Forgione: “A Venezia anche un pari vale una sconfitta! Allegri dice una bugia enorme sui risultati”
Angelo Forgione, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, ha analizzato il momento delicato della squadra di Massimiliano Allegri alla vigilia della trasferta contro il Venezia. Secondo il giornalista e scrittore, gli azzurri non possono permettersi ulteriori passi falsi dopo le difficoltà di questo avvio di stagione e la sconfitta in Champions League contro il Villarreal. Il successo contro i lagunari rappresenta dunque un obbligo, anche per ritrovare fiducia in vista dei prossimi impegni: “La partita di Venezia è semplicemente un trappolone, tu devi uscire con i tre punti. Anche il pareggio è un passo falso che vale una sconfitta. In una situazione del genere, in cui ti ritrovi con una squadra ultima in classifica senza nemmeno aver racimolato un punto, lì devi assolutamente vincere per tanti motivi, non solo per il semplice bottino della vittoria. È veramente una partita di quelle che ti mettono in condizione di perdere qualcosa e mai guadagnare”.
Allegri ha dichiarato che quando si perde non è tutto un disastro e quando si vince non è tutto perfetto. Come interpreti queste parole?
“Semplicemente la ricerca di un equilibrio, di quella continuità di cui stavate parlando prima. L'equilibrio lui lo tramuta anche nel giudizio, non solo nell'equilibrio di squadra. Però sa benissimo che la sconfitta di Villarreal è pericolosa, molto pericolosa sul piano dell'atteggiamento mentale della squadra. C'è bisogno di svegliarla questa squadra e secondo me non la svegli. Certamente queste sono dichiarazioni che fa alla stampa, ma non sono dichiarazioni che fa nello spogliatoio. I calciatori hanno bisogno di ben altro per essere riportati a un ordine, a una disciplina sportiva e tattica in campo che l'altra sera non si è completamente vista, è totalmente sparita”.
Allegri potrebbe schierare Lucca, Beukema e Marianucci dal primo minuto contro il Venezia. Non è troppo rischioso affidarsi a giocatori che finora hanno trovato poco spazio?
“Dei rischi te li devi prendere, c'è poco da fare. È proprio il polso della situazione di un Napoli che in questo momento è sul filo del rasoio. Non può certamente rifiatare, anzi deve conservare delle forze perché ogni partita è fondamentale. I tre punti li devi andare a prendere a Venezia necessariamente, ma è ovvio che il Venezia ha un peso specifico diverso da quello che può avere il Bodo Glimt o comunque la partita di Champions League rispetto a quella di campionato. Il campionato è lungo e, anche se dovessi inciampare a Venezia, ci sarebbe modo di rimediare. La partita contro il Bodo è un aut aut: se non vinci e non fai i tre punti, si mette veramente nella peggiore delle maniere possibili e comincia a partire il treno della qualificazione senza il Napoli sopra. La scelta è quella: sacrificare magari un po' il campionato, la partita con il Venezia, cercare di riservare le forze per quella con il Bodo, sperando che le cose vadano bene. Se fai partire qualcuno dal primo minuto e poi le cose dovessero mettersi male, le forze migliori le metti anche nella ripresa. Non è questo un problema”.
Allegri sostiene che il risultato non debba condizionare i giudizi sulla squadra. Ma quanto incidono realmente i risultati sul Napoli e sullo stesso allenatore?
“Che il risultato non condizioni è una bugia secondo me, è semplicemente una bugia. È una bugia enorme. Questa è una squadra deputata a vincere, per stessa missione dell'allenatore che segue il presidente con gli annunci roboanti della vittoria del campionato. Se una squadra è deputata a vincere e non fa i risultati, è chiaro che è tutto condizionato. Il livello va raggiunto, il livello di risultati di una squadra che è stata considerata forte, importante. Lui continua a dirlo in conferenza stampa, questa è una squadra forte, lo ribadisce continuamente e quindi non quadra, non è lineare come discorso. I risultati invece sono fondamentali, perché se questa squadra va in difficoltà e resta arretrata rispetto alle concorrenti, inevitabilmente la situazione si ripercuote sul morale e sull'atteggiamento della squadra, che può rischiare addirittura il tracollo, come è successo tre anni fa”.
David Neres si è fermato nuovamente per infortunio. Considerando i continui problemi fisici, il Napoli dovrebbe iniziare a fare valutazioni sul suo futuro?
“Questo è il rischio che tutti conoscevano, anche all'interno, e che poi abbiamo imparato a conoscere all'atto pratico. Il rischio di Neres era questo: non era un calciatore che desse affidabilità fisica. È stato più tempo fuori che dentro al campo. L'anno scorso rientrò con la Lazio e si fece subito male, se non ricordo male. Adesso la stessa situazione. È evidente che questo ragazzo ha dei muscoli fragili, ha una struttura fisica che non gli consente di esplodere, perché il talento ce l'ha, ce l'ha fatto vedere quando è stato bene. Ha fatto davvero la differenza nella prima fase della gestione Conte e poi è totalmente scomparso. Siamo qui a rincorrere la chimera Neres, ma ogni volta che si vede uno spiraglio di luce poi alla fine torna un'altra volta nel buio. Non è una situazione piacevole. Il Napoli deve tirare le somme e cominciare a ragionare su questo e su tante situazioni che fanno da corollario a una condizione atletica e fisica della squadra evidentemente non proprio ottimale”.
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