Collovati: "Tanti contro Allegri, ma è un big! Il Napoli parte ancora più forte"
Fulvio Collovati, ex Campione del Mondo, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Con un Napoli già forte e Massimiliano Allegri in panchina, dove può arrivare la squadra nella prossima stagione? "Come può arrivare? Io dico una cosa: tu lo sai perfettamente che ci sono tanti anti-allegriani qua a Milano, che sono contro Allegri, però De Laurentiis ha voluto smentire tutti. Ha preso un big, perché tu puoi essere anti-allegriano finché vuoi, ma vai a guardare i numeri: i numeri sono dalla parte di Allegri. È uno che vince, è uno che ha vinto con la Juve, ha vinto con il Milan. Poi può essere discutibile il modo in cui gioca, ma nel calcio conta vincere. Per cui il Napoli, secondo me, con Allegri ha trovato un rinforzo rispetto alla scorsa stagione, guardate cosa vi dico. È chiaro che dovrà mantenere determinati giocatori, intendo dire i giocatori più importanti della difesa, del centrocampo tipo Lobotka, dell'attacco tipo Hojlund o Lukaku. Sono giocatori che il Napoli deve mantenere. Io non penso che Allegri sia andato a Napoli e gli abbiano detto: 'Guarda che vendiamo cinque o sei giocatori'. No, non ci credo. Per cui la squadra sarà mantenuta tale, poi è chiaro che se ci sarà qualche cessione sarà anche rinforzata. Però parte da un principio: ha un allenatore che ha allenato Milan e Juventus, per cui è un big."
Sono passati vent'anni dal trionfo dell'Italia al Mondiale 2006. Quando torneremo a vivere notti del genere? "Ma io lo so che voi siete giovani, Roberto e Gio, non vi rendete conto che sono cinque Mondiali: tre ai quali non siamo addirittura andati e altri due, nel 2010 e nel 2014, nei quali siamo usciti ai gironi. Per cui non è che sono esattamente vent'anni, sono cinque Mondiali nei quali il nostro calcio ha fatto fatica. Poi vedere adesso... Io stasera devo commentare Spagna-Belgio e dico che non siamo inferiori al Belgio, non siamo inferiori alle squadre africane, ma nemmeno alla stessa Norvegia che viene tanto decantata. Il problema è che bisogna fare le riforme, ripuntare sui settori giovanili, puntare sui giovani. Allora io vi chiedo: c'è qualche giovane interessante? C'è. Ma se non si fa giocare... Lando ha 17 anni, è campione d'Europa, però poi non c'è nessuno che a 17-18 anni gioca titolare in Serie A."
Per ripartire servirebbero Antonio Conte e Paolo Maldini? "Ma guarda, ti dirò che io avrei scelto Conte, perché Conte, se prende in mano una squadra, sapete benissimo che ti spreme. È uno che vince. Con l'Italia, una volta ogni due mesi o una volta ogni tre mesi, va benissimo. Però dalle ultime notizie pare che il prescelto sia Mancini, almeno da quello che ho letto sul web, che ormai cerca tutto il mondo del calcio. Per cui non lo so se ci sarà Maldini e probabilmente neanche Conte. Probabilmente ci sarà Mancini con qualche altro tipo Albertini. Ma il problema non sono le scelte di chi comanda, di chi ci guida: sono le riforme. Ricordatevi ragazzi, se non mettiamo nella condizione e obblighiamo le società ad avere sei o sette giocatori giovani in rosa, non li avranno mai. Li mandano a fare l'Under 23 piuttosto."
Malagò può essere la persona giusta per avviare le riforme di cui il calcio italiano ha bisogno? "Io penso che sia la persona giusta. Alle Olimpiadi ha dimostrato di essere un vincente, molto valido. Però torno a dire, anche lui è più politico rispetto a Gravina. Nel calcio non dovrebbe entrare la politica. Guarda che ha fatto l'America con Trump, che è entrato addirittura nelle decisioni arbitrali. Per cui la politica non deve entrare nel calcio. Però Malagò è uno che conosce il calcio, lo conosce da una vita. Il papà era un mio vicepresidente alla Roma, per cui sono dentro il calcio da una vita. Però torno a dire: se non gli fanno fare le riforme scritte, lui non può eseguirle, non può farle. Il problema è tutto lì".
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