Caiazza: “Miglior gara stagionale, ma i conti non tornano: la classifica grida vendetta!”
Il pareggio contro la Roma lascia al Napoli segnali incoraggianti sul piano del gioco, ma anche interrogativi sulla tenuta difensiva e sulla continuità nell'arco dei novanta minuti. Gli azzurri mostrano progressi, ma gli errori individuali continuano a pesare sui risultati e sulla classifica. Salvatore Caiazza, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, analizza la prestazione della squadra di Allegri, soffermandosi su Beukema, Højlund, le rotazioni in vista dei prossimi impegni e le possibilità di rimonta in campionato.
Che cosa ti lascia Napoli-Roma? “Mi lascia delle buone sensazioni dal punto di vista del gioco, perché sicuramente c'è stata una crescita. È innegabile che sia stata la migliore partita del Napoli da quando è iniziata la stagione. Al di là degli errori individuali in fase difensiva, il Napoli se l'è giocata contro una grande squadra. Se la sconfitta di Venezia ha fatto rumore, anche perché gli azzurri avevano affrontato l'ultima in classifica e avevano rischiato relativamente poco, sbagliando anche un calcio di rigore, ieri sera ho visto una squadra che ha giocato, ha pressato alto e ha messo in difficoltà una delle squadre più in forma della Serie A e d'Europa. Non dimentichiamo che la Roma, al netto degli ultimi otto minuti, era stata capace di mettere sotto il Real Madrid. E’ arrivata al Maradona con il chiaro intento di fare la partita e il Napoli non gliel'ha permesso. Gli azzurri hanno giocato, segnato e sprecato occasioni, perché se Politano avesse realizzato il 3-0, sarebbe stato difficile per la Roma recuperare, come poi è riuscita a fare. Al tempo stesso, però, i conti non tornano, perché c'è una classifica che grida vendetta. Rispetto a quello che ci aspettavamo, la situazione è diventata preoccupante: il Napoli è a sei punti dal quarto posto, occupato dal Como, e ha diverse squadre davanti. Non parlavo inizialmente di Scudetto e non ne parlerò adesso, ma almeno il quarto posto il Napoli deve conquistarlo, anche se la strada è molto difficile. Ho visto ampi margini di crescita. Volevo, però, fare un chiarimento su Beukema. L'ho criticato molto dal punto di vista della personalità, perché un difensore che è stato uno dei migliori, se non il migliore, al Bologna per due anni consecutivi non può cadere in questo modo. Il calcio è cambiato e il VAR ha fatto capire che certe cose non sono ammesse, ma lui è caduto soltanto perché è stato sfiorato. La Roma ha segnato il 3-3 e, successivamente, lui si è buttato a terra un'altra volta. Sinceramente, questo non è il calcio delle signorine: è uno sport di contatto. Quando sei in vantaggio per 3-2, dopo aver rischiato addirittura di perdere la partita, non puoi permetterti certi comportamenti. L'ho trovato un po' eccessivo. Credo che Beukema debba capire il perché di certi atteggiamenti, anche perché era entrato fresco e non giocava da parecchio tempo”.
Ti volevo chiedere della continuità che manca al Napoli nell'arco della partita. A volte dà l'impressione di dominare, altre di controllare, ma molto spesso subisce tanto, arretra e rimane in affanno. Come ti spieghi questa mancanza di continuità? “Non si può attaccare per novanta minuti. Guarda la Roma, che gioca uomo su uomo. I giallorossi, così come il Napoli, avevano giocato il martedì precedente: non è che una squadra si fosse riposata e l'altra no. Non puoi tenere il piede sull'acceleratore per 95-96 minuti. Ci sono momenti in cui acceleri e altri in cui rallenti, ma l'importante è mantenere l'equilibrio.
Questo è successo per un'ora, come voleva Allegri: la squadra non si è fatta schiacciare e, quando non era in possesso palla, andava a pressare. I due gol della Roma, prima del terzo che fa storia a sé, sono arrivati comunque da distrazioni ed errori difensivi. In alcune situazioni bisogna essere più attenti, ma anche gli attaccanti devono concretizzare le occasioni: se Olivera si trova davanti alla porta e non segna, se Politano si trova davanti a Gollini e non segna, poi è chiaro che emergono dei problemi. Non stai giocando contro una squadra provinciale, alla quale puoi segnare e poi gestire il risultato. Stai affrontando una Roma che porta tanti uomini in avanti. Non a caso, Hermoso, un difensore centrale, ha segnato e si era anche avvicinato al gol in un'altra occasione. È una squadra che porta tanti uomini a riempire l'area e le zone esterne, quindi dipende anche dall'avversaria di turno. Bisogna considerare che la Roma, nelle prime sette partite, aveva subito soltanto tre gol: li ha incassati tutti in una sola gara. C'è poi la crescita di McTominay, che stavamo aspettando. È un giocatore che si prende la scena. Quanto a De Bruyne davanti alla difesa, la sua posizione merita una riflessione: va benissimo, ma credo che non riesca a schermare il reparto arretrato come fa Lobotka. Con lo slovacco hai maggiore copertura, perché è abituato a schermare, a mettersi tra uomo e pallone e a proteggere la difesa, riuscendo spesso ad avere la meglio. Con De Bruyne in quella posizione, invece, puoi realizzare grandi giocate e, da questo punto di vista, ho buone aspettative. Prima o poi qualcosa dovrà succedere, spero più prima che poi, perché altrimenti passa il tempo, perdi punti e aumenta il distacco dal quarto posto. Allegri, che si portava dietro l'etichetta di risultatista, ha dimostrato di saper proporre anche un calcio bello. Poi ci sono gli errori individuali che ti penalizzano, come quello di Venezia e quello di Politano contro il Villarreal. Il calcio è anche questo”.
Già a partire dalla partita contro il Monza ti aspetti qualche rotazione e un atteggiamento diverso da parte degli azzurri, soprattutto in fase difensiva, con maggiore attenzione? Volevo chiederti anche di Rasmus Højlund: che momento sta attraversando l'attaccante danese? “Ieri si è trovato di fronte uno dei difensori più forti al mondo, secondo me: Ndicka è uno dei giocatori che guadagnano di più alla Roma. Eppure, il centrale è andato in difficoltà con il passare dei minuti, perché non ce la faceva più. Credo che Højlund debba imparare a crearsi gli spazi. Se non li trova, deve costruirseli da solo. Guardiamo Malen: ieri non ha fatto chissà che cosa, ma ha cercato di rendersi pericoloso in tutti i modi. Quando Rafa Marín è scivolato, ha trovato Meret pronto con i piedi; altrimenti avrebbe segnato. Højlund, invece, non cerca abbastanza queste situazioni, anche perché ha caratteristiche diverse. Sicuramente ha bisogno del gol per sbloccarsi: non segna dalla partita contro l'Inter. Ha trovato la rete con la Nazionale, ma adesso servono i gol anche con il suo club.
Per quanto riguarda le rotazioni, il Napoli deve farle per forza, considerando la sequenza di partite contro Monza, Juventus e Porto, oltre a quella appena disputata contro la Roma. Sono impegni cruciali. Contro il Monza non puoi sbagliare, ma anche la trasferta di Torino sarà complicata: la Juventus ha delle difficoltà, ma c'è Spalletti, che quando ti affronta sa metterti in difficoltà. I bianconeri stanno crescendo. Poi ci sarà la sfida contro il Porto, una squadra forte che gioca in casa propria. Aspetta il Napoli una settimana abbastanza delicata.
Volevo accendere i riflettori anche sui tanti infortuni e sulle ricadute. Beukema è ricaduto nel problema che aveva e questo è penalizzante, perché il ragazzo stava facendo molto bene. Marianucci ha recuperato, mentre per Beukema bisognerà capire come reagirà mentalmente. Rrahmani dovrebbe aver superato l'attacco febbrile, ma in difesa serve maggiore compattezza e bisogna evitare le distrazioni. Gli errori si ripetono e significa che qualcosa non funziona. L'attacco, invece, è migliorato, perché con De Bruyne si vede un altro tipo di gioco, anche se non offre la stessa copertura difensiva. È rientrato anche Anguissa, che con quel gol avrà sicuramente ritrovato entusiasmo. E poi c'è McTominay, che ha segnato una doppietta: la sesta da quando veste la maglia azzurra, con due doppiette nel giro di tre giorni. È tanta roba”.
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