Futuro Conte, Sabatini: “Lo confermerei a Napoli solo se facesse questa cosa”

Futuro Conte, Sabatini: “Lo confermerei a Napoli solo se facesse questa cosa”TuttoNapoli.net
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Oggi alle 22:10Le Interviste
di Francesco Carbone
Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, è intervenuto il dirigente sportivo Walter Sabatini, offrendo una lunga e articolata riflessione

Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, è intervenuto il dirigente sportivo Walter Sabatini, offrendo una lunga e articolata riflessione sul calcio italiano, tra analisi tattiche, considerazioni sugli infortuni e valutazioni sui tecnici. Nel suo intervento ha sottolineato come il calcio resti profondamente imprevedibile, difficile da incasellare in schemi rigidi o letture definitive, proprio per la quantità di variabili che incidono su ogni partita.

Tra imprevedibilità del calcio, Serie A e il caso Conte

“Il calcio è imperscrutabile. Cerchiamo tutti di dare una spiegazione a certi comportamenti o risultati, ma la verità è che è difficile catalogare alcune situazioni, poiché ci sono aspetti tecnici, tattici e nervosi che non si possono prevedere. Le partite e i risultati non sono prevedibili, dipendono da tanti fattori che talvolta sono difficili da spiegare, perché determinati da circostanze fortuite, errori macroscopici, individuali, fuori luogo, imprevedibili e imprevisti. Il calcio è fatto di tante cose: sentimenti, stati d’animo, azione, euforia e visioni avverse. Le squadre devono giocare con fiducia nelle proprie qualità e in quelle dei compagni per ottenere vantaggi atletici e tattici. Io aspetto sempre un calcio in questa direzione in tutte le partite che vedo e spero sia così per tutte le squadre. Non sono neanche così pessimista sulla qualità della Serie A. Gli altri campionati sembrano più belli perché sono caratterizzati da più errori: quando ci sono molti errori la partita cambia e diventa più spettacolare. È quasi scientifico, perché spesso si segna quando una squadra sbaglia posizionamento e si espone. Le partite di Premier League, ad esempio, sono più belle proprio perché più aperte e ricche di errori, e sull’errore l’azione decolla aumentando il ritmo. In Italia si sbaglia meno, le partite sono più chiuse e talvolta meno spettacolari, ma non per questo manca qualità. Anzi, la qualità degli allenatori italiani è eccelsa rispetto alla media internazionale: sono maestri nel costruire organizzazione difensiva e possesso palla.

Conte sulla graticola? Quando si prova a vincere, queste situazioni diventano devastanti. Chi ha vinto fatica ad accettare la sconfitta, ma la sconfitta esiste e va sopportata: non ogni prestazione negativa deve portare a un processo all’allenatore. Dipende anche dallo stato d’animo dei giocatori, dagli equilibri dello spogliatoio e, nel caso del Napoli, dagli infortuni ricorrenti. Io mi fermerei a riflettere seriamente proprio su questo: non c’è partita in cui non si registri un problema muscolare. Gli infortuni possono dipendere da carichi di lavoro sbagliati o da una gestione non ottimale del recupero. Nel calcio l’allenamento è anche riposo, non esiste lavoro senza recupero. Qualcosa andrebbe rivisto, perché non credo che tutti i giocatori siano fragili muscolarmente. È un problema che riguarda molte squadre e che evidenzia una scarsa attenzione alla prevenzione, nonostante oggi esistano strumenti scientifici molto avanzati. Non è possibile che una situazione del genere influenzi così tanto il nostro calcio. L’Italia resta un paese calcisticamente evoluto, ma questi problemi sono poco credibili anche alla luce delle nostre difficoltà recenti.

Conte in Nazionale? È un’ipotesi seria e coerente. Ha già dimostrato il suo valore e sa dare identità alle squadre. Prima, però, serve sistemare la governance federale e poi affrontare il discorso ct. Conte è una garanzia: se fossi presidente FIGC lo sceglierei, ma chiunque ricopra quel ruolo deve avere il dovere morale di riportare la Nazionale al centro del calcio internazionale. Sarà doloroso un Mondiale senza l’Italia, ma il calcio continua e ci saranno tempi migliori. Quanto al suo futuro a Napoli, lo confermerei solo a una condizione: una scelta chiara e condivisa, una vera dichiarazione d’amore per club e città. A Napoli serve convinzione totale, perché qui bisogna sempre portare anche un frammento di gioia a chi vive quotidianamente difficoltà importanti”.