Caporale ricorda Savoldi: "Aveva Napoli nel cuore, che ricordi! Giocavamo col suo pallone"
Oggi si sono tenuti a Bergamo i funerali di Beppe Savoldi, ex centravanti di Atalanta, Bologna e Napoli. Il giornalista Carlo Caporale ha dato un suo ricordo di "Mister Due Miliardi" su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "È un giorno triste, che è stato l'ultimo saluto a un giocatore che in qualche modo ha segnato anche un'epoca con la maglia azzurra. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo una decina d'anni fa a Televomero. Abbiamo fatto diverse trasmissioni insieme ed ebbi subito la sensazione innanzitutto di una persona squisita, gentile, ma soprattutto che aveva Napoli nel cuore e come se continuasse ad indossare sotto la camicia sempre la maglia azzurra. Non l'avesse mai svestita. È stata una sensazione che ho ricevuto sin da quando lo conobbi da vicino.
E poi chiaramente ci sono i ricordi da bambino, perché quel Napoli era una delle prime squadre che ricordo per la verità. I miei ricordi erano dell'anno precedente, soprattutto quello dell'anno in cui con Vinicio sfiorammo la vittoria del campionato, finivamo due punti dietro la Juventus. Mi avvicinai alla passione per la maglia, per quei colori e per il calcio in generale. L'anno dopo il Napoli fece questo colpaccio, per l'epoca alcuni gridarono addirittura allo scandalo, accostarono le solite immagini oleografiche di Napoli, la spazzatura, il colera, perché erano gli anni del colera. Con tanti guai, guarda un po', c'è qualcuno che spende due miliardi, una cifra clamorosa per quell'epoca. Il fatto sta che il Napoli fece un record di abbonamenti, oltre 70 mila abbonamenti, però non pagò dal punto di vista sportivo. Il Napoli non riuscì a ripetere il campionato dell'anno prima, quindi non diede fastidio alla testa della classifica, però Savoldi in quattro anni fece tanti gol, rimasto nel cuore dei napoletani, il Napoli vinse una Coppa Italia.
Mi rimangono i ricordi del pallone, il Savoldi, un pallone bianco e azzurro che si vendeva soprattutto a Napoli. Ha segnato una generazione quel pallone. Sì, tutti noi bambini ci giocavamo, tra l'altro è un pallone anche di qualità superiore rispetto al Super Santos, che era l'altro pallone. Com'era, di cuoio questo pallone? No, è un pallone sempre di gomma, leggermente più pesante, infatti portava la scritta in grammi, mentre il Super Santos era 220, questo era 300 grammi. Quindi si avvicinava quasi al peso di un pallone da calcio, chiaramente era di gomma.
Beppe Gol ci rimarrà sempre nel cuore. Era un bomber di razza, tra l'altro con caratteristiche anche un po' atipiche, perché era grosso fisicamente, era 1,75, quindi bravo con i piedi, ma aveva uno stacco di testa clamoroso. Lui iniziò con il basket, infatti era un grande appassionato di basket e l'ho incontrato anche a vedere all'epoca la Carpisa Napoli al Palabarbuto, quando c'era l'avvocato Maione, perché amava anche questo sport. Evidentemente dal basket ha preso il salto, l'elevazione, quindi era forte di testa, ma non male nemmeno di piede, grande rigorista, uno che in area di rigore si faceva trovare sempre pronto all'appuntamento. Magari non dialogava troppo con i compagni, ma quando riceveva palla nei 16 metri, spesso e volentieri la buttava dentro".
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