Alisson in nazionale? Dal Brasile frenano: "Gioca in Italia che è un campionato mediocre"
Sabatino Durante, operatore di mercato, esperto di calcio brasiliano, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "
È stato un fallimento totale il Mondiale del Brasile oppure è stato il Mondiale che in Brasile, tutto sommato, ci si aspettava?
"Ma sai, i punti di vista sono sempre questi. Se tu ti aspetti mari e monti e arrivano i laghi... Secondo me il Brasile ha fatto molto di più di quello che avrebbe potuto fare. Il Brasile non vince un Mondiale dal 2002. Dal 2019 non vince una competizione continentale, cioè la Coppa America. Negli ultimi due anni ha cambiato quattro presidenti di federazione e quattro allenatori. Perché bisogna pensare alla sesta Coppa soltanto perché, come noi italiani, la storia ce lo impone? La storia è come chi ha 70 o 75 anni: bisogna cercare di vivere più giorni possibili, perché è difficile. La maglia, come dicono i brasiliani, pesa. Pesa con chi va in campo e stimola chi ti incontra a fare bene. Il Brasile, oltre a questi presupposti non eccezionali, ha perso anche sei titolari prima del Mondiale e qualcuno durante il Mondiale. Poi avete visto le partite: contro il Brasile chi ha giocato meglio? Il Brasile o il Brasile? Dipende anche molto dagli episodi. Per me il bilancio è positivo. Ho parlato con Carlo dopo la partita e, siccome sono uno che non cambia idea neanche con gli amici, dico che se non ci fosse stato Ancelotti il Brasile non sarebbe neanche arrivato a questo risultato. Però i brasiliani, come noi italiani, non riescono a essere oggettivi. Se hai un calcio di rigore e lo sbagli, si può sbagliare. Se hai quattro palle gol davanti al portiere e le metti fuori, poi la colpa di chi è? Il calcio è fatto sempre di episodi."
È stata data fiducia a Carlo Ancelotti anche in prospettiva futura. In Brasile si parla anche di Alisson Santos del Napoli: può diventare un giocatore di riferimento per la Seleção?
"È una cosa molto semplice. Il Brasile, sulle fasce, ha una quantità enorme di giocatori. Per esempio, questo non era il Mondiale di Estêvão, che è considerato uno dei talenti più importanti. Alisson gioca in un campionato che, rispetto ai grandi livelli, è il quarto gradino. È un ragazzo che ha qualità, ma può reggere il confronto con Endrick, con Rayan, con Luis Henrique? Ragazzi, siamo seri. Poi, se Alisson farà faville nel Napoli, lo vedremo. Io dico sempre che bisogna avere i piedi per terra e dirci che cosa siamo. Se una squadra del campionato italiano, che poi vince lo Scudetto, arriva trentaseiesima nel ranking europeo, vuol dire che il nostro campionato è scarso? Allora un giocatore forte in un campionato scarso va valutato con equilibrio. Se Alisson farà faville lo vedremo. Noi italiani, come i brasiliani, se non ci rendiamo conto delle difficoltà che abbiamo, non risorgeremo mai. Dobbiamo essere seri e fare delle autoanalisi."
Il ragionamento è capire se, crescendo il Napoli e il calcio italiano, anche Alisson possa diventare un giocatore importante.
"Ma perché no? Gioca in una squadra come il Napoli. Tra l'altro, oltre alla mia Inter, quando devo fare il tifo in Italia tifo Napoli, semplicemente perché ho tanti amici napoletani e soprattutto ne avevo uno che si chiamava Diego Armando Maradona, che ancora oggi torna sulla scena. Perché? Perché era dentro una struttura come quella della FIFA. Oggi tutti si rendono conto che succedono cose strane, però Diego, anni fa, aveva anticipato tutto. Si era schierato contro la FIFA e l'abbiamo lasciato tutti solo. Diego era un mio amico, un mito del calcio mondiale. Da lui bisogna imparare. Quindi non sto parlando del Napoli, ma del calcio italiano."
Restando sul Brasile, Allegri gioca molto sulle fasce. Neres lo terrebbe?
"Assolutamente sì. Stamattina un mio carissimo amico, Thomas Berthold, con cui siamo stati campioni del mondo, mi ha chiamato e mi ha detto: hai visto che in questo Mondiale i campi sono 19 centimetri più stretti? Chi gioca sulle fasce ne risente. Per questo dico che Allegri gioca molto sulle fasce. È stato un grande interprete del 4-3-3 e punterà sicuramente sugli esterni. Credo che più giocatori di fascia abbia, meglio è. Neres è un ottimo giocatore, un ottimo progetto."
Dal punto di vista tecnico non ci sono dubbi. Qualche perplessità riguarda la sua fragilità fisica e i tanti infortuni.
"Se hai un allenatore come Conte, nel suo 3-5-2 probabilmente avrebbe meno senso. Ma nel 4-3-3 di Allegri, invece, Neres ha molto senso."
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