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Altro che ridimensionamento, Forgione: "Se ne parla per gli ingaggi, non per ambizioni"

Altro che ridimensionamento, Forgione: "Se ne parla per gli ingaggi, non per ambizioni"
Ieri alle 17:30Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB:

Questo ultimo Napoli che abbiamo visto in queste ultime cinque partite rischia anche con il Pisa già retrocesso?

“Già il fatto che ci siamo ormai approssimando a questa partita ponendoci questo interrogativo significa che qualcosa non è andato, però adesso non voglio proprio immaginare che Napoli vada a Pisa e non agguanti questa Champions. Siamo alla resa dei conti, è l’occasione di giocare una squadra fondamentalmente di categorie inferiore, una squadra che oggi come oggi probabilmente non reggerebbe nemmeno nelle zone alte della Serie B, devi assolutamente vincere questa partita, hai le motivazioni dalla tua parte, hai tutto dalla tua parte, non voglio immaginare che possa succedere qualcosa di diverso. Poi il calcio lo sappiamo com’è fatto e noi che ci ripetiamo diventiamo abbastanza ben riscontrati.”

Secondo te cosa è successo nelle ultime uscite? È più una questione di mentalità, un problema tattico o un mix delle due cose?

“Io credo che il Napoli non ne abbia proprio tanto più di energie, né mentali né fisiche. Dal punto di vista fisico ne ha spremute tante nel corso della stagione, poi quelle mentali anche ne ha impiegate assai. Ma poi una botta finale è arrivata nel momento in cui ha capito che il campionato era sostanzialmente finito. Dopo la vittoria con il Milan il Napoli si è rilassato e forse aver raggiunto quel secondo posto gli ha fatto credere che la Champions, quindi l’obiettivo stagionale minimo, lo fosse raggiunto. Adesso lo rimettiamo un attimo in discussione, quindi ci sono motivazioni che magari fino alla partita con il Bologna o con altre squadre non c’erano, adesso riaffiorano. Bisogna utilizzarle per vincere la partita, però credo che il Napoli non ne abbia proprio più dal punto di vista fisico e mentale e bisogna raschiare il fondo del barile e ritrovare lucidità per chiudere questa pratica. Di pratica dobbiamo parlare assolutamente a questo punto.”

Ora qualche interrogativo lo solleva anche una parte della tifoseria in chiave Napoli.

“Sì sì, decisamente. Ma questo fa parte del gioco: la tifoseria, non solo quella napoletana ma tutte le tifoserie, quando ci sono squadre che partono con certe aspettative e poi queste non si riscontrano con i risultati, si guarda tutto in maniera distorta. Qualcosa non è andato, su questo non c’è dubbio. Però continuo a ribadire e a invitare alla calma perché questo è stato un campionato abbastanza anomalo che il Napoli avrebbe potuto anche non portare in porto e invece ci sta riuscendo. Non si è vinto lo scudetto, non si è arrivati primi, ma il secondo posto c’è e deve essere la posizione finale. Qualcosa sicuramente non è andato, ma la squadra ha mantenuto la barra dritta e, al di là di tante supposizioni, io sono convinto che se fosse mancato il tecnico sarebbe bastato poco per farla deragliare. Invece è rimasta sul binario, sul pezzo. Tanto non è andato, ma le redini sono state tenute bene strette. Bisogna fare un’analisi equilibrata senza buttare tutto a mare.”

Sulla notizia legata al futuro di Conte e ai dubbi sulla permanenza: si parla di dubbi più dalla parte del Napoli che dell’allenatore. Come la vedi?

“I dubbi sulla parte del Napoli ci sono ormai rispetto a quello che può pensare Conte. De Laurentiis, di concerto con Manna, avrà idee molto chiare che non è detto Conte condivida. Io non credo che Conte sia disarcionato da De Laurentiis, c’è stima. Le criticità di Conte quest’anno sono state più manageriali che tecniche: gli è stata data molta libertà e questa managerialità non ha portato i risultati sperati. Credo che gli verrà chiesto di ridimensionarsi sul ruolo, tornando soprattutto allenatore. Il Napoli deve anche ringiovanire la rosa, cosa che Conte sa già. Quando gli verrà prospettato, lo accetterà. Non è uno stupido.”

C’è chi sostiene che se resta Conte vadano via molti giocatori perché a fine ciclo, mentre se va via lui possano restare. Tu ci credi?

“Io non credo a molte cose dette senza conoscenza dei fatti. Non siamo dentro gli spogliatoi. Bisogna attendere le decisioni. Il Napoli continuerà il suo progetto e resterà competitivo, magari abbassando alcuni parametri ma non le aspettative. Alla fine credo che sarà una fumata bianca perché parliamo di persone intelligenti che vogliono il bene del Napoli. Conte non resterà per vivacchiare, ma per fare cose importanti. E anche De Laurentiis avrà le sue esigenze.”

C’è anche il tema del “ridimensionamento”: molti lo interpretano come un passo indietro, ma tu spesso hai parlato di una strada che invece ha reso grande il Napoli. 

“Ma cosa significa ridimensionamento? Quando il Napoli ha acquistato calciatori importanti lo ha fatto anche con giocatori che avevano finito un ciclo nei grandi campionati. Il Napoli non vuole ridimensionarsi, vuole ridimensionare il monte ingaggi, non le ambizioni. Il Napoli vuole restare competitivo. Bisogna evitare questo equivoco. Il Napoli cresce sempre, resta a certi livelli e sa anche tornare sui suoi passi quando alcune operazioni non funzionano.”