, 35 milioni, e Lang, 27 milioni. Giusto per ricordare quanto sono costati questi signori. E Politano quei soldi li ha restituiti tutti, fino all'ultimo centesimo”.
Chiariello: “Se non si chiamasse Allegri, ne chiederemmo la testa”
Nella parte conclusiva del suo editoriale, Chiariello ha concentrato l'attenzione sulla posizione di Massimiliano Allegri, spiegando che un rendimento del genere avrebbe inevitabilmente aperto il dibattito sull'esonero di qualsiasi altro allenatore. Il giornalista ha tuttavia invitato ad attendere i prossimi impegni prima di formulare giudizi definitivi. “Il Napoli è inesistente. In certe partite è completamente inesistente. Quarta sconfitta, 14 punti di distacco dalla Lazio, praticamente la metà dei suoi punti. Ma il Napoli è anche lontanissimo dalla zona Champions, a sette punti dal Milan, mentre la Juventus se n'è andata a tre punti. La cosa che fa ancora più male è che siamo a sei punti dal Frosinone, che pure abbiamo battuto per 3-0. Pensate un po' che stagione devastante e negativa stiamo vivendo. Se l'allenatore del Napoli non si chiamasse Massimiliano Allegri, stasera ne chiederemmo la testa. Cosa che ovviamente non faremo, perché in questo momento ogni riflessione va sospesa in attesa della partita di Porto e di quella contro la Lazio, che arriverà proprio all'ora di pranzo, per un mezzogiorno di fuoco, domenica prossima.
Il Como è a nove punti, 23 contro 14. Cambia poco: la zona Champions è lontanissima. La situazione è molto grave per gli infortuni, per le malattie, per i giocatori che marcano visita all'improvviso, ma soprattutto perché questa squadra non esiste, scompare. Posso anche capire che si perdano le partite, ma non in questo modo, senza mai provare a tirare in porta. Anche se avessi portato a casa quello squallidissimo 0-0, che significato avrebbe avuto dopo i segnali di vita abbastanza interessanti mostrati nelle ultime gare? Quattro gol al Bodø/Glimt, tre alla Roma, che in questo momento è strabiliante, tre al Frosinone, che ci precede di sei punti, e anche nell'ultima partita il Napoli aveva segnato tre gol. E adesso, di fronte a uno Spalletti che aveva la tagliola sulla testa, ci ripresentiamo così: due palle gol nei primi venti minuti e poi scompariamo dal campo. Ogni giudizio non può che essere negativo e deve partire da questo dato: il Napoli non è una squadra. Se partiamo da questo punto di vista, ogni ragionamento diventa possibile”.
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