Longhi: “Allegri ha tante soluzioni, ora deve trovare il Napoli giusto”
Bruno Longhi, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Partiamo dalla Nazionale di Roberto Mancini, che non ha iniziato al meglio questa nuova esperienza. Ci sono però alcuni spunti positivi, soprattutto per la giovane età della squadra e per quanto mostrato nel secondo tempo. C'è qualcosa che lascia ben sperare per il prosieguo della Nations League e del nuovo corso?
“È chiaro che bisogna cercare di essere ottimisti a tutti i costi, anche se io l'ottimismo non lo trovo in questa partita. Pensare che una Nazionale giochi 90 minuti facendosi prendere a sberle dall'avversario non può succedere, per cui una reazione ci deve essere per forza. Tu parlavi di quei 20 minuti in cui si è visto qualcosa dell'Italia, ovviamente a fronte di tutto il resto, soprattutto di un primo tempo in cui la squadra non c'è stata. Bisogna essere ottimisti, però io l'ottimismo lo vedo molto, molto lontano. Il momento in cui saremo ottimisti vorrà dire che avremo una squadra in grado di essere veramente competitiva. Abbiamo visto che col Belgio non lo siamo e non lo siamo stati. Se andiamo indietro, lascio da parte quelle partite con quelle Nazionali che nemmeno considero, che però ci hanno eliminato dai preliminari mondiali. Se giochiamo contro la Norvegia veniamo riempiti di gol, se giochiamo contro la Francia veniamo riempiti di gol. È un momentaccio per il nostro calcio. Evidentemente significa che, a prescindere dall'allenatore o dal presidente federale, la qualità che noi possiamo mettere in campo è molto inferiore a quella delle Nazionali che vanno per la maggiore. Ho letto questa mattina un dato che dice che, tenendo conto delle migliori venti squadre europee, negli scontri diretti noi abbiamo ottenuto il 19% dei risultati a nostro favore. Il che vuol dire che è un momento storico in cui il nostro calcio non sta funzionando. Se Mancini riuscirà a rifare ciò che aveva fatto, non dico vincere l'Europeo, ma mostrare quella serie di belle partite, giocate bene, che ci hanno portato fino alla vittoria contro l'Inghilterra, avrà compiuto un mezzo miracolo, se non un miracolo intero”.
Dalla Nazionale al Napoli. C'è molto scetticismo sull'operato di Massimiliano Allegri. Il Napoli tende ad abbassare molto il proprio baricentro dopo essere passato in vantaggio, concedendo terreno agli avversari e portando il pericolo a ridosso della propria area. Allegri dovrà modificare qualcosa, anche in vista del prossimo tour de force?
“Sì, quello è vero. Bisogna avere un tipo di atteggiamento diverso. Hai citato giustamente quello che è l'atteggiamento della squadra in campo e quale posizionamento ha. Però io sostengo, e non solo io, che ci sono diverse tipologie di allenatori: quelli che costruiscono davvero, citare Fabregas è troppo facile, che costruiscono un'idea di calcio che poi prescinde dai giocatori, e quelli che sono bravi a gestire i campioni. La qualità di Allegri è sempre stata quella di saper gestire i campioni e non è una cosa facile, perché non è che prendi dei giocatori forti, metti lì il primo che passa per strada e questo te li fa giocare. Saper gestire e creare quell'empatia con i giocatori forti vuol dire avere grossa personalità. Al Napoli mancano i giocatori forti perché sono infortunati, perché De Bruyne non è ancora quello che abbiamo visto in Nazionale l'altra sera. McTominay, che era lo spaccapartite in queste ultime due stagioni, non c'è, mancano difensori e il Napoli non ha un'alternativa al centravanti. L'Inter ha quattro centravanti, possono giocare tutti e potrebbero giocare uno per volta. Il Napoli, se non gioca con Højlund, quando gioca con Lucca deve indossare dei panni diversi, fare un calcio diverso rispetto a quello che può fare con Højlund, che ovviamente nel campo largo è diventato devastante. Queste sono tutte, chiamiamole, attenuanti, però sono situazioni realistiche che abbiamo sotto gli occhi. Penso che Allegri non lo dica, però in cuor suo pensa di trovarsi in una situazione che non è facile da risolvere o, perlomeno, diventa più complicato vincere le partite rispetto a quando hai tutta la squadra al completo con i migliori giocatori. Aspettando anche Neres, perché non dimentichiamo che lo scorso anno, nel periodo centrale, quando il Napoli vinse la Supercoppa Italiana, Neres era imprendibile, era un giocatore che vinceva le partite da solo”.
La rosa offre caratteristiche molto diverse e Allegri dovrà trovare la sintesi, soprattutto per mettere nelle condizioni migliori De Bruyne, Højlund e anche Vergara. Alla ripresa o nelle settimane successive è plausibile un cambio di modulo per sfruttare meglio questi calciatori, mantenendo allo stesso tempo equilibrio e compattezza?
“Tu mi fai una domanda che presuppone una risposta precisa. Se avessi una risposta precisa chiamerei Allegri e mi metterei al suo posto. Le nostre sono parole e alle parole bisogna far seguire i fatti. Noi possiamo ipotizzare, chiacchierando, come possa essere questo Napoli. È difficile e non hai la seconda punta, a meno che non ti inventi Neres seconda punta, come ha fatto in un certo momento del passato campionato. Se cambi modulo con i due attaccanti puoi anche fare un 4-3-1-2 oppure puoi fare il 3-5-2, ne hai di soluzioni. Dipende sempre da come sfrutti quelli davanti. Solitamente gli allenatori dicono che il centravanti è quello che ti fa giocare bene la squadra. Dipende da quale tipo di atteggiamento ha il Napoli e dai giocatori che hai per poter cambiare modulo. La rosa è forte ed è una rosa completa, a prescindere dagli infortuni. Ha tutte le soluzioni possibili: puoi giocare con la difesa a tre, con il centrocampo a cinque, con i due attaccanti, con il 4-3-1-2. Puoi fare tutto quello che vuoi, poi bisognerà vedere quello che vorrà fare Allegri. Per il momento è un Napoli che non ha soddisfatto appieno, a prescindere dai sei punti di distacco. Ha le soluzioni e ha la possibilità di fare qualcosa di diverso, però, ripeto, devi entrare nella sua testa e vedere cosa farà”.
La nuova linea arbitrale indicata da Orsato può rappresentare un modo per provare a ridurre almeno sul piano dell'intensità il gap con le grandi squadre europee?
“Io cito sempre una frase di Maurizio Sarri. Quando parliamo di grandi club parliamo soprattutto del campionato inglese e alle squadre forti del campionato inglese aggiungiamo il PSG, il Bayern Monaco e le due spagnole. Maurizio Sarri, quando parla di questi giocatori, dice che hanno una cilindrata superiore e noi dobbiamo migliorare la cilindrata. Noi abbiamo giocatori di valore 6, 6,5 o 7, mentre quelle altre realtà di cui ho parlato prima possono, in virtù della disponibilità economica, arrivare a giocatori da 9, 9,5 o 10. Per cui il gap c'è sempre, mettiamocelo in testa. Abbiamo visto che non basta Allegri, non basta Chivu, non basta questo o quell'altro per ridurre il gap nei confronti delle altre squadre. Gli altri hanno giocatori più forti perché possono spendere di più. Se poi riusciamo ad arrivare, e qui è una sorta di elogio all'Inter per quello che ha fatto, due volte in finale, vuol dire che siamo andati al di sopra di quelle che sono le nostre possibilità”.
Serie A Enilive 2026-2027
![]() |
VS | ![]() |
| Napoli | Frosinone |
Editore TC&C srl - Testata giornalistica
aut. Tribunale Napoli n. 4 del 12/02/2020
Iscritto al Registro Operatori
di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Antonio Gaito
Direttore responsabile: Francesco Molaro




