Petizione alle Camere del Movimento Neoborbonico: "C'è un crescente odio razziale nei confronti di Napoli"

Petizione alle Camere del Movimento Neoborbonico: "C'è un crescente odio razziale nei confronti di Napoli"TuttoNapoli.net
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domenica 4 maggio 2014, 21:00Notizie
di Redazione Tutto Napoli.net
fonte Movimento Neoborbonico
"Il Movimento Neoborbonico, ai sensi dell’art. 50 della Costituzione, ha inviato alle Camere una petizione urgente"

Il Movimento Neoborbonico, di fronte al consueto silenzio e alla consueta inerzia dei rappresentanti politici e istituzionali di Napoli e del Sud, ai sensi dell’art. 50 della Costituzione, ha inviato alle Camere una petizione urgente per chiedere 1) se ci sono responsabilità nella gestione dell’ordine pubblico in occasione della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina all’interno e all’esterno dello stadio soprattutto in considerazione del fatto che il grave episodio in cui sono rimaste vittime alcuni tifosi del Napoli è avvenuto all’interno del percorso consigliato dalle forze dell’ordine; 2) quali sono le iniziative intraprese dal governo per tutelare i napoletani sempre più oggetto di episodi che solo riduttivamente sono considerati “di discriminazione territoriale” e di cui lo stesso tragico episodio di sabato sera è una naturale conseguenza. E’ evidente, infatti, che le pene inflitte sporadicamente a quanti si rendono protagonisti di un razzismo anti-napoletano sempre più diffuso e che in tanti (presso i media e tra gli stessi dirigenti degli organi istituzionali sportivi) vorrebbero addirittura eliminare o ulteriormente modificare, non sono sufficienti e adeguate a fronteggiare una situazione sempre più a rischio.



La questione è molto complessa e istituzioni serie e responsabili nel calcio e fuori, prima di “criminalizzare” magari chi fischia l’inno come hanno fatto i 30.000 napoletani presenti all’Olimpico, dovrebbero analizzarla e intervenire  per risolvere, da un lato, le problematiche che portano a quel dissenso crescente verso l’Italia e le sue istituzioni a Napoli e nel Sud e, dall’altro, per impedire la diffusione altrettanto crescente di un odio oggettivo e razziale (altro che “discriminazioni territoriali” delle nostre ipocrite norme) nei confronti di Napoli e dei Napoletani e di un odio che non è diffuso solo nelle curve se solo guardiamo ai mille episodi nei quali, da decenni, Napoli e i Napoletani sono il bersaglio preferito in Italia e all’estero tra luoghi comuni abusati e giudizi affrettati. Continuare a minimizzare o a ignorare quanto accade, del resto, è ovviamente molto più facile ma si arriva, colpevolmente, agli agguati con le armi e ai ragazzi
  che lottano con la morte proprio in queste ore.