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De Rienzo: "Manna dice una cosa sacrosanta. Allegri? Diverso da Conte"

De Rienzo: "Manna dice una cosa sacrosanta. Allegri? Diverso da Conte"
Oggi alle 17:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Jolanda De Rienzo, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno

Jolanda De Rienzo, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Allegri? Non credo sia stato chiamato per disputare una Champions League tranquilla. L'obiettivo è costruire un percorso vincente. Poi è chiaro che il Napoli non è il Real Madrid, ma deve partire con l'ambizione di competere su tutti i fronti."

De Laurentiis e Giovanni Manna sostengono che il Napoli abbia già una rosa molto forte. È davvero così o serve ancora intervenire sul mercato?

"Le dichiarazioni dei direttori sportivi vanno sempre lette anche in chiave strategica. È normale che Manna non scopra le carte durante il mercato. Però una cosa è vera: il Napoli dovrà prima sfoltire una rosa troppo ampia. Ci sono tanti giocatori da cedere e solo dopo si potrà intervenire in maniera mirata. Restano alcuni ruoli da rinforzare: servirà un vice Di Lorenzo, se partirà Anguissa andrà preso un sostituto e bisognerà capire anche quale sarà il vice Hojlund. Rabiot? Potrebbe essere il profilo giusto sia per caratteristiche sia per il rapporto che ha con Allegri. Di lavoro da fare ce n'è ancora tanto, ma il Napoli può permettersi di aspettare perché parte già da una base molto solida."

Manna ha spiegato che Allegri valuterà prima l'intera rosa, compresi i rientri dai prestiti. È una strategia condivisibile?

"Sì, e questa è una cosa a cui credo. È diverso lavorare con un allenatore come Conte, che voleva tutta la squadra già a Dimaro, rispetto ad Allegri, che preferisce valutare personalmente i calciatori prima di prendere decisioni definitive. Certo, il rischio è che qualche obiettivo di mercato possa sfumare nel frattempo, ma il Napoli non ha molte alternative: prima deve sistemare le uscite e poi intervenire."

Passiamo ai Mondiali: cosa le sta piacendo di più?

"I risultati contano, ma ciò che mi affascina maggiormente sono le storie che questo torneo racconta. Amo il calcio romantico: penso alla vicenda del portiere del Paraguay, ai valori trasmessi dal Giappone, che lascia gli spogliatoi perfettamente puliti e si inchina ai propri tifosi anche dopo una sconfitta, oppure alla lettera di Diomandé dedicata alla sorella. Sono racconti che ricordano come lo sport possa insegnare tanto anche fuori dal campo. Poi ci sono le grandi leggende: Messi, il confronto eterno con Cristiano Ronaldo, la profezia di Maradona. È questo il vero fascino di un Mondiale."

Chi vede favorita per la vittoria finale?

"Le favorite naturali restano Francia e Argentina. Se però devo esprimere un tifo personale, allora scelgo Carlo Ancelotti. Se dovesse riuscire a vincere anche un Mondiale, a quel punto gli dovrebbero davvero dedicare un posto nel presepe."