Caporale: "Napoli rende di più quando attacca. Allegri deve trovare un'identità!"
Carlo Caporale, giornalista e conduttore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
"Siamo quasi a un quarto del campionato e, a memoria, non ricordo una stagione in cui a questo punto ci sia stato un solo 0-0. Di contro è aumentata molto la media gol a partita. Ormai, in linea con la tendenza del calcio europeo, tutte le squadre sono attrezzate per essere aggressive, intense e portare tanti giocatori in fase offensiva. Si cerca sempre di fare un gol in più degli altri, piuttosto che costruire le partite facendo forza sulla propria difesa".
Sulla scelta di Allegri: "Il Napoli quest'anno ha fatto una scelta particolare, quella di Massimiliano Allegri. Nella parte iniziale della sua carriera aveva ottenuto risultati proponendo anche un calcio piacevole e costruttivo, mentre negli ultimi anni c'è stata un'inversione verso una maggiore speculazione calcistica. Le sue squadre giocavano per brevi periodi in fase offensiva, riuscivano a sbloccare il risultato e poi cercavano di gestirlo attraverso una fase difensiva molto accentuata. Questo, però, negli ultimi anni ha pagato poco in termini di risultati assoluti".
Sul mercato degli allenatori di De Laurentiis: "Allegri era un vecchio pallino di Aurelio De Laurentiis. La scorsa estate il Napoli aveva cercato diversi allenatori, anche molto differenti tra loro per filosofia. Non è un mistero che sia stato contattato Fabregas e che ci sia stato un colloquio con Italiano. Poi si è sbloccata la situazione di Allegri al Milan e De Laurentiis ha virato decisamente su di lui".
Sulle difficoltà iniziali: "Il Napoli sta cercando di raddrizzare una stagione iniziata male, anche per un calendario difficile. Nelle prime cinque giornate ha affrontato due delle squadre più forti del campionato. In alcune partite avrebbe meritato qualcosa in più, ma è cominciata una rincorsa che procede ancora a tratti".
Sui segnali delle ultime partite: "Nelle ultime due gare ho visto un Allegri che è tornato alla difesa a quattro e ha cercato di stimolare la squadra verso un gioco più offensivo. È proprio quello che ha premiato statisticamente gli azzurri in questa prima parte della stagione. Quando il Napoli ha giocato a trazione anteriore ha segnato di più e ha anche subito di meno. Quando invece, per scelta o perché costretto, si è abbassato verso la propria porta, non solo ha segnato meno, ma ha anche subito di più".
Sull'identità di gioco: "Questo è l'aspetto sul quale bisogna lavorare. Serve una filosofia di gioco, un modo di intendere il calcio, un'identità più consolidata che dia certezze alla squadra. È forse proprio quello che è mancato maggiormente, soprattutto nei momenti in cui il Napoli si è ritrovato a subire gli avversari, cercando di difendere con i denti un risultato senza riuscirci".
Sui problemi difensivi: "Bisogna migliorare i numeri difensivi, che in questo momento sono disastrosi. Il Napoli, ogni volta che viene attaccato, prende gol. Lo abbiamo visto anche contro la Roma. Ormai le grandi difese sono difficili da individuare in tutto il calcio italiano, ma questo problema nel Napoli è particolarmente evidente".
Sulla possibile svolta di Allegri: "Allegri avrà finalmente cambiato direzione? Lo scopriremo nelle prossime partite. Io credo che abbia fatto una riflessione".
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