Napoli Basket, il telecronista: “Fin qui perfetti, non toccherei nulla! Squadra forte e allenata bene”
Mario Castelli, telecronista di LBA TV e Prime Video, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, per analizzare l'avvio della stagione di Serie A di basket. Al centro dell'intervista il rendimento del Napoli Basket, protagonista di quattro vittorie nelle prime cinque giornate e capace di imporsi anche sul campo della Bertram Tortona per 92-90. Castelli ha elogiato la profondità del roster e il lavoro dello staff tecnico, spiegando perché non ritenga necessari ulteriori interventi sul mercato. Spazio anche alle sorprese Treviso e Verona, alle difficoltà di Tortona, al metro arbitrale e alla crescente negatività dei tifosi sui social.
Che campionato stiamo vedendo dopo le prime cinque giornate? Il livello di competitività rispecchia le aspettative iniziali?
“Per me è fin qui un campionato molto divertente, nel senso che c'è grande equilibrio. Lo vediamo tutte le domeniche: le squadre possono quasi tutte vincere contro quasi tutte e quasi tutte anche perdere contro quasi tutte, perché fin qui la classifica lo dimostra. C'è una sola squadra che non ha ancora perso, che è la Virtus, e una sola squadra che non ha ancora vinto, che è Cantù. In mezzo tutte le altre quattordici squadre si sono affrontate e squadre che sembravano favorite hanno perso contro altre che non lo erano. Fin qui sono state cinque giornate con tanti colpi di scena e anche partite molto spettacolari. Se guardiamo la media punti, è da 36 anni che non si segna così tanto, quindi ci sono anche tanti canestri, partite divertenti e ad alto punteggio. Per il momento direi che possiamo essere molto soddisfatti di quello che abbiamo visto in questo avvio di stagione. Ci sono state anche delle sorprese: non penso fossero tante le persone che si aspettavano di vedere Treviso davanti a Milano, visto che Treviso ha otto punti e Milano ne ha sei, oppure una squadra con un budget imponente come Tortona al penultimo posto con quattro sconfitte consecutive. Stanno succedendo cose difficili da pronosticare ed è quello che regala incertezza, spettacolo e divertimento”.
Quali squadre hanno sorpreso maggiormente in positivo e quali hanno deluso nelle prime cinque giornate?
“Treviso fin qui mi ha veramente colpito, al di là del fatto che abbia vinto quattro partite su cinque, anche per come sta giocando e per quanto è bella da vedere. Segna più di 95 punti di media, se non ricordo male, quindi segna tanto e vince. Ha battuto Venezia in trasferta al Taliercio nel derby, ai supplementari, una partita per loro sentitissima, oltre che contro una squadra forte. Per il momento secondo me è davvero la sorpresa del campionato. Un'altra che citerei è Verona, neopromossa in un campionato dove ci sono tanti budget molto alti. Tutti hanno alzato il budget, tutte spendono di più, e Verona arriva dalla A2 e vince subito tre partite, battendo anche l'Olimpia Milano con il tiro sulla sirena di Metz. Queste due squadre sono quelle che più mi hanno sorpreso in positivo. In negativo mi aspettavo qualcosa in più da Tortona, perché quattro sconfitte di fila e il penultimo posto sono risultati deludenti. Ha giocatori di un certo spessore, con un reparto lunghi italiano che comprende Biligha e Diouf. Sicuramente mi aspettavo qualcosa in più, ma mi stupirei molto se a fine stagione avesse una percentuale di vittorie simile a quella attuale. Immagino che alcune cose si aggiusteranno e che tornerà in zone di classifica più adeguate al livello del roster”.
Dante Maddox ha deluso contro Napoli, soprattutto per i pochi tiri tentati. Come giudica il suo rendimento?
“Anche a me ha colpito in questa partita, perché fin qui è stato un po' altalenante tra campionato ed EuroCup. Ci sono state partite eccellenti, penso alla prima contro Verona, dove ha segnato 23 punti sbagliando forse uno o due tiri in tutta la partita, oppure a una prestazione in EuroCup quasi da 30 punti. Poi ci sono altri match in cui lo vedi molto meno. Mi ricordo la sconfitta a Riga in EuroCup e la partita contro Napoli, forse la peggiore che abbia disputato fin qui. È un giocatore che ancora non sono riuscito a inquadrare bene. Il talento sicuramente è tutto lì da vedere, altrimenti l'anno scorso non sarebbe stato il capocannoniere del campionato in Belgio. Però mi sembra ancora un corpo estraneo, che non ha trovato bene la sua dimensione. Infatti il coach Fioretti lo ha tenuto fuori per tutto il quarto periodo, quando si è decisa la partita. Evidentemente aveva colto anche lui che non fosse giornata. È un peccato, perché è uno dei giocatori più forti della squadra e per il momento ha alternato grandi prestazioni ad altre in cui non è stato all'altezza”.
Napoli può allungare ulteriormente il roster per puntare ancora più in alto oppure è già competitiva così?
“Secondo me assolutamente sì, è già una squadra molto profonda. È vero che ci sono stati gli infortuni, ma al completo Napoli ha tredici giocatori veri, quindi paradossalmente uno dovrebbe addirittura stare fuori dal referto nelle partite. All'inizio non c'era Jamal Ramsey, non c'è ancora stato Totè, adesso si è fatto male Iachimowski e c'è stata una partita in cui ha saltato anche White. Salta all'occhio come Napoli fin qui sia riuscita a vincere tutte le partite tranne una contro Milano, quindi non contro una squadra da nulla, nonostante non sia mai stata al completo. È una squadra che io lascerei così: quando una squadra funziona e vince, la toccherei il meno possibile. Magari è vero che ci sono giocatori che non stanno ancora rendendo al massimo, viene in mente Tarceschi per dirne uno, ma è una squadra molto forte, profonda, allenata bene, con giocatori che l'allenatore ha voluto perché sono funzionali al gioco che vuole esprimere. Non mi azzarderei ad aggiungere delle pedine, perché poi non sai mai come possano inserirsi. Onestamente per me Napoli è fin qui perfetta, la trovo lunga, forte e non andrei a ritoccarla”.
Che impressione le ha fatto Marcus Carr, protagonista della Virtus Bologna?
“Marcus Carr mi ha colpito tantissimo fin qui, proprio per la leadership che ha avuto in campionato e in Eurolega. Penso al canestro della vittoria con l'Olympiacos, ma anche a come eleva il suo gioco nei momenti decisivi, nel quarto periodo. Se c'è un leader tecnico della Virtus, quello mi è sembrato sicuramente lui. Fin qui è uno dei migliori giocatori della stagione”.
Nelle prime giornate gli arbitri stanno adottando un metro molto fiscale. C'è il rischio che cambi nelle partite più importanti?
“È una considerazione interessantissima che avevo notato anch'io in queste settimane, perché la quantità di tiri liberi che si stanno tirando è molto superiore alla media degli anni passati. È cambiato completamente anche il modo di interpretare le partite dal punto di vista arbitrale. Mi ricordo che dieci anni fa eravamo quasi all'estremo opposto: era un gioco molto fisico, si fischiava relativamente poco e alcune partite diventavano una sorta di rissa. Adesso siamo verso l'estremo opposto, dove si cerca di tutelare molto l'attaccante, di fischiare tanti falli e di concedere tanti tiri liberi. Se devo scegliere tra un estremo e l'altro preferisco quello attuale, perché voglio che in una partita di basket il gesto tecnico venga tutelato e non che diventi una lotta di wrestling, una lotta nel fango. Chiaramente si sta fischiando molto, ci sono tanti tiri liberi, questo spezzetta le partite, il ritmo ne risente e le gare si allungano. Ormai tutte durano almeno due ore, se non di più. Vedremo se questa omogeneità arbitrale verrà mantenuta. Se si continuerà a fischiare così, saranno i giocatori ad abituarsi e a capire che un determinato tipo di difesa non è consentito. Se invece, quando arriveranno le partite più sentite e decisive, come i playoff, cambierà il metro arbitrale, diventerà un problema. Se per alcuni mesi hai fischiato in un modo e poi cambi, i giocatori saranno spiazzati e disorientati. Diventa difficile capire come e fino a dove si possa difendere. Per il momento ho trovato il metro arbitrale di queste cinque giornate abbastanza fiscale ma omogeneo, perché in tutte le partite, o quasi, si è fischiato tanto e non si è permessa una difesa troppo fisica. In questo gli arbitri sono stati coerenti. Spero che si vada avanti così e che il metro resti coerente”.
Dopo Varese-Roma ha denunciato sui social un clima di critiche eccessive nei confronti del basket. Che cosa l'ha spinta a intervenire?
“Non è tanto per Varese-Roma, ma è una cosa generale che osservo tutti i giorni sulle pagine social che trattano di basket. Sotto le notizie e sotto i post purtroppo mi sembra ci sia questa corsa dei tifosi, o di quelli che dovrebbero essere appassionati, a parlare male del basket, a denigrarlo, a scrivere solo commenti negativi. Si dice che il campionato fa schifo, che si subiscono cento punti, che nessuno difende, che in NBA fanno tutti passi, che nel campionato italiano sono tutti scarsi, che ci sono troppi italiani o troppi americani. Non va bene niente. Mi sembra che ci sia una negatività attorno al basket per cui bisogna sempre parlarne male. Se sono una persona che si avvicina a questo sport per la prima volta, vedo una partita, mi piace e mi diverte, ma poi sui social leggo che tutti quelli che lo seguono ne parlano male, penso che forse non sia così bello e me ne tengo alla larga. Ormai mi sembra che la tendenza sia questa: sotto ogni post è tutto un criticare e vedere soltanto le parti negative. Le cose negative ci sono, per carità, ma mi sembra che siano molte di più quelle positive. Stiamo vivendo un campionato molto bello, il livello è il più alto da tanti anni, si sta investendo molto, salgono i budget e le squadre sono forti. Non capisco perché spargere negatività e commenti pessimi ogni volta che se ne ha la possibilità, senza godersi mai il bello. Sabato sera abbiamo visto una partita divertentissima, bellissima, e poi apri i social e tre quarti dei commenti sono negativi. È una cosa generale e questo mi dispiace, perché secondo me il basket è lo sport più bello del mondo, ma noi appassionati lo stiamo trattando come se fosse il più brutto, almeno sui social”.
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