Altra rimonta subita, Salvione: “Troppo semplice etichettare Allegri come difensivista”
Segnali di crescita del Napoli dopo il successo in Champions League contro il Bodø/Glimt e la prestazione contro la Roma. Il centrocampo convince, De Bruyne in posizione centrale sembra aver trovato la sua dimensione e Rafa Marín si candida a diventare un punto fermo della difesa. Restano, però, alcuni aspetti da migliorare, dalla fase difensiva alla concretezza sotto porta, mentre le tante assenze potrebbero spingere Allegri a nuove rotazioni in vista della trasferta di Monza. Pasquale Salvione, giornalista del Corriere dello Sport, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, analizza il momento degli azzurri.
Che cosa ti lascia questo Napoli-Roma? “Mi lascia un senso di continuità nella prestazione rispetto alla partita di Champions League contro il Bodø/Glimt. Ho la sensazione di un Napoli cresciuto, che forse, dopo la partita di Venezia, non ci saremmo aspettati di vedere a questi livelli in due impegni così ravvicinati. Con questo centrocampo, mi sembra una squadra dalle potenzialità molto alte. Ieri il Napoli ha confermato una prestazione importante, anche se non per tutti i 90 minuti, contro la squadra che finora aveva giocato meglio nel nostro campionato. La Roma aveva messo in grande difficoltà l'Inter e aveva affrontato il Real Madrid senza timori, mentre ieri ha sofferto come forse non le era mai capitato in questa stagione, per oltre un'ora, contro il Napoli. È chiaro, quindi, che gli azzurri stanno dando segnali di crescita. Il percorso, però, è ancora lungo perché, a un centrocampo che mi sta entusiasmando, bisogna abbinare il rendimento della difesa e dell'attacco. Quando parlo di difesa, mi riferisco ovviamente alla fase difensiva. Ieri, probabilmente, abbiamo visto una delle coppie più solide degli ultimi tempi nella prima ora di gioco: Rafa Marín e Badiashile, che mi sono sembrati insuperabili. L'uscita di Badiashile ha poi compromesso un po' la solidità del reparto. Su questo aspetto il Napoli deve crescere, così come deve migliorare in concretezza sotto porta, perché non possono essere sempre i centrocampisti a risultare decisivi in fase realizzativa”.
Restando sulla difesa e sulle note positive della partita, c'è sicuramente la prestazione di Rafa Marín. Sta diventando una sicurezza e cresce di partita in partita? “Non c'è dubbio. Oltre al rendimento, che sta diventando di altissimo livello, credo che ieri abbia impressionato soprattutto per la personalità. Ha giocato con una personalità incredibile, una carica agonistica che forse in questo Napoli era mancata, e con una determinazione e una ferocia in marcatura che avevamo visto poche volte. È un segnale molto importante per il Napoli perché, al di là di quella scivolata nell'occasione concessa a Malen, far sparire dal campo quello che è stato uno dei migliori attaccanti del campionato non è semplice. Ieri Rafa Marín lo ha fatto con grande puntualità e determinazione. Merita sicuramente un applauso per la prestazione e la considerazione di Allegri, perché rischia di diventare un punto fermo di questo Napoli. Lo stesso discorso vale per Badiashile, di cui ricordiamo tutti le critiche ricevute dopo quell'esordio sfortunato a San Siro contro l'Inter. Adesso è un altro giocatore”.
Molti tifosi individuano nel blocco basso della linea difensiva uno dei problemi degli azzurri, perché spesso il Napoli non riesce a reggere l'urto degli avversari. Secondo te è questo l'unico problema oppure c'è anche altro? “Non bisogna mai dimenticare che ieri sera mancavano Rrahmani e Buongiorno, che sulla carta, a inizio stagione, erano considerati i due titolari. Quando analizziamo le prestazioni, dobbiamo tenere conto dell'oggettività dei fatti. Ieri il Napoli ha schierato una coppia difensiva completamente inedita, alla prima partita insieme, e mi sembra che i due abbiano fatto molto bene. È chiaro che Beukema è entrato male, ma non credo sia un giocatore così scarso. Al Napoli, oggettivamente, non ha mai fatto bene come ci si aspettava, mentre lo ricordiamo su altri livelli. Mi auguro che Allegri riesca a recuperarlo, come sta facendo anche con altri giocatori. Sul blocco basso o alto, sono aperto a tutte le discussioni tattiche, che sono legittime e fanno parte del bello del calcio. Tuttavia, non credo che le considerazioni di Allegri debbano essere valutate sempre negativamente. Se Politano avesse segnato il 3-0, se il Napoli avesse concretizzato l'occasione di Olivera o se avesse sfruttato le altre opportunità clamorose, probabilmente la possibilità per la Roma di rimontare e pareggiare sarebbe stata completamente cancellata. È vero che il Napoli deve migliorare nella fase difensiva. Anche una maggiore attenzione di Beukema nel seguire l'avversario, invece di cercare un fallo che non c'era, avrebbe potuto fare la differenza. Sono dettagli che fanno parte del percorso di crescita di una squadra. Quando, però, tutto viene ridotto al blocco basso e all'etichetta di Allegri come allenatore difensivista, credo che si finisca per semplificare troppo. È certamente uno degli aspetti da migliorare, ma non è l'unico problema del Napoli”.
Vorrei concentrarmi sul centrocampo. Allegri sembra aver trovato l'assetto giusto e, soprattutto, la soluzione di De Bruyne in posizione centrale sta funzionando. Ma, con le partite ogni tre giorni, già a Monza potremmo rivedere delle rotazioni, un po' come accaduto a Venezia, oppure Allegri ripartirà dagli stessi titolari per poi intervenire a gara in corso? “Mi aspetto dei cambi. Non dimentichiamo che McTominay è reduce da un mese e mezzo di stop per un intervento al cuore, Anguissa è rientrato da poco e De Bruyne non può giocare sempre tutte le partite ogni tre giorni. Credo che, da questo punto di vista, Allegri stia seguendo una linea che non è scientifica come quella che ci aveva illustrato Rafa Benítez qualche anno fa. Ricordate le sue famose conferenze stampa, nelle quali ci spiegava il concetto di turnover scientifico? L'obiettivo era evitare problemi fisici e mantenere tutti i giocatori a un livello alto, perché per arrivare fino in fondo alle competizioni c'è bisogno dell'intero gruppo. Con partite così ravvicinate non si può pensare che giochino sempre gli stessi. A centrocampo, per fortuna, ci sono alternative come Lobotka, che non mi sembra certo l'ultimo arrivato, e Gilmour. In attacco, invece, il Napoli è un po' più limitato a causa degli infortuni: le assenze di Alisson e Neres non sono affatto leggere per il reparto offensivo. Lucca, inoltre, non ha ancora trovato l'episodio giusto per sbloccarsi ed è stato finora una delle maggiori delusioni di questo avvio di stagione. Davanti, quindi, le possibilità di rotazione sono inferiori. In difesa, Rrahmani sembra vicino al recupero per Monza, mentre un altro giocatore resta ancora ai box e Badiashile si è fermato nuovamente. Anche in questo reparto, dunque, non c'è tutta questa abbondanza. Mi aspetto comunque sicuramente dei cambi a Monza”.
Che momento sta vivendo Rasmus Højlund? Come giudichi il suo momento? “Sicuramente non è un momento brillante dal punto di vista della finalizzazione. Però, se ieri Olivera avesse trasformato quella grande occasione in ripartenza, probabilmente oggi parleremmo anche di Højlund in maniera diversa. È chiaro che un attaccante viene giudicato soprattutto in base ai gol e, da questo punto di vista, credo che lui possa fare sicuramente molto di più. Sappiamo, però, che per gli attaccanti ci sono periodi di questo tipo: magari arriva un pallone fortuito, riescono a segnare e da quel momento cominciano a trovare la rete con maggiore regolarità. Fa parte del mestiere dell'attaccante. Bisogna saper accettare anche le fasi in cui il gol non arriva, continuando a cercarlo con convinzione e determinazione”.
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