Allegri-Napoli, da Milano: “Accordo sulla buonuscita molto vicino, è solo questione di tempo”
Pietro Mazzara, giornalista di MilanNews, è intervenuto nel corso di 'Difendo la Città', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
La situazione tra Milan e Allegri è ancora in bilico o si chiude? “Non si può dire che sia in bilico: la trattativa non è a rischio, tutt’altro. Si tratta soltanto di una questione di tempi e di formalizzazione degli accordi. L’accordo sulla buonuscita è molto vicino, intorno a una cifra intermedia tra le richieste delle parti”.
Perché non è stato ancora annunciato ufficialmente? “Perché il Milan deve prima formalizzare la risoluzione del contratto. Come ha spiegato anche De Laurentiis, non si può annunciare nulla finché non vengono rispettate tutte le procedure e le regole contrattuali. È quindi una questione burocratica”.
Allegri è già proiettato verso il Napoli? “Sì, da quanto risulta è già proiettato verso la nuova esperienza al Napoli. Restano solo da sistemare le ultime “scartoffie” burocratiche”.
Si parla anche di giocatori che potrebbero seguirlo al Napoli (es. Maignan o Rabiot). Quanto c’è di vero? “A Milano, al momento, si parla soprattutto delle scelte della proprietà e non di trattative concrete sui giocatori. Le voci su possibili trasferimenti sono più speculazioni che realtà. Inoltre, molti dei giocatori citati sono legati da contratti recenti e il Milan li valuta molto: eventuali operazioni sarebbero complesse e costose. Non basta la volontà di un allenatore per spostare un calciatore: servono accordi tra club e cifre importanti”.
Cosa non ha funzionato con Allegri al Milan? È colpa sua la mancata Champions? “Non si può attribuire tutta la responsabilità ad Allegri. Sarebbe scorretto. Ha avuto un impatto positivo fino a gennaio, poi una serie di fattori ha complicato il lavoro: un mercato non sempre chiaro, occasioni mancate e situazioni che avrebbero potuto aiutare nel finale di stagione. Le responsabilità sono condivise tra allenatore, società e giocatori. Una stima realistica può essere circa 55-45 tra gestione complessiva e squadra. Nel calcio, però, alla fine sono sempre i giocatori a scendere in campo”.
Che giudizio dai sulle critiche ad Allegri come allenatore “vecchio stile”? “È comprensibile che a Napoli ci siano dubbi sulla sua figura, considerata da alcuni legata a un calcio più tradizionale. Tuttavia Allegri ha esperienza nella gestione dei giocatori importanti e delle situazioni complesse, e questo lo ha dimostrato anche al Milan quando ha avuto le condizioni per lavorare”.
Il Milan sta perdendo terreno rispetto a Napoli e Inter? “È una preoccupazione condivisa nell’ambiente milanista. C’è il timore che il club stia attraversando una fase di indebolimento strutturale, soprattutto per scelte societarie poco chiare e per una transizione dirigenziale non completamente definita. La sensazione è che Napoli e Inter stiano consolidando il proprio livello, mentre il Milan rischia di restare indietro se non verranno fatte scelte rapide e coerenti”.
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