Conte nuovo CT Italia? Garbo: "Meglio lui di Mancini, dà identità alle sue squadre"
Daniele Garbo, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: "Le nazionali organizzatrici non mi sorprendono. Gli Stati Uniti sono una buona squadra, così come il Messico, mentre il Canada ha un livello leggermente inferiore ma meritava comunque gli ottavi. Mi ha colpito soprattutto il rendimento delle africane. Io faccio il tifo per loro perché mi piace il loro calcio. Il Senegal, ad esempio, ha dominato il Belgio per gran parte della partita e poi è stato eliminato in modo immeritato. Dico sempre che il calcio è uno sport disonesto, perché non sempre vince chi gioca meglio. Nel tennis, nel basket, nella pallavolo o nell'atletica vincono quasi sempre i migliori. Nel calcio, invece, succede spesso il contrario."
Cosa manca ancora al calcio africano per competere stabilmente ai massimi livelli?
"Ormai manca davvero poco. Dal punto di vista tecnico hanno calciatori di altissimo livello, fisicamente sono addirittura superiori agli europei e tanti dei loro migliori giocatori militano nei principali campionati del continente. Forse serve ancora un po' di esperienza, maggiore cattiveria agonistica e concentrazione nei momenti decisivi."
Il Tottenham ha investito oltre cento milioni per Sandro Tonali. La sorprende una valutazione così alta?
"Le cifre sono importanti, ma il problema va oltre il valore del giocatore. Le vicende extracalcistiche che hanno coinvolto diversi calciatori dimostrano come questo ambiente spesso faccia emergere il lato peggiore delle persone. Parliamo di ragazzi giovani che hanno tutto dalla vita e che a volte perdono il senso della misura. Non è un fenomeno esclusivamente italiano: succede anche all'estero. Purtroppo il calcio tende a viziare e a far perdere il contatto con la realtà."
Passando al calcio italiano: il nuovo commissario tecnico può risolvere i problemi della Nazionale?
"Il commissario tecnico è l'ultimo dei problemi. Il vero nodo è il movimento calcistico. Se oggi mettessimo Guardiola sulla panchina dell'Italia, probabilmente non riuscirebbe a fare molto meglio di chi l'ha preceduto, perché manca la materia prima. Oggi quasi il 70% dei calciatori di Serie A è straniero e i giocatori italiani realmente convocabili sono pochissimi. Bisogna ripartire dai settori giovanili e cambiare mentalità, dando spazio ai giovani. Julio Velasco ha detto una cosa sacrosanta: se Yamal fosse nato in Italia, a 17 anni probabilmente sarebbe stato mandato in Serie C invece di giocare titolare in una grande squadra."
Conte è il profilo giusto per ripartire?
"Secondo me sì. Lo preferisco nettamente a un eventuale ritorno di Mancini, anche per una questione etica dopo il modo in cui ha lasciato la Nazionale. Conte ha già dimostrato di saper costruire una squadra con un'identità precisa, ma il suo compito sarà comunque difficilissimo. Senza una riforma profonda del sistema, il commissario tecnico da solo non potrà risolvere tutti i problemi del calcio italiano."
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