"Sei bambino e co***one, hai iniziato ieri!": che tensione tra Allegri e Fabregas l'anno scorso
Più distanti di così, è difficile. Napoli-Como sarà non solo il big match della seconda giornata del campionato di Serie A, ma anche il terzo atto della contesa tra Massimiliano Allegri e Cesc Fabregas. Iniziata in campo, finita nella pancia di San Siro. Due allenatori che non potrebbero essere più lontani, e non è solo una questione anagrafica: più dei vent’anni di differenza, è la filosofia calcistica a mettere Max e Cesc su due poli opposti.
Il precedente di Como
È proprio da questioni, se vogliamo, filosofiche, che origina la contesa. A gennaio scorso, sedicesima giornata di campionato, il Milan vince in rimonta al Sinigaglia. Allegri gongola, Fabregas un po’ meno. Prima della partita, il tecnico del Como aveva sfoggiato una certa umiltà, definendo Max da Champions e se stesso da Serie D. Dopo il triplice fischio, cambia l’approccio: la vittoria dei rossoneri nasconde un dominio territoriale pressoché totale della formazione di casa, e Fabregas lo sottolinea. Dice che “otto volte su dieci” il Como una partita del genere la vince. Poi, a Dazn, sbotta: “Risultatismo, qui piace tanto”. Resterà una delle uscite più famose del campionato, anche se a fine stagione, in effetti, avrà ragione proprio Cesc.
Il ritorno al Meazza
La vendetta va servita fredda, e infatti un mese dopo - a polemica ancora tiepida - il Como non riesce ad andare oltre l’1-1 a San Siro con il Milan. È però la partita di un altro episodio clou del campionato: Fabregas interviene fisicamente su Saelemaekers, trattenendolo. Allegri, incredulo (un po’ come tutti per una scena mai vista), esce dalla sua area tecnica, nasce il parapiglia, vengono espulsi. Nelle interviste del post gara, Cesc chiede scusa a tutti per la scena antisportiva mostrata a bordo campo. Allegri non ha intenzione di lasciar correre: “Se la prossima volta parte uno lungo la linea faccio una scivolata e entro anch’io”. La frase viene riportata al suo collega, che in conferenza stampa la definisce eccessiva. I due si incrociano fuori dalla sala stampa, nella pancia del Meazza, e Allegri apostrofa duramente il giovane avversario: “Sei un bambino, sei un coglione, sei un bambino che ha iniziato a fare l’allenatore l’altro ieri”.
L’ultima di campionato
Oltre alle parole, c’è però anche il campo. E la scorsa Serie A, in fin dei conti, un vincitore l’ha decretato: in zona Champions per quasi tutto il campionato, il Milan è crollato nel finale. All’ultima giornata, il clamoroso 1-2 casalingo con il Cagliari spalanca le porte della felicità più inaspettata di sempre, proprio a Fabregas: il suo Como in Champions; i rossoneri sono fuori dall’Europa dei grandi insieme alla Juventus. Max ci rientra comunque grazie alla chiamata di Napoli, domani ci sarà solo da capire se vorranno deporre l’ascia di guerra. O farci divertire ancora un po’. A scriverlo è TMW.
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