Corbo critica il Napoli: "Con un mercato da 4,5 come fai a giocare da 10? Allegri è il 2° problema"
Antonio Corbo, giornalista ed editorialista de La Repubblica, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Il gioco è il secondo tema del problema. Quando il Napoli è uscito dal mercato, che voto gli abbiamo dato? Quattro e mezzo, cinque? È stato uno dei peggiori mercati. Allora perché oggi questa squadra dovrebbe giocare da dieci e avere una classifica da dieci? Il Napoli è uscito male dal mercato, non ha comprato: direi quasi che è fuggito dal mercato. E partiva già da una squadra vecchia, oggi con un anno in più, reduce da 43 infortuni e che secondo me non è ancora uscita indenne da tutti quei problemi. Poi possiamo parlare del gioco di Allegri e criticarlo, e secondo me in alcuni casi si può anche avere ragione. Ma bisogna spiegarmi perché una squadra che ha fatto un mercato da quattro e mezzo dovrebbe essere seconda in classifica".
Quindi ritieni sbagliato concentrare principalmente su Allegri le responsabilità di questo avvio?
"È molto semplice discutere dell'errore umano. Faccio un esempio che viene dalla mia esperienza nell'ippica: quando perdevamo una scommessa nessuno ammetteva di aver scelto il cavallo sbagliato, ce la prendevamo con il driver perché era uscito tardi o aveva sbagliato una scelta. Qui succede qualcosa di simile. Allegri ha un suo modo di giocare, lo conoscevamo prima che arrivasse e con quel calcio ha vinto sette Scudetti. In più ha dovuto fare una preparazione molto blanda, perché veniva da una squadra reduce da tantissimi problemi fisici. Quindi critichiamo pure Allegri, ma chiediamoci prima se non abbiamo sbagliato il cavallo, cioè se il Napoli non abbia sbagliato il mercato".
Eppure anche all'interno dei principi di Allegri sembra che il Napoli possa fare qualcosa in più. Non si vede ancora neppure quella solidità difensiva che ha sempre contraddistinto le sue squadre.
"Ma bisogna aspettarsi qualcosa in più dal Napoli, non soltanto da Allegri. Allegri è una parte del Napoli. Il suo calcio può non piacere a voi e non piace neanche a me: tende a chiudere gli spazi, rinforzare le fasce laterali e inevitabilmente diventa poi più complicato ripartire. Però per applicare anche quel tipo di gioco devi avere i titolari e devi averli in condizione. Il Napoli, invece, sta utilizzando un Neres che era stato uno dei migliori prima di fermarsi, è rimasto fuori per sei o sette mesi e deve ancora ritrovarsi. Davanti, oltre a Hojlund, hai Lucca, che è diventato il giocatore più bocciato del pianeta. Altre squadre hanno alternative che valgono molte volte di più. Questa situazione il Napoli se l'è cercata".
Quanto hanno inciso gli infortuni e, soprattutto, la gestione dei calciatori durante l'estate?
"Tantissimo. McTominay non è ancora tornato ed è probabilmente il giocatore più importante del Napoli. Torna dal Mondiale e nessuno si preoccupa di capire immediatamente quali siano le sue condizioni e di programmare per tempo quello che deve fare? Lo stesso discorso vale per Buongiorno: non poteva presentarsi con il problema al ginocchio già affrontato? Questi aspetti riguardano l'attenzione e l'organizzazione della società. Il Napoli viene da una situazione delicatissima sul piano degli infortuni e non possiamo far finta che tutto questo non esista".
È questo il punto quando dici che il gioco è soltanto il risultato finale di tutto ciò che accade all'interno di una società?
"Esattamente. Quando parliamo della mancanza di strutture o dell'organizzazione dobbiamo capire che tutte queste cose incidono. Prendiamo un giornale: c'è un direttore che controlla, ci sono i capiredattori, le varie redazioni e poi ci si riunisce per capire cosa sia stato fatto bene e cosa sia stato sbagliato. Perché quando parliamo di calcio, invece, dobbiamo ridurre tutto al gioco? Il gioco è la risultante finale della qualità del lavoro di un'intera società".
Dunque i sette punti nelle prime cinque giornate sono coerenti con quanto costruito dal Napoli durante l'estate?
"Il Napoli questa situazione se l'è cercata. Questo è il punto. Non sto dicendo che Allegri non possa essere criticato: chi lo critica ha tutto il diritto di farlo e su alcune cose può avere anche ragione. Ma non possiamo isolare l'allenatore da tutto il resto. Se hai fatto un mercato giudicato da quattro e mezzo, hai una rosa con diversi problemi fisici e alcuni giocatori fondamentali indisponibili o lontani dalla condizione migliore, non puoi poi pretendere automaticamente un rendimento da dieci".
Un ascoltatore si chiede se le tue critiche alla gestione del club possano essere legate a qualcosa all'orizzonte, magari a una possibile cessione da parte di De Laurentiis. Hai informazioni in questo senso?
"No. Io faccio semplicemente il giornalista e tengo alla mia indipendenza. Quello che scrivo nasce dalle mie analisi. Non ho problemi legati al fatto che il Napoli possa farmi entrare o meno da qualche parte, che qualcuno mi saluti oppure no. Il mio lavoro è guardare le partite, analizzarle e dare un giudizio. Se sono bravo, la gente leggerà le mie analisi; se non sono bravo, leggerà quelle di un altro collega. Non bisogna costruire teoremi dietro ciò che scrivo".
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