Il calcio propositivo di Luis Enrique: "Tutto dipende da palla e spazi! Lavoro di più sulla fase offensiva"

Quali sono le idee di gioco di Luis Enrique? L'allenatore spagnolo è il preferito di Aurelio De Laurentiis per il dopo Spalletti.
27.05.2023 16:45 di  Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    vedi letture
Il calcio propositivo di Luis Enrique: "Tutto dipende da palla e spazi! Lavoro di più sulla fase offensiva"
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Quali sono le idee di gioco di Luis Enrique? L'allenatore spagnolo è il preferito di Aurelio De Laurentiis per il dopo Spalletti, allora è il caso di andare a conoscerlo meglio. E a conoscere meglio il suo calcio propositivo. Quand'era commissario tecnico della Spagna, l'ex Roma si espresse così sulle sue idee:

"L'unica cosa che diciamo ai calciatori che convochiamo è che la nazionale gioca allo stesso modo ogni partita. In tutti i match abbiamo vinto nei numeri sul possesso e le occasioni create, generando più calcio dei nostri avversari. All'Europeo abbiamo segnato più di tutti, giocando una gara in meno rispetto all'Italia, abbiamo creato il maggior numero di chance da gol e siamo stati una delle nazionali che ha concesso meno occasioni agli avversari. La nostra prima idea è giocare sempre allo stesso modo, che sia a Burgos o a Mosca. Sembra un'idea banale e semplice, ma io non vedo quasi nessuna squadra farlo.

La partita dura 90' e se siamo i migliori dopo 15' perché dobbiamo fermarci e lasciare il pallone agli avversari concedendo loro spazi? La strategia è sempre la stessa. Se siamo i migliori per un tratto di partita, possiamo esserlo anche per tutta la partita. E non cambiano le cose né se vinciamo né se perdiamo. Se gli altri fanno meglio di noi li applaudiamo. E' un'idea che non è tanto facile per le nazionali perché ogni calciatore viene da una squadra diversa e i calciatori vanno convinti. Io e il mio staff lavoriamo molto di più sulla fase offensiva che su quella difensiva perché il posizionamento offensivo cambia a seconda della posizione del pallone. Partendo da questo, con un moto continuo, andiamo ad occupare diversi spazi. Quali spazi? Quelli che possono mettere più in difficoltà gli avversari. E' una cosa difficile da spiegare e da attuare in campo. Noi allenatori che dedichiamo tanto tempo alla fase offensiva diciamo sempre che la difficoltà sta nell'interpretazione del giocatore. Sono loro, i giocatori, la parte importante perché sono loro che devono interpretare in campo queste idee".