L'editoriale di Chiariello: "Conte tra i mostri sacri, ha accettato una sfida che può elevarlo"

Nel corso di 'Campania Sport' su Canale 21, il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto editoriale.
10.06.2024 09:40 di  Antonio Noto   vedi letture
L'editoriale di Chiariello: "Conte tra i mostri sacri, ha accettato una sfida che può elevarlo"

Nel corso di 'Campania Sport' su Canale 21, il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto editoriale: "Chiudiamo col botto, cioè con l’ufficialità della triade, anche se questo termine per Bettega-Moggi-Giraudo, e quindi forse dovremmo cambiare definizione. L’arrivo di Manna, preso già a marzo, quello di Oriali, figura nuova nel panorama dirigenziale partenopeo, visto che non c’è stato mai un ex campione a fare da trait d’union società e squadra, tra allenatore e squadra, tra area tecnica e squadra. Cioè l’uomo che è in grado di avere quel carisma ed autorevolezza per poter fare da cuscinetto tra l’allenatore e la squadra, l’allenatore e il presidente, l’allenatore e il direttore sportivo. Lele Oriali è una figura importantissima, che ha già dimostrato di saper assolvere benissimo a questo ruolo sia in Nazionale Conte che all’Inter sempre con Conte. Quindi anche l’avvento di Oriali viene salutato con estrema soddisfazione da chi per anni ha chiesto di coprire quella casella che non era stata mai coperta. E poi ovviamente l’arrivo di Antonio Conte, il tecnico più famoso e più bravo in circolazione che aveva la possibilità di venire al Napoli.

E’ inutile girarci intorno, i nomi più importanti a livello mondiali sono 4-5 allenatori che conosciamo: Guardiola, Klopp, Ancelotti. Io dico che Antonio Conte ha diritto ad essere nominato accanto a questi mostri sacri, anche se ha vinto meno di loro, ma c’è da aggiungere che fa una cosa che nessun non ha mai fatto se non Klopp. La storia del tedesco, però è diversa, nasce dalla scuola famosa di Magonza, va al Borussia Dortmund e vince per due anni di seguito il campionato. Da lì nasce la sua leggenda, dopodiché allena solo squadre di primissimo piano. Ancelotti, quando non ha allenato squadre di primissimo piano, Napoli ed Everton, non ha mostrato quello che ha fatto in tutti i grandi club che ha allenato, perché lui ha vinto dappertutto. Ha vinto al Chelsea, al Bayern Monaco, al Milan, al Real Madrid, ma però un po’ come accaduto a Trapattoni, esonerato al Cagliari, con le altre squadre non big non si ripetuto. Lo stesso Guardiola nasce e si afferma nel Barcellona e dopo va al Bayern prima di andare al City, parliamo dei più grandi club, escluso Real, più importanti d’Europa in quel particolare momento storico. Questi, insieme a Fergusson, sono tra i più grandi tecnici di sempre ma l’impresa non l’hanno mai fatta. Quella che ha fatto Brian Clough, che prendendo il Nottingham Forest, una squadra come l’Empoli, è riuscito a vincere un campionato e due Coppe dei Campioni consecutive. Quelle sono imprese memorabili che connotano qualcosa di veramente straordinario. Conte ha vinto alla Juventus, al Chelsea e all’Inter e ha fatto un ottimo lavoro in Nazionale con una squadra veramente scarsa, ha dovuto veramente friggere il pesce con l’acqua con i vari Giaccherini, Eder, Pellè e Zaza, roba che in Serie A non si salva di sicuro.

Conte che scommessa fa? Di dimostrare che si può vincere anche fuori dall’ambito delle solite note, se riuscisse in questa impresa, Conte farebbe quello che altri grandi allenatori non sono mai riusciti a fare e neanche ci hanno provato a fare. Senza nulla togliere a Guardiola, ma se ogni anno puoi inserire nel tuo roster già straricco giocatori da 60-80mln, è evidente che hai le chance per poter vincere, ti voglio vedere se alleni Everton, Newcastle, Aston Villa, o West Ham ad alto livello, cioè l’impresona. Con mio figlio abbiamo quasi litigato, per lui Messi è più grande di Maradona perché ha vinto di più ed è durato di più. Io gli ho detto che Messi ha giocato nel Barcellona che era tra le tre squadre più grandi di sempre, ha giocato con l’Argentina con tanti giocatori importanti e ha perso tanti Mondiali prima di vincerne uno. Maradona giocava in un’Argentina che se veniva trasportata nel campionato italiano retrocedeva senz’altro. Aveva un giocatore e mezzo vero, 8 giocatori muscolari e poi c’era lui. Lui ha vinto a Napoli, una squadra che per 60 anni non aveva visto una vittoria. Messi non ha mai giocato in una squadra similare, addirittura nel PSG non ha vinto nulla ed ha fatto pure maluccio. Vogliamo pesare l’incidenza dei successi? Pelé è stato straordinario ma ha giocato nel Brasile più incredibile della storia, una squadra straordinaria. Sono le imprese quelle che qualificano, oltre che le bacheche.

Conte ha accettato una sfida che lo può elevare ad un livello più alto di quello che ha già dimostrato in tanti anni da allenatore, dove però una caratteristica l’ha già dimostrata: di essere un riattivatore immediato. Cioè arriva e fa bene subito: la Juve per due anni settima e vince, il Chelsea che aveva fatto male e vince, all’Inter arriva fa secondo e vince. Sarà che noi napoletani vogliamo un Messia, un vice re, e vediamo in lui quel qualcosa di straordinario che al Nord ci stanno molto invidiando. Io ho punzecchiato Crudeli dicendo che gli abbiamo fregato Conte e lui mi ha risposto con la bacheca. Ma la bacheca sta lì, il futuro si fa sul campo e Conte ha detto: ‘Amma faticà’. Chiudo dicendo che questo Napoli è rock, mettete sul piatto due dischi e decidete quale sarà: ‘Highway to Hell’ degli ACDC, l’autostrada per l’Inferno che può essere il fallimento di Conte o l’inferno che Conte farà vivere a questi giocatori perché li spremerà come limoni e li farà lavorare tantissimo, o ‘Stairway to Heaven’ dei Led Zeppelin, la scala per il Paradiso, facciamo volare questo dirigibile”.