De Giovanni: "Rosa assemblata male, per me Allegri ha una sola colpa”
Il Napoli continua a mostrare due volti: una squadra capace di giocare ad alto livello per un'ora e un'altra che, nella parte finale delle partite, perde qualità, intensità e controllo. È l'analisi dello scrittore Maurizio De Giovanni, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania. Secondo De Giovanni, il problema principale non è Massimiliano Allegri, ma una rosa forte nei singoli e costruita senza ricambi adeguati. Lo scrittore ha individuato nel mercato di gennaio un passaggio decisivo per le ambizioni europee degli azzurri, chiedendo almeno tre rinforzi di livello e soffermandosi anche sulle difficoltà di Hojlund, sulla gestione di De Bruyne e sulle responsabilità della società.
Il Napoli gioca bene per un'ora, poi crolla e concede campo agli avversari. Come spiega questa situazione?
“Io credo che sia ormai evidente, perché non credo molto alle coincidenze. Quando cominciano a essere tre o quattro volte che succede la stessa cosa, con esiti non sempre uguali, bisogna prenderne atto. Il Napoli propone una bellissima squadra, ben messa in campo, forte e stabile per 60 minuti, poi c'è un crollo evidente che porta la squadra avversaria a recuperare, in tutto o in parte, il risultato. Vai a Milano e sei sul 2-0, giochi con la Roma e sei sul 2-0, con il Bodo/Glimt e con il Villarreal sei in vantaggio e le squadre avversarie ti recuperano quasi sempre, con l'unica eccezione del Bodo. Anche lì, però, avrei voluto essere tranquillo negli ultimi cinque minuti. Questo è un dato evidente di cui prendere atto. Il Napoli ha una rosa forte, ma non ben assemblata. I cambi non sono all'altezza dei titolari, quindi quando dopo il 60° o il 65° minuto cominciano le sostituzioni, il Napoli perde qualità in maniera evidente. Non ha una forza atletica all'altezza della situazione. Gli infortunati continuano a essere stabilmente tanti e spesso per motivazioni muscolari che ritroviamo nello storico dei singoli giocatori. Questo è un dato di fatto. A meno che a gennaio non si cambi radicalmente, prendendo almeno tre giocatori, uno per reparto, in grado di sopperire a questo calo, la situazione resterà complicata. Si può fare: ricordo che la Roma l'anno scorso ha preso Malen a gennaio. Non è che non si possa fare. Certo, si deve affrontare un sacrificio economico e fronteggiare la situazione”.
Gli infortuni sono davvero una sorpresa oppure erano prevedibili considerando lo storico dei calciatori?
“Ieri abbiamo perso Badiashile per un problema al quadricipite femorale sinistro. Possiamo dire che fosse inatteso? Possiamo dire che sia una sorpresa? Possiamo dire che siamo sfortunati? Non mi pare. Alisson Santos, che è giovane, era stato ceduto dallo Sporting, dove aveva avuto per tre volte infortuni muscolari. Quest'anno siamo a ottobre ed è già la seconda volta che si fa male. Neres, che altrimenti giocherebbe su palcoscenici ben diversi, in tutta la sua carriera ha sempre avuto problemi muscolari ed è la seconda volta in due mesi che si fa male nello stesso punto. Lo stesso Vergara, che è giovane, non è nuovo a incidenti di natura articolare e muscolare. Gli altri li conosciamo bene. Ieri Rrahmani non c'era per un problema influenzale, ma anche lui si è spesso fatto male. Spinazzola idem. Non credo che sia sorprendente che il Napoli giochi 60 minuti e poi, di fatto, proponga un'altra squadra, un'altra versione di se stesso”.
Il baricentro basso dipende soltanto dalla condizione fisica oppure è anche una scelta tattica di Allegri?
“Loro giocano a calcio e lo vedono in maniera professionale. Si rendono conto di non avere benzina per giocare a quel livello. Per alzare il baricentro devi pressare alto e devi scappare all'indietro. Se non hai la forza di farlo, è chiaro che ti abbassi. Io credo che sia un dato di fatto. La cosa tragica, secondo me preoccupante, è che noi non siamo in grado di nascondere il pallone. Quando fai 2-0 in casa non è possibile che gli avversari tengano la palla per tutto il tempo. Questo è il punto. Ma è possibile che questa squadra non sia tecnicamente in grado di tenere il pallone? Gente come De Bruyne, Lobotka, McTominay e Anguissa non è in grado di nascondere il pallone, di abbassare il ritmo del gioco? Questa è la cosa veramente preoccupante. Significa che questi giocatori sono, nella peggiore delle ipotesi, logori fisicamente oppure mentalmente. Io non vedo determinazione, non vedo capacità di prendere in pugno la partita, orgoglio, voglia di tenere alto il livello e la concentrazione. Vedo calare tutti paurosamente. Ieri sono entrati Giovane e Vergara e sembravano giocatori di un'altra categoria rispetto a quelli che avevano sostituito”.
Allegri ha effettuato alcune sostituzioni soltanto all'80'. Avrebbe dovuto intervenire prima?
“Allegri è uno che li vede quotidianamente. È uno che ne capisce molto di calcio. In questo momento è l'allenatore più vincente, come palmarès, che ci sia in Italia. Secondo te è autolesionista oppure ne capisce poco? Allegri sa bene per quanto tempo può contare su questi calciatori. Questo è il punto. Li fa entrare quando è necessario e la prova è che noi dal 70° minuto in poi prendiamo tre gol. Il parziale degli ultimi venti minuti è 3-1 per la Roma. Questo è un dato, sono numeri. A Milano succede la stessa cosa. Tu sei sul 2-0 al 67°. Com'è possibile che perdi quel vantaggio? Se McTominay non si inventa quella conclusione, rischi di perdere sul 2-2, perché l'inerzia era tutta loro”.
C'è anche un problema legato alla prima punta? Hojlund fatica a segnare e Lucca non convince.
“A me Hojlund piace moltissimo. Si fa un mazzo così, è un atleta straordinario. Non gli si può dire niente sull'impegno, ma Hojlund non segna mai. Comincia a essere un po' inquietante la situazione, tenuto conto del fatto che la sua riserva è Lucca. Credo di poter dire che sia forse tra i più deludenti centravanti che abbiamo mai visto in questa città. Bisogna intervenire. Allo stato attuale delle cose, agganciare il quarto posto dipende anche dall'andamento negativo degli altri. Andare avanti in Champions, francamente, dopo la sconfitta di Villarreal è molto problematico. Ripeto, c'è l'opportunità di gennaio. Non si è fatto niente a giugno, ma adesso è evidente che questa rosa ha delle fortissime criticità, anche dal punto di vista fisico e della tenuta atletica”.
Quali giocatori dovrebbe acquistare il Napoli nel mercato di gennaio?
“A questo punto pensare di arrivare a gennaio e non prendere almeno tre giocatori forti, una prima punta, un esterno alto e un centrocampista centrale, sarebbe un errore. Non voglio parlare dei difensori perché penso che prima o poi rientreranno. Badiashile potrebbe guarire, abbiamo sei difensori centrali e sono adattabili anche Olivera e Di Lorenzo. Ma se non prendi un centrocampista centrale di quantità e qualità, uno alla Allan per intenderci, un esterno alto che possa essere titolare e lasciare ad Alisson, Lang, Giovane e Politano ruoli di comprimari, non risolvi il problema. Se fai giocare questi calciatori una partita ogni tre, possono rendere. Ma se pretendi che giochino ogni tre giorni, te lo puoi scordare. Serve un centravanti che metta la palla dentro con continuità, che possa giocare al posto di Hojlund ma anche insieme a Hojlund. Perciò è stato un crimine perdere Gabriel Jesus. Questo è il punto. A giugno si poteva anche immaginare di contare su quelli che avevamo, ma adesso è colpevole pensare di poter continuare così. Pensare di giocare con Lucca e Hojlund, con Neres, Alisson, Giovane, Lang e Politano, con Anguissa e McTominay e basta, perché sono gli unici due in grado di giocare in quel ruolo, secondo me da questo momento è veramente colpevole”.
Allegri avrebbe parlato del suo passato al Milan e di presunti favori arbitrali alla Roma. E' uno sfogo riportato dai giornali. La Roma ha replicato. Che cosa ne pensa?
“Io non ho sentito niente su questo. Il Napoli non ha alcuna parte in questa situazione. Allegri, ove mai avesse realmente parlato, e si deve provare, avrebbe parlato del suo passato, non certo del Napoli e della situazione attuale. Noi tifosi del Napoli siamo esterni a questa problematica. Ci può dispiacere per Allegri, ove mai dovessero essere provate queste dichiarazioni, ma sarebbe una sua opinione sull'anno scorso”.
Al netto delle difficoltà della rosa, Allegri non ha comunque una percentuale di responsabilità?
“Ti farei una domanda: se io ti do gli spaghetti, il sale, l'acqua, il pomodoro e il basilico e ti chiedo di inventarmi un piatto, di essere creativo, che cosa puoi inventare avendo questi elementi in mano? Vorrei tanto che Allegri fosse colpevole, perché se lo fosse l'allenatore sarebbe la parte più facilmente sostituibile, o perlomeno gli si potrebbe proporre di cambiare qualcosa. Ma non capisco che cosa dovrebbe cambiare Allegri. Ha provato con la difesa a tre, con la difesa a quattro, con il centrocampo a due, con gli esterni, con la seconda punta. Non vedo una soluzione evidente. Ti ricordi quando Sarri iniziò la sua esperienza a Napoli? Era evidente che dovesse giocare con il 4-3-3, ma continuava a giocare con il 4-2-3-1 e non riusciva a trovare la quadra. A un certo punto tutti dicevamo 4-3-3, lui passò al 4-3-3 e cominciò la cavalcata meravigliosa di quel Napoli bellissimo. Non credo si possa dire la stessa cosa di Allegri. C'è un giocatore che non fa giocare e che tu ritieni risolutivo? C'è un modulo che non usa e che sarebbe risolutivo? A me non sembra. Allegri continua a mettere in campo la squadra che ha. Allegri ha una colpa grave, una sola: quella di aver accettato questa situazione a giugno, di aver detto che andava bene tenere la squadra così com'era. Questo è il punto centrale. Se avesse avuto giocatori come Rabiot e Gabriel Jesus, giocatori che probabilmente aveva chiesto, oggi forse parleremmo di qualcosa di diverso. Anche perché sono leader tecnici e mentali, gente abituata a vincere, capace di prendere la squadra sulle spalle. Il Napoli non ne ha di giocatori del genere”.
Quali sono gli errori più gravi nella costruzione della rosa?
“Hai Rrahmani, poi Buongiorno che è rotto, Badiashile che si rompe, Marianucci che è un ragazzo, Rafa Marin che fa una cosa bellissima e tre errori. Questi sono i difensori centrali. Vendi Gutierrez, che è una colpa gravissima che continuiamo a dimenticare, e non lo sostituisci. Rimani con Spinazzola, che ha l'età e lo storico di infortuni che conosciamo e soprattutto è un quinto, non un quarto, e con Olivera. Questo è il problema. Abbiamo Meret e Milinkovic-Savic, due portieri che sfido chiunque a definire perfetti, sia l'uno sia l'altro. Dovresti prendere metà dell'uno e metà dell'altro per ottenere un portiere di straordinario valore. E potrei fare lo stesso ragionamento per tutti i ruoli. Vergara e De Bruyne sono lo stesso giocatore? Se esce De Bruyne, può giocare Vergara senza far sentire la sua mancanza? Giovane e Politano sono lo stesso giocatore? Alisson e Lang sono lo stesso giocatore? Se esce Alisson, posso mettere Lang e ottenere lo stesso rendimento? Questo è il problema: è una rosa assemblata male. È anche forte sulla carta, ma vorrei vedere questa stessa rosa con i dovuti ricambi”.
C'è fiducia nel mercato di gennaio per correggere gli errori e tornare in Champions League?
“L'opportunità c'è. Ora non so dove trovi i giocatori a gennaio, quanto costino e soprattutto chi cedi per metterli in lista, perché c'è anche questo discorso da fare. Ma a giugno non l'hai fatto, colpevolmente, e adesso ti ritrovi con la consapevolezza delle cose che non vanno. Se poi vuoi arrivare decimo, va bene. È tutto un problema di prospettive e di obiettivi. Se ti sta bene arrivare ottavo e fare un anno di transizione, bisogna però costruire la transizione. Tu dimmi in questa rosa dove la vedi, dove sono i giocatori che prenderanno il posto degli altri. Facciamo il conto di quelli sopra i 32 anni: Di Lorenzo, Rrahmani, Spinazzola, Lobotka, Anguissa, De Bruyne e Politano. Sette giocatori tra quelli che giocano sempre. Poi ci sono altri giocatori intorno ai trent'anni. E tu mi vieni a dire che questa è una rosa che può fare un anno di transizione? Chi sostituirà questi calciatori?”.
Dove collocherebbe il Napoli rispetto alle altre squadre nella corsa Champions?
“Sulla partita singola il Napoli può vincere con chiunque. Non c'è una squadra in Italia che possa essere sicura di vincere contro il Napoli. Da questo punto di vista non c'è dubbio: il Napoli è fortissimo sulla partita singola. Ma una stagione di oltre cinquanta partite, una ogni tre giorni, è tutto un altro discorso. Il calcio è uno sport di squadra. Una cosa è Alisson e una cosa è Lang. Si fa male Alisson e gioca Lang: è tutta un'altra cosa, perché Lang ha bisogno di uno Spinazzola alle spalle, essendo un giocatore che si accentra. Non può giocare allo stesso modo con Olivera, che invece rimane nella propria metà campo. Cominciano già a essere due ruoli coinvolti e tutto questo si ripercuote sul resto. Il Napoli ha, a mio modo di vedere, una squadra decisamente forte, ma non per le cinquanta partite della stagione. Credo che possa tranquillamente giocarsi il quarto posto, ma devono stare tutti bene, cosa che non è mai accaduta nemmeno per una giornata quest'anno. Adesso hai perso Badiashile. Mi auguro che non sia nulla di serio, ma stiamo aspettando notizie. Se si fosse fatto male seriamente, in questo momento non avresti un difensore mancino in rosa. Io credo obiettivamente che Inter, Roma e Como siano più forti del Napoli proprio come rosa, in questo momento. Mi auguro di sbagliarmi, ma se fosse così il Napoli se la giocherebbe con Milan e Juventus per un solo posto. La Juventus è l'unica che ha più problemi di noi. C'è anche la Lazio che sta andando come un treno: quando si fermerà non lo so. E la Lazio non ha le coppe, non gioca il martedì, il mercoledì o il giovedì”.
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