Lo storico vice di Mazzone: "A Napoli siamo stati bene, ma poco. Ecco il motivo delle dimissioni"
A Radio Napoli Centrale, nel corso di 'Un Calcio alla Radioì è intervenuto Leonardo Menichini, allenatore ed ex vice di Carlo Mazzone: "Il mio ricordo dell'esperienza al Napoli con Mazzone? Fummo chiamati da Ferlaino, ci incontrammo a Roccaraso. Senza tornare a casa, andammo direttamente a Napoli. Siamo stati molto bene, siamo stati poco perché c'erano stati degli accordi per rinforzare la squadra. Era un Napoli non all'altezza della città. Mazzone diede le dimissioni perché non c'erano le possibilità di rinforzare la squadra per quelli che potevano essere gli obiettivi. Da grande persona, diede le dimissioni.
Infortunio Buongiorno? I giocatori vogliono giocare e farlo al massimo delle condizioni. Se lui e i medici hanno deciso che si deve operare, credo che sia la decisione giusta. Perderà preparazione, ma quando rientra può giocare. Il campionato è lungo.
Quando hai allenato Guardiola si intravedevano qualità da allenatore? Era a fine carriera, ma era già un allenatore in campo. Non aveva grande dinamismo, ma giocava sulle traiettorie. E quando aveva la palla tra i piedi aveva percentuale di errore minima. Un fattore importante. Si vedeva che era proiettato sul futuro, sulla mutazione dei ruoli. Nessuno poteva prevedere che sarebbe diventato quell'allenatore che avrebbe vinto tutto. Ora è uno dei migliori allenatori al Mondo, ma si vedevano già attitudini. Un uomo di una grande umiltà, attenzione, al lavoro. Se viene alla Nazionale, non gli si può dire tanto. Se ci credo? Non possiamo essere nella testa dei protagonisti, Leonardo, Maldini e Malagò e lo stesso Guardiola. Tocca capire se fare il selezionatore gli può piacere. Non è la stessa cosa di allenare. Il CT lavora sotto il profilo tattico, ma sotto il profilo tecnico e condizione fisica si lavora poco. Tocca capire a lui se ha la pazienza di allenare poche volte all'anno.
Cosa mi ha trasferito Mazzone? A livello umano Mazzone mi ha trasferito tanti principi. L'essere sinceri. A volte si trascura che Mazzone è stato un grande allenatore, non è stato capito. Ma quando ha avuto delle squadre importanti, le sue squadre hanno giocato ad alti livelli. Come con il Cagliari, con la Roma. E quando c'era da salvare le squadre, si è salvati. A Bologna si è vinto l'Intertoto, poi si è andati in Coppa UEFA. Giocavamo con Anderson e Signori. Mazzone è stato all'avanguardia. E a volte non gli è stato riconosciuto, bisognava fare risultato".
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