L'idea di Graziani: “Avrei ceduto De Bruyne per far giocare Vergara titolare”

L'idea di Graziani: “Avrei ceduto De Bruyne per far giocare Vergara titolare”TuttoNapoli.net
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Ieri alle 23:30Le Interviste
di Francesco Carbone
Ciccio Graziani analizza a prima giornata di Serie A, soffermandosi sul ruolo di Antonio Vergara nel Napoli di Allegri e sulle nuove indicazioni arbitrali

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare le prime indicazioni della Serie A, con particolare attenzione al Napoli di Massimiliano Allegri. L’ex campione del mondo si è soffermato sul possibile spazio per Antonio Vergara, sulla gestione dei giovani e sulle gerarchie dell’Inter, indicando proprio i nerazzurri come principali favoriti per lo Scudetto davanti agli azzurri. Graziani ha poi commentato le nuove indicazioni arbitrali e l’utilizzo del VAR, partendo dal discusso gol di Kevin De Bruyne contro il Genoa. Sulla possibilità che Vergara possa conquistare anche la Nazionale, Graziani ha spiegato: “Sarebbe auspicabile. Il problema è che, se non giochi con continuità nella tua squadra di club, poi fai fatica a giocare in Nazionale. La mia preoccupazione è che Vergara, volente o nolente, sia dietro nelle gerarchie rispetto a Lobotka, Anguissa, McTominay e De Bruyne”. Il rischio, secondo l’ex attaccante, è quindi quello di un minutaggio ridotto: “Esatto. De Bruyne è quello più indiziato a farsi da parte per permettere a questo ragazzo di giocare qualche partita in più. Io non vorrei che Vergara venisse soffocato o sacrificato dalla presenza di questi calciatori. Su di lui bisognerebbe dire: ‘o adesso o mai più’. Bisogna tenerlo in considerazione anche per una certa titolarità in questa squadra”. E sulla possibilità di sfruttarne la duttilità tattica ha aggiunto: “Me lo auguro per lui, perché soltanto giocando di più e con continuità potrebbe meritarsi la Nazionale. Tempo fa ho fatto anche un discorso paradossale: avrei dato via De Bruyne e mi sarei tenuto Vergara titolare, tanto per fare un esempio”. Il tema dei giovani riguarda anche Pio Esposito, destinato a trovare maggiore concorrenza all’Inter con il rientro di Thuram: “Quando rientrerà Thuram, Pio Esposito sarà sacrificato. È vero che si giocano tante partite e che ci sarà spazio per tutti, ma oggi i titolari dell’Inter sono Thuram e Lautaro. Bonny e Pio Esposito diventano le alternative”. Graziani ha poi chiarito l’importanza della continuità: “Oggi sono comunque delle alternative, non c’è niente da fare, perché i titolari sono gli altri due. È vero che si gioca tanto e che i cinque cambi sono importanti, quindi c’è più possibilità di entrare. Ma spesso si giocano soltanto degli spezzoni. È diverso dall’assumersi la responsabilità di una titolarità, perché è attraverso quella continuità che un giovane cresce tecnicamente, tatticamente e anche caratterialmente”.

Graziani: “Inter favorita, ma il Napoli è la squadra che più si avvicina”

Per Graziani, l’Inter resta la principale candidata allo Scudetto: “Secondo me sì. Subito dopo c’è il Napoli, anche se so che il Napoli farà fatica a tenere Lucca e quindi dovrà prendere un altro attaccante, a meno che Allegri non decida di dare una chance in più a questo ragazzo”. E sugli azzurri ha aggiunto: “Il Napoli è la squadra che ha cambiato meno ed è quella più completa. L’importante sarà avere meno infortuni rispetto alla scorsa stagione. Se succederà, il Napoli farà di tutto per togliere lo Scudetto all’Inter. È la squadra che più si avvicina ai nerazzurri”. Infine, Graziani ha affrontato il tema arbitrale partendo dal gol di De Bruyne contro il Genoa: Non c’è niente di normale. Se si va avanti su questa strada, quest’anno non sarà un campionato di semplici polemiche: voleranno gli stracci”. Sulla spinta del belga a Vásquez ha spiegato: “Proviamo a vedere la situazione al contrario. Se fosse stato un giocatore del Genoa a dare una spinta del genere a Rrahmani, nella stessa identica situazione, oggi i napoletani sarebbero arrabbiati perché avrebbero subito un grande torto. Secondo me quel tipo di fallo, con il gomito che si apre e la spinta, dentro l’area è una punizione a favore del Genoa. Bisogna sempre provare a vedere le cose anche al contrario”. E sul mancato intervento del VAR: “Secondo me la logica era una: o si poteva annullare subito, perché la spinta è evidente, oppure, se c’è un dubbio, il VAR a cosa serve? Bisogna fargliela rivedere e permettere all’arbitro di valutare nuovamente l’episodio. Magari avrebbe confermato la propria decisione, ma almeno avrebbe avuto la possibilità di rivedere l’azione”. Graziani ha quindi criticato anche il nuovo metro di valutazione sui contatti: “Siamo rovinati, perché controlliamo anche l’eventualità di un calcio d’angolo per stabilire l’ultimo tocco e assegnare correttamente la rimessa. Però in questa prima giornata ho visto almeno dieci o dodici falli di giocatori che vanno verso la bandierina, vengono toccati, cadono e addirittura fermano la palla con le mani, ricevendo comunque il fallo a favore. Ho visto almeno otto situazioni di questo tipo: un calciatore protegge la palla verso il calcio d’angolo, cade, tocca la palla con le mani e non viene penalizzato per il fallo di mano, ma gli viene assegnata una punizione a favore. Allora verso il calcio d’angolo va bene e in area non va più bene?”. In conclusione, il giudizio è netto: “Ho l’impressione che quest’anno ci saranno tantissime polemiche, al punto da poter avvelenare il campionato. Bisognerà vedere se passerà la linea indicata da Orsato o se, invece, queste nuove indicazioni porteranno davvero a un’esplosione di polemiche da qui a maggio”.