La FilmAuro chiude in perdita a causa dei club: rosso di 66mln, il calcio vale il 92% sui conti

Chiude in perdita il bilancio consolidato al 30 giugno 2021 della FilmAuro di Aurelio De Laurentiis, con conti spinti verso il basso dall’impatto della pandemia.
05.07.2022 12:50 di Francesco Carbone   vedi letture
La FilmAuro chiude in perdita a causa dei club: rosso di 66mln, il calcio vale il 92% sui conti
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Chiude in perdita il bilancio consolidato al 30 giugno 2021 della FilmAuro di Aurelio De Laurentiis, con conti spinti verso il basso dall’impatto della pandemia. A scriverlo è il portale specializzato Calcio&Finanza che analizza l’ultimo bilancio pubblicato dalla FilmAuro di De Laurentiis: “Dopo il rosso di 34,7 milioni nel 2020, i conti della holding del patron della società partenopea chiudono in perdita anche nel 2021, con un rosso pari a 66 milioni. E un peso sempre rilevante da Napoli e Bari, di fatto le principali società del gruppo.

Il fatturato è calato di circa il 17%, passando da 295,2 a 245,2 milioni di euro.Un decremento nei ricavi che la stessa società sottolinea sia “attribuibile, prevalentemente, alle minori plusvalenze realizzate dalla partecipata SSC Napoli S.p.A. (Euro 47 mln. circa).

L’incremento netto degli oneri della produzione, pari ad Euro 16 mln. circa, trova giustificazione, prevalentemente, nei maggiori costi del personale tesserato (Euro 15 mln. circa) mentre diminuiscono costi per gli ammortamenti dei diritti alle prestazioni professionali dei calciatori (Euro 7 mln. circa).

I proventi della gestione di Napoli e Bari pesano per il 92% sui conti della FilmAuro, nonostante si registri un decremento del 18% rispetto al precedente esercizio, mentre quelli derivanti dalla produzione e distribuzione di prodotti cinematografici registrano una flessione del 30% circa. Nonostante la perdita, il patrimonio netto è risultato in aumento a 180,5 milioni di euro rispetto ai 168,3 milioni di euro al 30 giugno 2020 grazie all’operazione di rivalutazione dei marchi di Napoli e Bari, che ha portato all’iscrizione a bilancio di una riserva di rivalutazione pari a 78,0 milioni”.