Podcast

Calciomercato Napoli, Filardi: "Non cederei mai Vergara! Trovarne uno così è difficile"

Calciomercato Napoli, Filardi: "Non cederei mai Vergara! Trovarne uno così è difficile"
Oggi alle 16:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Antonio Vergara è appetito da diversi club, ma per l'ex Massimo Filardi non va ceduto. E su Allegri il giudizio è chiaro dopo il fallimento Milan.

Massimo Filardi, ex azzurro, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: "Sicuramente non bisogna sbagliare la preparazione. Considerando il calendario, il gruppo dovrà arrivare subito in condizione e non potrà permettersi tentennamenti. Allegri è un allenatore esperto, uno che studia tutto nei minimi dettagli e ha sempre sostenuto che i campionati si costruiscono tra marzo e maggio. Io guarderei soprattutto all'incastro tra campionato e Champions League, perché è lì che si vedranno le vere difficoltà. Finché ci sarà una settimana tipo non vedo grandi problemi, poi con il doppio impegno sarà fondamentale capire la profondità della rosa e come verrà gestita."

Molti tifosi hanno accolto Allegri con qualche perplessità. Che idea ti sei fatto della scelta del Napoli?

"Ho una visione particolare di Allegri. Quando iniziò a Cagliari mi impressionò: proponeva un calcio moderno, offensivo, aggressivo, con idee innovative. Lo stesso accadde al Milan, dove vinse uno scudetto meritato. Nella seconda esperienza alla Juventus e poi al Milan, invece, ho visto un'involuzione. Ha privilegiato una fase difensiva più prudente, il blocco basso e la ricerca dell'episodio. Però sono convinto che a Napoli non potrà riproporre quel tipo di calcio. È troppo intelligente per non capire che questa è una squadra abituata a giocare in maniera propositiva. Anche Conte, pur arrivando con la sua idea di 3-5-2, inizialmente ha lavorato con la difesa a quattro. Oggi il calcio è cambiato, con cinque sostituzioni non basta più difendere un vantaggio minimo. Devi cercare il secondo e il terzo gol."

Cosa è cambiato nell'Allegri degli ultimi anni rispetto a quello vincente del passato?

"Secondo me è rimasto legato a una mentalità che funzionava nella Juventus dei cinque scudetti. Lì aveva una difesa straordinaria e campioni come Pirlo, Tevez, Marchisio e tanti altri che risolvevano le partite. Quel modo di giocare dava risultati. Successivamente però non ha più avuto quel livello di qualità individuale e il calcio nel frattempo si è evoluto. Oggi una squadra può cambiare metà formazione durante la partita e difendere l'1-0 diventa molto più complicato. Credo che anche lui abbia capito che serve un approccio diverso."

De Bruyne e Hojlund possono essere centrali nel nuovo Napoli? E Lukaku ha ancora spazio?

"De Bruyne è un giocatore che Allegri apprezza moltissimo. Basta vedere che al Milan ha voluto Modric. Parliamo di un allenatore che ama i calciatori tecnici e di esperienza. Però De Bruyne deve stare nel vivo del gioco: se lo costringi a rincorrere gli avversari o a fare l'esterno lontano dall'azione perde efficacia. In mezzo al campo può fare la differenza. Su Lukaku il discorso è diverso: sarà importante il Mondiale. Se farà bene manterrà mercato e valore, altrimenti diventerà più difficile trovare una soluzione soddisfacente per tutti."

Da ex calciatore, preferivi affrontare subito le big o partire con un calendario più morbido?

"Preferivo affrontare subito le squadre forti. A inizio stagione nessuno è ancora perfettamente rodato e puoi approfittarne. Alla settima o all'ottava giornata trovi avversarie già amalgamate e in piena condizione. Alla terza giornata, invece, possono ancora esserci margini per sorprenderle."

Antonio Vergara piace a diversi club importanti. Lo cederesti?

"Assolutamente no. Vergara è uno di quei giocatori che possono fare più ruoli, può giocare da mezzala o da esterno offensivo. Oggi trovare calciatori forti nell'uno contro uno è difficilissimo. Se hai in casa un ragazzo del genere devi valorizzarlo e aspettarlo. Lo stesso discorso vale per altri giovani come Allison Santos. Sono patrimoni che possono solo aumentare il loro valore. Inoltre c'è anche il tema delle liste, che non è secondario."

Negli ultimi tempi si parla spesso dell'ingresso di fondi stranieri nel calcio italiano. Come vedi questo scenario?

"Preferisco una proprietà a carattere familiare. I fondi fanno business e basta, spesso non hanno alcun legame con la città, con i tifosi o con la storia del club. De Laurentiis può piacere o meno, ma rappresenta il Napoli e la sua identità. Mi auguro che possa restare ancora a lungo perché una squadra di calcio non può essere gestita come una qualsiasi azienda o come una semplice operazione finanziaria."