Caporale: "Non c’è stata idea chiara, vicenda Italiano ha nebulosità da chiarire"
Il nostro opinionista Carlo Caporale, giornalista, è intervenuto a "Sabato sport" su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Ti aspetti qualche piccolo ritocco dal punto di vista del mercato oppure si andrà verso una rivoluzione? Che Napoli sarà quello di Allegri?
"La rivoluzione non so se poi sia in linea con una politica, giustamente, un attimo rivisitata rispetto alle ultime due stagioni, dove si è investito tanto e c'è stata la necessità di farlo. Si è attinto al famoso tesoretto che è stato però rimpinguato grazie alla corretta gestione economica e che chiaramente non è inesauribile. Va rifornito continuando nel solco di una corretta gestione finanziaria, dove la filosofia e la politica strategica del Napoli sono chiare da tempo sul profilo dei giocatori, con anche qualche eccezione ogni tanto per alimentare una plusvalenza utile a bonificare i conti e renderli sostenibili. Quindi immagino che si possa sicuramente rivisitare l'organico, ma penso che le priorità siano quelle di valutarlo a pieno, questo organico, nella sua interezza, comprensiva anche di tutti quelli che saranno i rientri dai prestiti. Giocatori che, per carità, sicuramente nella maggioranza dei casi non faranno parte del Napoli del prossimo anno, ma magari alcuni, tra questi ci sono anche investimenti importanti del Napoli, potrebbero avere un'altra chance con un altro allenatore che è aziendalista e che in qualche modo segue la linea societaria. Diversamente è chiaro che si dovrebbe ancora una volta andare su investimenti importanti, ma credo che questa non sia la linea che De Laurentiis sta prospettando prima a Conte e poi ai suoi ipotetici successori. Quindi attendiamoci un tipo di mercato di questo tipo."
I nomi di Vlahovic e Rabiot sembrano ben distanti da quest'idea. Anche tu la pensi così?
"Sì. Per il resto Allegri lo voleva al Milan e non è riuscito nell'intento. Poi è chiaro che, nel caso specifico dei due nomi che facevi, Rabiot sicuramente ha dei costi elevati e ha superato abbondantemente i trent'anni, quindi non risponderebbe al profilo economico e anagrafico che il Napoli cercherà eventualmente di portare avanti. Diversa è la situazione di Vlahovic, perché è un classe 2000, ha ancora davanti una larga fetta di carriera ed è praticamente un parametro zero. Bisogna capire quali sono le pretese contrattuali e se sono alla portata di un tetto che il Napoli magari sposterà, considerando che ci sarà anche qualche giocatore, in primis credo Lukaku, che lascerà Napoli e quindi l'alto ingaggio sarà in qualche modo liberato. Per qualche altro giocatore il Napoli può fare uno strappo alla regola per dargli uno stipendio adeguato. Però siamo al momento a una caccia ai profili che stuzzica mediaticamente, ma secondo me il progetto sarà un attimo più lungo e soprattutto deve prevedere alla base di ogni ragionamento un disegno tattico che l'allenatore deve definire e far recepire alla società, con il quale poi si andrà alla costruzione della rosa. Di norma si fa così: si cerca una base che si adatti al livello preferenziale di gioco e si prova ad avere i doppioni per ogni ruolo. È diverso costruire una squadra per un 4-3-3, un 4-2-3-1 oppure un 3-5-2. Oggi il Napoli, per fare un esempio, non ha quinti di ruolo per quel sistema, ma ha una serie di esterni offensivi che nel 3-5-2 non hanno una ragione di essere perché il sistema non li prevede. Quindi credo che i primi passi dovranno essere su questa procedura, che poi dovrà portare la società alle scelte di mercato."
Questo è il momento di inaugurare un nuovo ciclo secondo te?
"Sì, credo che il nuovo ciclo sia iniziato. Se pensiamo a Sarri, che poteva essere la prima scelta, subito dopo si è virato su due nomi totalmente diversi come allenatori, soprattutto per modo di intendere il calcio e svilupparlo con le loro squadre. Secondo me questo dovrebbe essere uno dei motivi principali per cui una società sceglie un allenatore. Poi ce ne sono altri: l'esperienza, il carisma, la personalità, l'essere aziendalista, la gestione di un gruppo fatto in un certo modo. Però l'aspetto tecnico-tattico mi sembrava prioritario. Passare da Allegri a Italiano o viceversa non mi sembra costituisca una continuità sotto quell'aspetto. Magari ci sono state altre priorità che però un giorno ci verranno illustrate e spiegate. Mi sembra regnare un attimo di confusione e ci ha confuso anche un po' tutti questa vicenda. Io, se fosse davvero questo il motivo, sarei anche preoccupato perché vorrebbe dire che non c'è un'idea chiara. La risoluzione è avvenuta in tempi relativamente brevi. Per una questione di correttezza va detto che Italiano non si è semplicemente seduto e abbandonato. È stato caldeggiato, corteggiato, praticamente quasi chiuso come accordo, per poi essere quasi su due piedi abbandonato al suo destino, che tra l'altro lo ha fatto rimanere senza panchina. Non so se, nel momento in cui la vicenda con il Napoli non si fosse concretizzata, Italiano avrebbe comunque rescisso il contratto con il Bologna e sarebbe stata la fine di un rapporto. Potrebbe essere sì, potrebbe essere no, ma è una vicenda che ha delle nebulosità da chiarire."
Come mai secondo te Massimiliano Allegri rischia già di essere giudicato prima ancora di cominciare?
"Le analisi e i giudizi sono legittimi. Ognuno ha delle preferenze, può esprimere gradimento oppure no sul profilo dell'allenatore prescelto. Tutto questo, di primo acchito, è avvenuto. Però i giudizi e le opinioni non devono lasciare spazio ai preconcetti. Nel momento in cui inizierà questa avventura andrà giudicata attraverso il campo, che è il giudice supremo e ci fornisce dati oggettivi di valutazione in base al lavoro che verrà svolto dall'allenatore, dai giocatori e anche dalla dirigenza in tema di mercato. Tutte le analisi sul cammino recente di Allegri, il paragone con Italiano, i pro e i contro, sono state sviscerate. Ognuno ha detto la sua, chi in termini più equilibrati e chi estremizzando i concetti. Dopodiché è un discorso che va esaurito. La lavagna scolastica che magari era piena di segni, frasi e appunti va cancellata e riportata a una pulizia totale, che verrà poi riempita con quello che sarà l'inizio della stagione. Certamente lasciando un lasso di tempo congruo per avere dati sufficienti e cominciare un'analisi o una critica costruttiva e approfondita sul lavoro fatto, non su quello che non è stato fatto o sul pregresso. Ci saranno delle indicazioni, ma non devono inficiare un giudizio che non è ancora possibile dare. Nessuno ha ancora messo una piccola pietra sul percorso del Napoli 2025-2026."
PSG-Arsenal, questa sera c'è la finale di Champions League. Che partita ti aspetti?
"È una bella partita. Si affrontano i campioni uscenti e una squadra che credo abbia raccolto, dopo lunghi inseguimenti successivi, quello che forse già meritava da qualche anno e che per un motivo o per un altro era sempre sfumato, soprattutto in Premier League come l'Arsenal. L'Arsenal ha iniziato un lungo percorso ed è la dimostrazione che quando i progetti sono fatti in maniera seria e non si fanno condizionare dai risultati, ma vengono portati avanti con pazienza e perseveranza, poi i risultati arrivano. La Premier è sfuggita più volte in questi ultimi anni, ma il percorso è stato importante. Vediamo stasera contro un PSG che però mi sembra un pizzico favorito per la qualità complessiva della rosa, ma soprattutto per la qualità del gioco che questa squadra riesce a esprimere sul campo. È passata dall'essere una sorta di Harlem Globetrotters del calcio, con tanti nomi altisonanti ma pochi risultati internazionali, a una costruzione fatta da squadra e non da collezione di figurine. Con risorse investite bene si sono presi anche giocatori meno conosciuti ma funzionali all'idea dell'allenatore. Una finale di Champions, una finale di Mondiale per Club e tanti successi in campo nazionale. Il Paris Saint-Germain qualche campionato francese l'ha anche perso, ma oggi è una squadra molto più completa. Non è ancora di Parigi la coppa, ma è una partita apertissima."
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