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Caccavale: “Il Napoli ha un problema, lo dico da inizio campionato. Su ADL…”

Caccavale: “Il Napoli ha un problema, lo dico da inizio campionato. Su ADL…”
Oggi alle 22:10Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone
Ernesto Caccavale analizza il rapporto tra ADL e Allegri e apre alla possibilità di nuovi scenari societari con Rizzetta.

Ernesto Caccavale, giornalista ed ex europarlamentare, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli per parlare del futuro del Napoli, tra le parole di Aurelio De Laurentiis, le ipotesi legate a Matt Rizzetta e il progetto di una possibile polisportiva azzurra. Al centro del dibattito anche il tema delle infrastrutture, con la necessità di investimenti privati per nuovi impianti sportivi. Sul campo, Caccavale promuove l'idea di schierare Kevin De Bruyne in cabina di regia, ma individua nella fragilità difensiva il principale problema della squadra di Allegri, attesa dalla sfida con la Roma: “De Laurentiis è un grande uomo di teatro, come sempre. In certe situazioni la sua comunicazione è piuttosto discutibile: non sempre è efficace e non sempre è pertinente rispetto ai momenti e alle situazioni. Non si può, però, nascondere che sia un grande uomo di teatro: riesce a fare cose serie anche in modo un po' estemporaneo. Se vogliamo entrare nel merito, intanto ha confermato che con Allegri c'è un patto di ferro, e del resto non potrebbe essere diversamente. Ha preso Allegri proprio perché sapeva che è un aziendalista. Lo ha detto lo stesso allenatore in una delle sue prime uscite pubbliche, quando De Laurentiis gli ha chiesto di salvaguardare le persone che avevano già determinate posizioni. C'è, dunque, un patto di ferro tra lui e Allegri. Il tecnico ha detto: "Questa è la squadra e questa è quella che devi valorizzare". Il mercato non lo faccio perché l'anno scorso Conte mi ha fatto spendere un sacco di soldi. Spero che questo sia sufficiente. Da tifoso del Napoli e grande appassionato di calcio, che difende la città e i napoletani, i quali meritano grandi successi da parte della squadra, mi auguro che basti il patto di ferro che De Laurentiis ha manifestato chiaramente oggi con Allegri. Speriamo che Allegri abbia finalmente trovato la chiave giusta. La partita di martedì è un buon viatico, ma non rappresenta ancora la soluzione di tutti i problemi. Lo dico dall'inizio del campionato: il problema del Napoli è la difesa. Abbiamo un reparto arretrato che fa acqua da tutte le parti”.

Non voglio ancora allontanarmi dall'argomento principale della giornata, perché a tenere banco non sono soltanto le parole di De Laurentiis, ma anche le dichiarazioni rilasciate da Matt Rizzetta e quelle di oggi a Campobasso. Che idea ti sei fatto? “Credo che anche Rizzetta, alla fine, non sia fuori dai giochi. Le carte, però, sono nelle mani di De Laurentiis: è lui a dettare le condizioni, a stabilire come e quando trattare, a fissare il prezzo e a scegliere gli interlocutori. Ecco perché prima mi sono soffermato, al di là del colpo di teatro generale di De Laurentiis, soprattutto sugli aspetti tecnici e sul suo rapporto con Allegri, piuttosto che su quella che possiamo definire una pseudo-trattativa. Bisognerà vedere come e quando si evolverà la situazione. Alla base c'è anche una certa stanchezza da parte di De Laurentiis. Si capisce che oggi le cose non sono più come prima. Un tempo pensava davvero di mantenere saldamente nelle proprie mani la proprietà del Napoli; adesso, nella sua testa, la situazione è cambiata, così come il suo approccio alla questione. Penso, come l'ascoltatore che ti ha scritto, che dobbiamo credere in un Napoli ambizioso. Vogliamo una polisportiva e vogliamo che il nome della città sia sempre più forte nel mondo, attraverso il calcio maschile, il calcio femminile, il basket e gli altri sport che stanno diventando sempre più importanti, come la pallavolo e il rugby. Da questo punto di vista, credo che l'interlocutore che De Laurentiis sceglierà debba avere proprio questo obiettivo”.

Voglio tornare sul tema della polisportiva. A questo punto ti chiedo: come si inseriscono le infrastrutture in questo progetto? Il Comune e la Regione sono pronti ad affrontare questa nuova ventata di sport che sta arrivando in città? “Purtroppo ragioniamo da soggetti privati: De Laurentiis è il proprietario di una società privata, il Napoli Calcio, e Rizzetta è il proprietario di una società privata, il Napoli Basket. Dobbiamo però fare i conti con le autorità pubbliche, che si occupano degli impianti. Guardate quello che sta accadendo con il glorioso ex San Paolo, oggi Diego Armando Maradona. Detto tra noi, stiamo buttando soldi pubblici per l'ennesima ristrutturazione di un impianto che, come sostiene giustamente De Laurentiis, è ormai vetusto. È gloriosissimo, ma non è più adatto agli standard del calcio moderno. Pensiamo alla battaglia nata intorno all'idea di De Laurentiis, che considero corretta, di costruire uno stadio nuovo, all'altezza delle grandi squadre europee. Il Diego Armando Maradona, l'ex San Paolo, non è più adeguato a questo tipo di spettacolo. Eppure sono stati stanziati fondi pubblici per l'ennesima ristrutturazione, forse anche in vista della possibilità che Napoli ospiti alcune partite dei prossimi campionati europei. Sappiamo, però, che quello stadio non è più adatto a questo tipo di eventi. Non è uno stadio destinato a morire, ma ha ragione De Laurentiis a volerne uno nuovo. Sarebbe giusto che a costruirlo fosse la società calcistica, che poi ne diventerebbe proprietaria, anziché utilizzare, come al solito, i soldi dei contribuenti per cercare consenso elettorale. Purtroppo, oggi le istituzioni pubbliche utilizzano il denaro dei cittadini per ottenere consenso, presentando le ristrutturazioni degli impianti sportivi come interventi a beneficio della popolazione. Questo è il grande e gravissimo problema politico che si intreccia con quello sportivo a Napoli”.

Tra Roma e Napoli, quale squadra sarà maggiormente penalizzata dagli infortuni? Quali assenze potranno incidere di più? “Alla fine si contano i feriti e gli ammazzati, ma conta soprattutto chi scende in campo, quanto valore dà alla partita e quanto tiene alla maglia che indossa. Arrivati a questo punto, bisogna puntare anche su questo aspetto. Guardiamo alla prova d'orgoglio del Napoli contro il Bodø/Glimt: certamente parliamo di una squadra inferiore rispetto alla Roma, ma ho visto nel Napoli il piglio giusto. Speriamo che i calciatori mantengano lo stesso atteggiamento nella prossima partita contro la Roma”.

Ti sta piacendo questo nuovo assetto e, soprattutto, che cosa pensi dell'idea di Allegri di schierare De Bruyne come regista? “Penso, e lo dico da tempo, che il ruolo di De Bruyne sia proprio quello alla Modrić. Non lo dico oggi, dopo aver visto la partita contro il Bodø/Glimt: lo sostengo da tempo, già dalla scorsa stagione, prima che si facesse male, e l'ho ripetuto all'inizio di questa annata. Su questo Allegri ha ragione da vendere. Se De Bruyne si convince a giocare in quel ruolo, alla sua età potrebbe allungarsi la carriera e diventare ancora più efficace, considerando le caratteristiche del Napoli attuale. Naturalmente, questo apre una questione legata alla posizione di Lobotka, che per anni è stato titolare, titolarissimo e praticamente insostituibile. Tuttavia, penso che De Bruyne in quella posizione possa essere estremamente importante per valorizzare le proprie qualità, ma soprattutto per rendere il Napoli più pericoloso e incisivo. Su questo credo che Allegri abbia ragione. Secondo me, però, Allegri non ha ancora capito come rendere la difesa meno vulnerabile. Oggi il problema più grande del Napoli è proprio il reparto arretrato, e non da oggi: era evidente fin dall'inizio del campionato.

Abbiamo difensori che non sono rapidi, abbastanza lenti e che hanno bisogno di un filtro efficace a centrocampo. Lobotka è un giocatore che garantisce molto lavoro in questa zona del campo. Anche Anguissa è importante, ma serve l'Anguissa dei tempi migliori, quello che corre e che regge fisicamente, non quello che ho visto martedì contro il Bodø/Glimt. Poi c'è la posizione di McTominay, che da mezzala funziona molto meglio: è un giocatore box to box, capace di intercettare le azioni avversarie e soprattutto di inserirsi nell'area di rigore. Da questo punto di vista, credo che Allegri non abbia ancora trovato la formula giusta. La partita contro la Roma sarà molto difficile e dura. I giallorossi sono in grandissima forma e questa sfida rappresenta uno spartiacque, un vero e proprio sliding door per il Napoli. Vincere sabato contro la Roma significherebbe rilanciarsi anche in campionato. Perdere, invece, in casa dopo aver perso a Venezia in modo assurdo, significherebbe allontanarsi profondamente dalle ambizioni del Napoli in questa stagione”.