Ex scouting Udinese: "Meret o Vicario per il Napoli? Non ho dubbi"
Riccardo Guffanti, ex area scouting Udinese e Cagliari, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Ti ha stupito la scelta di Conte di puntare su Milinković-Savić e poi, guarda caso, arriva Allegri e Meret adesso sembra in partenza?
"Ma insomma non è che mi stupisce, perché io penso che Meret era un predestinato. Poi, come tante volte purtroppo succede a diversi giocatori, magari qualche problema fisico, qualche infortunio, rallenta questo percorso. Meret è stato un po' sfortunato sotto l'aspetto fisico perché, se non avesse avuto questi problemi, secondo me oggi sarebbe fortemente in concorrenza assieme a Donnarumma ancora in Nazionale e il Napoli si sarebbe avvalso della sua titolarità. Questo è il mio pensiero, perché avendolo conosciuto sia nel settore giovanile sia nel suo percorso iniziale, era veramente un portiere molto importante, con caratteristiche importanti, molto simili ad alcune che ha anche Vicario. Ha la capacità di saper risolvere sin dall'inizio un problema, quando parlo di un problema parlo ovviamente dell'errore. Sono portieri che hanno nel loro equilibrio mentale una forza importante. Guardate che per il portiere è determinante, come per l'attaccante davanti al portiere. Quando un portiere sbaglia un intervento o un gesto all'inizio della partita, se non hai una forza mentale importante rischi poi di rovinare la prestazione. Questi portieri, sia Meret sia Vicario, sono molto bravi a lasciarsi alle spalle l'errore, rientrare subito in gara e fare grandi prestazioni."
Si parla anche di Vicario in chiave Napoli. Sono entrambi, Vicario e Meret, due suoi pupilli. Che cosa ci può dire su Vicario?
"Voglio parlare di Vicario perché la sua storia è eccezionale dal punto di vista delle scelte caratteriali. Io parlo sempre di personalità, di carattere, della capacità di emergere dalle difficoltà. In quel periodo Scuffet era il portiere titolare della Primavera dell'Udinese, quindi veniva indicato un po' come il predestinato principale. Meret era un anno più giovane e da questo punto di vista ci stava anche, però erano tutti e due nel giro della Nazionale. Vicario, che è sempre un '96, si trovava veramente chiuso da questi due portieri e il suo sbocco si restringeva sempre di più. Ebbe veramente la forza e il coraggio di chiedere di andare via dall'Udinese e preferì andare a giocare tra i dilettanti. Lo fece proprio per la sua personalità e il suo carattere, perché non voleva rimanere chiuso sapendo di avere davanti due giocatori altrettanto importanti. È difficile che in quella fase un ragazzo decida di lasciare una società professionistica pur di giocare in una società dilettantistica. Lui fece questo percorso, andando a giocare in Serie D, poi si riprese e piano piano riemerse, perché alla fine la qualità dei giocatori viene sempre fuori. Io dico la verità: quando arrivò a Cagliari, arrivò grazie a Brambilla, preparatore dei portieri, e al sottoscritto, che dicemmo al presidente che questo era un portiere con determinate capacità. Quando uno va a vedere i dati si domanda come mai abbia giocato tra i dilettanti, poi in Serie C, e non fosse più giovanissimo. La spiegazione era semplice: si era trovato chiuso e aveva scelto un altro percorso."
Se oggi viene accostato Vicario al Napoli e Allegri dovesse dare piena fiducia a Meret, secondo lei la coppia Meret-Vicario potrebbe coesistere oppure i due sarebbero alternativi?
"Partiamo dal fatto che Meret oggi è un tesserato del Napoli, mentre Vicario no. Vicario arriva però da una stagione nella quale non è stato preso in considerazione del tutto. Se parlassimo di un portiere titolare fisso con quaranta partite disputate, economicamente e anche per la volontà del giocatore sarebbe molto difficile aprire un discorso di mercato. Dobbiamo partire dalla valutazione che Allegri farà su Meret. Meret paga purtroppo l'incostanza, non nella prestazione ma nel numero di presenze. Io non voglio entrare nel merito perché poi è il Napoli che deve decidere. Se Conte ha deciso in un modo diverso e in altre situazioni Meret non ha trovato continuità, io dico soprattutto a causa dei piccoli o medi infortuni che ha avuto, questo è il dato numerico che porta un allenatore a scegliere o non scegliere. Io credo che Vicario possa pensare di arrivare a Napoli non per andare a giocarsi il posto con Meret. Credo che entrambi abbiano l'intenzione di trovare il loro spazio. Meret deve essere consapevole della situazione in cui si trova e, se ritiene di essere in grado di affrontare una stagione completa, è giusto che vada a cercare fiducia anche da un'altra parte. Vicario potrebbe essere un elemento importante perché stiamo parlando di un portiere che negli ultimi anni è stato nel giro della Nazionale. È andato in un grande club inglese e nell'ultimo periodo si è parlato dell'interesse di Inter, Juventus e oggi del Napoli. Se società di questo livello seguono Vicario, significa che stiamo parlando di un portiere di altissima fascia."
Lorenzo Lucca è stato pagato tanto dal Napoli, probabilmente anche troppo. Da talent scout, ritiene che sia stato un errore di valutazione oppure semplicemente Napoli non è Udine?
"Gli errori si definiscono dopo aver visto il rendimento di un giocatore. All'inizio non è mai un errore, perché Luca era seguito da tantissimi club. Se è costato tanto o poco lo si dice sempre alla fine. Per quello che sono state le sue prestazioni oggi potremmo dire tutti che è costato tanto. Però non voglio sminuire le vostre capacità giornalistiche nel valutare un'operazione. Quando è stata fatta, vi posso assicurare che Luca in quel momento era considerato uno degli attaccanti italiani più interessanti. Tante volte è anche bello acquisire un giocatore italiano che in quel momento viene considerato importante. Quindi il Napoli non ha fatto un errore a prenderlo. Oggi, per quello che sono state le sue prestazioni e per quanto ha dato al Napoli, potremmo dire tutti che avremmo speso meno, o forse non avremmo speso neanche un euro viste le prestazioni. Sarebbe stata alta qualsiasi cifra. Ma questo lo si determina sempre alla fine. Vale per tutte le cose. Tu vai a comprarti un bel vestito che in vetrina ti piace, lo prendi, poi quando lo indossi non ti piace più e non lo metti. Allora hai speso male i tuoi soldi, ma lo dici solo dopo. Scusate questa metafora."
In sintesi, quindi, Lucca va ancora aspettato?
"Le società ragionano sempre in base all'età del giocatore, a quanto si è investito e a quanto eventualmente si può recuperare. Un giocatore lo puoi recuperare sportivamente, ma anche economicamente. Questo vale per il Napoli come per qualsiasi società, perché esistono il costo economico, il valore sportivo e il valore economico del giocatore. Secondo me le società aspettano sempre il giocatore oppure trovano soluzioni, come un prestito, affinché il campo possa rideterminare un valore economico. Questa è la strategia. Poi, se mi chiedi se il Napoli debba continuare a crederci tenendolo in rosa, questa è una valutazione che faranno loro in base alle caratteristiche della squadra. Perché Luca ha comunque caratteristiche che oggi vengono ricercate molto dalle società."
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