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Quale obiettivo per il Napoli? Pazienza: "Non lo Scudetto, la rosa non è attrezzata"

Quale obiettivo per il Napoli? Pazienza: "Non lo Scudetto, la rosa non è attrezzata"
Oggi alle 18:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Michele Pazienza analizza le scelte di Allegri: "De Bruyne qualche metro più indietro può sfruttare il passaggio e lasciare McTominay vicino alla porta".

Michele Pazienza, allenatore ed ex calciatore del Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Credo che nella testa di Allegri ci sia il desiderio di andare avanti con un unico sistema di gioco, lavorandoci per migliorarlo il più possibile. In questo momento, però, sta facendo di necessità virtù. Deve considerare la condizione fisica, gli infortuni e naturalmente il piano gara in base all'avversario. Contro il Bodø/Glimt probabilmente ha ritenuto che quel sistema potesse dare maggiori benefici. La cosa più importante era portare a casa la vittoria, perché il Napoli aveva bisogno innanzitutto dei punti e poi di ritrovare autostima e fiducia. La situazione ideale sarebbe lavorare sempre sullo stesso sistema, in modo da assimilare movimenti, tempi di gioco e posizioni. Oggi, però, bisogna soprattutto capire quale soluzione possa consentirti di ottenere risultati".

Quattro gol segnati ma anche tre subiti: bisogna essere più fiduciosi per l'attacco o preoccupati per la fase difensiva?
"Io sarei più positivo. È molto più difficile migliorare la capacità realizzativa di una squadra che registrare una difesa che in questo momento risulta troppo perforabile. Molti dei gol subiti dal Napoli derivano da errori individuali, da marcature troppo lente dentro l'area. Non ho visto necessariamente errori di reparto o una squadra completamente fuori dalla partita, ma soprattutto errori di valutazione e di lettura dei singoli. Su questo puoi lavorare. Stringere maggiormente le marcature e correggere determinate letture difensive è più semplice rispetto a costruire una squadra capace di creare tante occasioni e segnare con continuità".

Da ex centrocampista, come giudichi De Bruyne regista? Può essere questa soluzione a esaltare anche McTominay?
"Credo che in questo Napoli De Bruyne possa servire maggiormente qualche metro più indietro. Se lo arretri hai davanti più giocatori da poter servire con quel passaggio smarcante che rappresenta una delle sue qualità principali. C'è poi un altro aspetto. De Bruyne e McTominay hanno caratteristiche differenti dal punto di vista fisico. Kevin in passato ha dimostrato di sapersi inserire con tempi perfetti e quei tempi può averli ancora, perché dipendono dalla lettura del gioco. Dal punto di vista della forza fisica, però, oggi McTominay ha più energie per arrivare dentro l'area e fare male. De Bruyne, invece, possiede anche la capacità di essere determinante da fuori area e soprattutto può mandare in porta i compagni. Credo siano questi gli elementi che abbiano portato Allegri a farlo lavorare qualche metro più indietro, lasciando McTominay maggiormente sulla linea offensiva".

Quanto pesa Napoli-Roma e quali devono essere i reali obiettivi degli azzurri in questa stagione?
"Al di là del risultato contro la Roma, il Napoli deve essere consapevole di non essere stato costruito per i vertici assoluti della classifica. È una squadra costruita probabilmente per rimanere tra le prime quattro, ma non per ambire alla vittoria dello Scudetto. Se questo non viene riconosciuto rischiamo di rendere ancora più pesante il percorso del Napoli. Oggi purtroppo non c'è una rosa abbastanza profonda da garantire sempre un'elevata qualità delle prestazioni e dei risultati giocando ogni tre o quattro giorni. Il focus deve essere sulla continuità. Il Napoli finora è andato a fasi alterne e deve provare a costruire un percorso più lineare, anche contro un avversario fortissimo come la Roma. I giallorossi hanno trovato un'identità precisa, chiara e nitida. Hanno giocatori che stanno dimostrando di essere di altissimo livello e soprattutto una rosa profonda e giovane. È un vantaggio che, sulla lunga distanza, può diventare molto importante".